Con il caldo crescono i consumi elettrici, anche se la necessità di contrastare l’afa deve naturalmente fare i conti con i costi in bolletta. Gran parte del consumo di elettricità delle famiglie italiane (oltre il 61%) è diretto ad alimentare gli elettrodomestici e l’illuminazione delle abitazioni.
La seconda voce come quantità di energia elettrica impiegata (circa il 10% del totale) è rappresentata invece dalla categoria “space cooling”, che consiste principalmente nell’utilizzo di condizionatori e ventilatori. Il clima e le abitudini fanno sì che in Italia il consumo di elettricità per ottenere temperature più piacevoli in casa sia decisamente superiore a quello medio europeo. Ma è pur vero che negli ultimi tempi, anche a causa dell’aumento dei costi energetici, si è ridotto molto più che nel resto d’Europa.
Come stanno andando i consumi energetici in Europa?
Sulla questione arrivano in aiuto i recenti dati Eurostat sui consumi energetici delle famiglie dell’Unione Europea, che nel 2023 hanno fatto registrare il secondo calo consecutivo. Il 2021 è passato alla storia come l’anno con il più alto utilizzo di elettricità nelle case delle famiglie dell’Ue, con quasi 746 terawattora consumati. In quell’anno, ancora segnato da restrizioni e lockdown, i consumi domestici hanno toccato il picco, prima di cominciare a scendere.
Nel 2023, ultimo anno per il quale si dispone di dati aggiornati, i consumi finali di elettricità delle famiglie europee sono diminuiti del 2,3% rispetto al 2022; in Italia, invece, la flessione, di circa l’1,9%, è stata più leggera. Gli italiani hanno quindi ridotto il consumo di elettricità, ma in misura di poco inferiore rispetto a quanto fatto in media dai cittadini europei.
Tuttavia, spicca un ambito sul quale le famiglie italiane hanno tagliato pesantemente: proprio il consumo per il raffreddamento.
Nel 2022 gli europei hanno consumato complessivamente 17,3 terawattora di elettricità per condizionatori e ventilatori, diventati poi 16,8 nel 2023, in calo del 2,6% rispetto all’anno precedente. Le famiglie italiane hanno invece consumato per questa voce 7,2 terawattora nel 2022 e 6,3 nel 2023, in calo del 12,7%, flessione decisamente più alta di quella rilevata in Europa. Nonostante l’estate all’insegna delle temperature elevate, nel 2023 gli italiani hanno ridotto il consumo di elettricità per tenere in funzione condizionatori e ventilatori molto più che nel resto del continente.
II costo energetico continua a salire
A contribuire all’utilizzo più prudente sono stati sicuramente anche i forti rialzi delle bollette. Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, tra il 2019 e il 2023 in Italia le bollette dell’energia elettrica sono diventate più costose del 108%, complice una fiammata dei prezzi arrivata in particolare tra la fine del 2021 e la primavera del 2023, periodo che coincide con la riduzione del consumo rilevata da Eurostat.
Di recente, come riportato dal Sole 24 Ore in un’analisi basata su dati di Terna, come previsto le alte temperature di inizio estate 2025 hanno fatto salire i consumi di elettricità, che hanno raggiunto il picco di fabbisogno giornaliero il primo luglio. Tuttavia, mantenendosi a livelli più bassi rispetto a quelli rilevati nell’estate del 2015, che resta ancora quella che ha fatto registrare il più alto consumo elettrico giornaliero negli ultimi dieci anni.