Da sempre le grandi imprese multinazionali al mondo non godono di buona fama, queste mega-aziende vengono spesso accusate di avere un enorme potere, un potere che sfruttano a loro vantaggio.
La loro cattiva fama è arrivata al punto che ormai il termine multinazionale, il cui banale significato è “impresa che ha impianti di produzione dislocati in Paesi diversi”, è un termine che ha assunto una valenza negativa.
Accusate di tutti i mali del mondo, le multinazionali, però, pare non facciano molto per scrollarsi di dosso questa cattiva nomea. Eppure dovremmo fare anche una semplice riflessione: possibile che queste mega aziende siano tutte gestite in maniera così spregiudicata? Chi si trova ai loro vertici? Da chi sono gestite? Ma soprattutto, cosa le accomuna?
Ed allora, per cominciare a dare risposte a queste domande, sembra naturale innanzitutto vedere la loro composizione azionaria.
Ed ecco che, apparentemente (poi spiegherò perché “apparentemente”) veniamo a conoscere un fatto che sembra poter dare una risposta a quelle domande.
Infatti scopriamo immediatamente che la quasi totalità di queste aziende sembra avere la stessa componente azionaria.
In altre parole quando andiamo a vedere i principali azionisti di queste multinazionali troviamo sempre gli stessi nomi.
BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street, JP Morgan ecc. ecc.
Ecco la pistola fumante, eccoli, i colpevoli sono loro, sono loro che governano il mondo.
Certo, abbiamo subito trovato cosa accomuna praticamente tutte le multinazionali, tuttavia sorge subito una domanda: se BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street, JP Morgan ecc. ecc. sono i maggiori azionisti di tutte le più grandi multinazionali al mondo, quanti soldi hanno? E soprattutto chi glieli ha dati tutti quei soldi?
Tuttavia siamo anche in grado di dare immediatamente una risposta alla domanda chi ha dato a BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street, JP Morgan ecc. ecc. tutti quei soldi? La risposta, infatti, è semplice: Noi!
Perché, vedete, BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street, JP Morgan ecc. ecc. sono società di gestione, ossia sono società che raccolgono fondi dai risparmiatori in tutto il mondo e li investono sui mercati, con l’obiettivo di far ottenere ai loro clienti un maggior rendimento attraverso una gestione finanziaria altamente professionale.
Dalla loro attività, ovviamente ricevono commissioni, e quello è il loro guadagno, ossia la remunerazione del lavoro svolto. Quindi certamente BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street, JP Morgan ecc. ecc. gestiscono capitali immensi, ma non sono soldi loro, semplicemente sono soldi nostri.
Ebbene, il comparto del cosiddetto risparmio gestito, ha avuto un sempre maggior successo ed alla fine del 2021 le maggiori 500 società del settore avevano in gestione asset per complessivi 131 trilioni di dollari.
Ricordo sempre che 131 trilioni di dollari significano 131 mila miliardi di dollari.
E nel corso degli anni, nel settore del risparmio gestito, si è sviluppato un fenomeno che oserei definire “naturale”, ossia quello della concentrazione.
In altre parole, le maggiori società del settore hanno visto aumentare in maniera esponenziale i patrimoni gestiti, mentre sono praticamente sparite le piccole società del settore.
Così, oggi la metà di tutti gli asset a livello mondiale, ossia all’incirca 60 trilioni di dollari sono gestiti soltanto dalle prime venti società del settore.
Inoltre assistiamo anche ad una concentrazione “geografica” delle maggiori società del settore. Infatti le cinque società che ho continuato a citare, ossia BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street e JP Morgan sono proprio le prime cinque società nella classifica dei patrimoni gestiti e sono tutte americane e sono statunitensi anche quindici delle venti più grandi società del settore.
BlackRock è stata la prima società al mondo a superare l’incredibile ammontare di 10 trilioni di dollari in gestione, ossia diecimila miliardi di dollari.
Non è molto distante Vanguard che ha in gestione asset per un ammontare di 8,5 trilioni di dollari.
Nella classifica delle prime venti società del settore le sole cinque non statunitensi sono: la tedesca Allianz che occupa il sesto posto, la francese Amundi al decimo posto, la svizzera UBS all’undicesimo posto, ma che ora scalerà la classifica dopo l’acquisizione di Credit Suisse, la britannica Legal & General al dodicesimo posto e la francese BNP Paribas al diciannovesimo posto.
Insomma, Italia non pervenuta.