Blackout estivi e bolletta della luce, quando scatta il diritto al rimborso in bolletta.
Puntuali come ogni anno, con le prime giornate di caldo intenso sono tornate a registrarsi interruzioni improvvise della corrente elettrica in diverse zone d’Italia. I disagi si concentrano maggiormente nei centri urbani più grandi e variano da alcuni minuti fino a diverse ore di blackout, lasciando intere aree senza corrente.
Quello che non tutti sanno è che quando il blocco della fornitura si protrae oltre una determinata soglia, per i consumatori è previsto un indennizzo economico. A stabilire le regole e le tempistiche di tale risarcimento ci pensa l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
Perché la rete va in tilt con il caldo?
Quando in estate accendiamo contemporaneamente migliaia di condizionatori, i cavi elettrici che passano sotto le nostre strade si trovano a gestire una quantità enorme di energia. Il problema è che il passaggio della corrente genera calore e, di conseguenza, più energia chiediamo per mantenere fresche le nostre case, più i cavi e le cabine elettriche di quartiere si surriscaldano. In condizioni normali, questo calore si disperde nel terreno o nell’aria circostante, ma in estate si genera una trappola termica perfetta causata da tre fattori.
Il primo riguarda la composizione delle strade cittadine, la rete elettrica è interrata sotto strati di asfalto e cemento, due materiali che trattengono il calore del sole e impediscono ai cavi sotterranei di raffreddarsi. Il secondo fattore è strettamente legato al cambiamento climatico, negli ultimi anni la notte non corrisponde più al momento della giornata in cui è possibile trovare sollievo dal caldo. Questo significa che i condizionatori restano accesi h24 e la rete elettrica non ha modo di disperdere il calore accumulato durante il giorno ma continua a scorrere senza sosta per giorni interi. A causa del caldo costante, le guaine di plastica e di gomma che rivestono e proteggono i fili elettrici iniziano letteralmente a sciogliersi e deteriorarsi. A quel punto, si verifica un cortocircuito e la centralina di zona si spegne per sicurezza, lasciando il quartiere al buio.
Blackout estivi e bolletta della luce, come chiedere il rimborso?
Quando un guasto elettrico colpisce un grande centro urbano, l’effetto è immediato e potenzialmente paralizzante. Con l’interruzione della luce, i condizionatori smettono di funzionare e i cittadini si trovano a dover affrontare le ore di picco di caldo senza alcun sistema di refrigerazione. Un disagio che rischia di diventare una vera e propria emergenza sanitaria per le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e neonati.
I blackout innescano poi una vera e propria reazione a catena che rischia di bloccare un intero quartiere. Pensiamo agli edifici moderni dove l’assenza di energia elettrica significa l’immediato arresto delle pompe idriche, qui gli inquilini dei piani più alti, oltre a non avere corrente, si ritrovano anche senza acqua. Ancora più problematica è la situazione di supermercati, bar e ristoranti dove un disservizio di diverse ore ha un impatto diretto sugli alimenti che rischiano di deteriorarsi. Persino la sicurezza stradale viene compromessa dallo spegnimento improvviso dei semafori negli incroci principali.
Proprio a causa della gravità e della capillarità di questi disservizi, l’Arera ha disposto che quando il blocco della fornitura si protrae oltre una determinata soglia oraria, i consumatori hanno diritto a un indennizzo economico. Questo rimborso viene accreditato direttamente nella fattura dell’energia elettrica dal distributore locale, senza che sia necessario presentare alcuna richiesta o compilare moduli di reclamo.
Quando scatta l’indennizzo e a quanto ammonta?
Il parametro su cui si stabilisce il diritto al rimborso è la durata dell’interruzione, calcolata in modo continuo e differenziata in base alla complessità logistica del territorio. Nei comuni con più di 5.000 abitanti, l’indennizzo scatta se la corrente manca per più di otto ore. Nei comuni con meno di 5.000 abitanti, dove le riparazioni richiedono più tempo e le distanze fisiche tra le cabine elettriche sono maggiori, la soglia di tolleranza si estende fino a 12 ore. L’Arera ha pensato anche a un escamotage per evitare che i distributori della rete aggirino la norma effettuando micro-ripristini temporanei della corrente. Se l’energia elettrica ritorna ma salta di nuovo entro 60 minuti, il conteggio del tempo non si azzera.
Superata la soglia oraria prevista per il rimborso, i clienti domestici hanno diritto a una quota base di 34,50 euro. In caso di interventi strutturali complessi e prolungamento del blackout, la cifra aumenta di 17,25 euro per ogni blocco ulteriore di 4 ore, fino a un tetto massimo complessivo. Per i negozi e le utenze commerciali collegate in media tensione, i rimborsi di partenza sono significativamente più elevati per bilanciare la perdita di fatturato legata all’interruzione dell’attività.