Bitcoin sopra i $60.000. È l’inizio di nuovi rialzi?

Redazione Crypto

18 Settembre 2024 - 14:58

Il prezzo di BTC/USD ha nuovamente superato i $60.000, alimentando l’ottimismo tra gli investitori. Tuttavia, sul mercato emergono segnali contrastanti. Cosa aspettarsi dal prezzo del Bitcoin?

Il superamento del livello di $60.000 da parte del Bitcoin è senza dubbio un segnale positivo per gli investitori, ma ci sono ancora molti fattori di incertezza che potrebbero influenzare i movimenti futuri del prezzo.

Sebbene ci siano indicazioni tecniche di possibili ulteriori rialzi, la riduzione dei volumi di scambio, le vendite da parte delle balene e le incertezze economiche globali suggeriscono cautela. Nel breve termine, il Bitcoin potrebbe muoversi verso i $65.000, ma per confermare un nuovo trend rialzista sarà necessario un contesto più favorevole sia sul fronte tecnico che macroeconomico.

Bitcoin supera i $60.000

Nelle ultime 24 ore, il prezzo del Bitcoin (BTCUSD) ha registrato un aumento del 5,30%, superando il livello chiave dei $60.000. Questa rottura è stata accolta con entusiasmo da molti investitori e analisti, che vedono in questo movimento un potenziale inizio di nuovi rialzi per la criptovaluta più popolare al mondo.

Da un punto di vista prettamente grafico, il Bitcoin si trova all’interno di un pattern tecnico particolare: un canale discendente. Questo tipo di formazione, di solito, segnala un periodo di consolidamento prima di un breakout, ossia un movimento più deciso verso l’alto o verso il basso. L’aumento recente sembra rappresentare un tentativo di uscita dal canale, alimentando le speranze degli investitori di vedere il prezzo dirigersi verso il lato superiore del canale, posizionato intorno ai $65.000.

BTC/USD, 1W BTC/USD, 1W Grafico a candele settimanali del BTC/USD. Fonte:baha.com

I segnali d’allarme tecnici

Tuttavia, esistono anche dei fattori tecnici che lasciano perplessi molti analisti. Uno degli aspetti più preoccupanti è la diminuzione dei volumi di scambio di Bitcoin. Secondo i dati on-chain, nell’ultima settimana si è registrato un calo del 10% nel volume di scambio. Questo tipo di riduzione è spesso visto come un segnale di debolezza: quando il prezzo di un asset sale ma i volumi scendono, può indicare che il movimento non è supportato da un reale interesse da parte del mercato, aumentando il rischio di un’inversione.

Inoltre, i dati di Glassnode mostrano che le cosiddette «balene» di Bitcoin, ovvero quegli investitori che detengono grandi quantità di BTC, stanno vendendo. Nello specifico, hanno rilevato la vendita di oltre 2.059 BTC, per un valore di più di $2 miliardi.

Non va meglio nel mercato dei derivati, dove i futures sul Bitcoin vengono scambiati con un premio annualizzato del 5%. Questo spread, che in teoria potrebbe sembrare interessante per i trader che vogliono speculare sui movimenti futuri del prezzo, è in realtà inferiore alla media storica. Ciò indica che il mercato non sta scontando aspettative estremamente positive per il futuro del Bitcoin, riflettendo una certa prudenza tra gli operatori.

Le incertezze macroeconomiche

Oltre ai segnali tecnici, molti esperti attribuiscono l’incapacità del Bitcoin di muoversi in maniera decisa a fattori macroeconomici. In particolare, l’incertezza economica globale sta giocando un ruolo cruciale nel limitare i potenziali guadagni della criptovaluta. I trader sono letteralmente «tenuti in ostaggio» dalle decisioni della banca centrale.

In aggiunta, la contrazione economica cinese è un altro fattore che pesa sul Bitcoin. Storicamente, la Cina è stata un grande centro di domanda per le criptovalute, con investitori cinesi che hanno contribuito in modo significativo al rialzo dei prezzi negli anni passati. Tuttavia, l’attuale rallentamento dell’economia cinese, insieme alle politiche restrittive sulle criptovalute da parte del governo di Pechino, sta riducendo la pressione rialzista proveniente da questo importante mercato.

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