Bitcoin è fermo da settimane. Ma il ribasso potrebbe non essere finito

Gerardo Marciano

14 Agosto 2026 - 09:55

Bitcoin resta debole sui grafici settimanale e mensile. Ecco i livelli che potrebbero confermare un’inversione o lasciare aperto lo scenario ribassista.

Bitcoin è fermo da settimane. Ma il ribasso potrebbe non essere finito

Bitcoin continua a muoversi intorno ai 63.000-64.000 dollari e, osservando soltanto le ultime settimane, il mercato sembra offrire pochi spunti rilevanti.

Dopo il minimo di luglio a 57.748,62 dollari, le quotazioni hanno recuperato terreno, ma senza costruire per ora un movimento particolarmente convincente. Il grafico di breve periodo resta sostanzialmente piatto e il mercato appare in una fase di attesa.
In un contesto di questo tipo può risultare più utile spostare l’attenzione sui time frame superiori.

Il punto centrale non è tanto cercare di prevedere cosa farà Bitcoin nel brevissimo periodo, quanto verificare se il ribasso iniziato dopo i massimi del 2025 possa essere considerato realmente concluso.
Per il momento, i grafici non forniscono ancora una conferma in tal senso.

Bitcoin quota infatti in area 64.000 dollari. Da inizio anno ha registrato un minimo a 57.748,62 dollari e un massimo a 97.932,33 dollari. Il massimo storico resta quello dell’ottobre 2025 a 126.264,98 dollari.
Da quei livelli la discesa è stata molto ampia. Tuttavia, più della percentuale persa, oggi conta la struttura che il mercato sta continuando a disegnare.

Il settimanale e il mensile non hanno ancora dato la conferma che serve

Sul grafico mensile il quadro resta impostato al ribasso.
Dal massimo dell’ottobre 2025 Bitcoin ha continuato a costruire una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Si tratta della configurazione classica di una tendenza negativa.
C’è poi un elemento che merita particolare attenzione.
Per il momento non si è ancora vista una barra mensile capace di chiudere sopra il massimo della barra precedente in modo tale da mettere seriamente in discussione la struttura ribassista.
Un comportamento simile si osserva anche sul grafico settimanale.
Questo non significa che Bitcoin debba necessariamente continuare a scendere.
Significa semplicemente che, finora, il mercato non ha ancora dimostrato attraverso i prezzi di avere cambiato tendenza.
Si tratta di una distinzione importante.
Un rimbalzo può durare giorni o settimane e può anche essere molto ampio. Resta però un rimbalzo finché la struttura non cambia.
Per parlare di inversione sarebbe invece necessario osservare progressivamente la formazione di massimi e minimi crescenti.
Ed è qui che entrano in gioco alcuni livelli.
La prima area da monitorare è quella compresa tra 67.250 e 68.000 dollari.
Subito dopo si trova la media mobile a 200 giorni, che passa in area 69.500 dollari.
Il livello realmente decisivo resta però 82.804,43 dollari.
Solo un ritorno stabile sopra questa soglia consentirebbe infatti al Bitcoin di costruire un massimo crescente sul grafico settimanale e di modificare uno degli elementi principali della struttura ribassista sviluppatasi dopo il massimo del 2025.
Fino ad allora, ogni recupero può migliorare il quadro tecnico, ma non risulta sufficiente da solo per parlare di una nuova fase rialzista di lungo periodo.

Il trimestrale, però, manda un messaggio diverso

Ed è proprio su questo time frame che la situazione diventa più interessante.
Se settimanale e mensile continuano a suggerire prudenza, il grafico trimestrale presenta invece alcuni elementi che meritano attenzione.
Il minimo di luglio si è formato infatti in prossimità della media mobile a 21 trimestri.
Non si tratta di un livello qualunque.
Tra ottobre 2022 e ottobre 2023 Bitcoin trovò sostegno proprio in prossimità di questa media. Da quell’area partì successivamente il movimento che portò le quotazioni dai minimi intorno ai 15.000 dollari fino al record di 126.264,98 dollari dell’ottobre 2025.
Naturalmente non vi è alcuna certezza che la storia debba ripetersi nello stesso modo.
Un livello che ha funzionato in passato non diventa automaticamente un punto di inversione anche nel ciclo successivo.
Tuttavia, il precedente merita attenzione.
Soprattutto perché, sul ciclo fino al trimestrale, potrebbero essersi formate anche alcune divergenze positive sugli indicatori di momentum. Mentre i prezzi hanno aggiornato i minimi, alcuni oscillatori sembrano mostrare una pressione venditrice meno intensa.
Questo è probabilmente uno degli aspetti più interessanti del quadro attuale.
Il trimestrale potrebbe suggerire che il mercato stia provando a costruire una base.
Il settimanale e il mensile, però, non l’hanno ancora confermata.
Gli indicatori possono anticipare.
Sono però i prezzi a dover confermare.
Per questo, in una fase di questo tipo, può risultare più utile concentrarsi meno sulle previsioni e maggiormente su ciò che accade in corrispondenza dei livelli chiave.
I livelli che possono cambiare davvero lo scenario
Oggi il quadro può essere letto attraverso quattro aree principali.
67.250 dollari
Rappresenta la prima resistenza significativa. Un superamento costituirebbe un segnale di rafforzamento, ma non cambierebbe ancora la struttura di fondo.
69.500 dollari
In quest’area passa la media mobile a 200 giorni. Un suo recupero renderebbe il rimbalzo più credibile e rafforzerebbe ulteriormente il movimento.
82.804 dollari
Rappresenta il livello più importante.
Sopra quest’area Bitcoin inizierebbe a costruire un elemento che finora è mancato: un massimo crescente sul grafico settimanale.
49.254 dollari
Resta invece il principale riferimento al ribasso. È il minimo dell’agosto 2024 e rappresenta il primo supporto statico di rilievo qualora il recupero dovesse fallire.
Non si tratta di livelli di acquisto o di vendita.
Sono semplicemente riferimenti utili per capire se il mercato stia realmente cambiando struttura oppure no.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più utile dell’analisi.
Non cercare di prevedere dove sarà Bitcoin tra tre mesi.
Piuttosto, comprendere cosa debba accadere affinché lo scenario attuale perda validità.

Il vero nodo è la divergenza tra i diversi time frame

Il mercato, in questo momento, racconta due storie differenti.
Il trimestrale mostra una possibile area di stabilizzazione.
Il settimanale e il mensile continuano invece a evidenziare una struttura che non ha ancora fornito una vera inversione.
Ed è proprio questa divergenza a rendere interessante la fase attuale.
Bitcoin potrebbe avere già costruito un minimo importante.
Oppure potrebbe essere semplicemente entrato in una fase di pausa prima di un nuovo movimento ribassista.
Al momento non ci sono ancora elementi sufficienti per scegliere con certezza tra i due scenari.
Anche il grafico annuale invita alla prudenza.
La barra del 2026 resta molto debole rispetto a quella del 2025. In alcune configurazioni storiche simili, le inversioni più importanti si sono viste soltanto più avanti, talvolta all’inizio della terza barra del pattern.
Non si tratta di una previsione.
È soltanto una ricorrenza osservata in passato e, proprio per questo, va considerata come tale.
La conclusione è quindi piuttosto semplice.
Bitcoin ha mostrato alcuni segnali che potrebbero anticipare una fase di stabilizzazione, ma non ha ancora dimostrato di avere concluso il ribasso.
Sopra 67.250 e 69.500 dollari il quadro migliorerebbe.
Sopra 82.804 dollari inizierebbe a cambiare anche la struttura settimanale.
Se invece il recupero dovesse esaurirsi, resterebbe aperto lo scenario di un ritorno verso 49.254 dollari.
Non è necessario formulare previsioni estreme.
In una fase come questa è sufficiente osservare se i prezzi inizieranno davvero a costruire massimi e minimi crescenti.
Fino ad allora, il ribasso non può ancora essere considerato definitivamente archiviato.