Bitcoin e computer quantistici. Ecco quanto manca al possibile crollo

Claudia Cervi

6 Giugno 2025 - 06:01

Secondo BlackRock non si tratta di se, ma di quando Bitcoin crollerà a causa dei computer quantistici. Ecco perché (e di quanto può scendere il prezzo).

Bitcoin e computer quantistici. Ecco quanto manca al possibile crollo

Bitcoin e computer quantistici: uno studio di BlackRock, il più grande asset manager al mondo, ha lanciato un avvertimento senza precedenti, che fino a poco tempo fa sembrava più fantascienza che realtà: i computer quantistici potrebbero rappresentare una vera minaccia per la sicurezza della rete Bitcoin.

Il punto è che l’intero sistema si regge su meccanismi crittografici attualmente ritenuti solidissimi, proprio perché violarli con le tecnologie attuali richiederebbe migliaia di anni. Ma i computer quantistici giocano con regole diverse. Grazie a fenomeni come la sovrapposizione degli stati e l’entanglement, riescono a elaborare simultaneamente una quantità enorme di informazioni. Se questa potenza venisse incanalata per forzare gli algoritmi su cui si basa Bitcoin, il tempo necessario a violarli potrebbe ridursi drasticamente, passando da millenni a poche ore.

Per ora si tratta ancora di un’ipotesi, ma il fatto che venga messa nero su bianco da un colosso come BlackRock - e confermato da un team di Google - segnala che il rischio sta iniziando a essere preso sul serio.

Ecco quanto manca al possibile crollo.

Bitcoin, i computer quantistici sono davvero una minaccia?

Non è che i computer quantistici siano “più intelligenti” di quelli tradizionali. Il punto è che riescono a violare i sistemi crittografici attuali con una velocità impensabile fino a poco tempo fa. Il merito è di un fenomeno chiamato entanglement quantistico, una sorta di legame invisibile tra particelle, capace di farle interagire istantaneamente anche se distanti tra loro. È proprio sfruttando queste proprietà che gli algoritmi quantistici possono superare con facilità meccanismi di sicurezza come la firma digitale ECDSA, su cui si basa Bitcoin. Questo, però, è possibile solo se si dispone di un numero sufficiente di qubit stabili.

Ma c’è un rischio concreto che presto questi computer riescano a risalire alle chiavi private partendo da quelle pubbliche, mettendo a serio rischio i fondamenti stessi della rete Bitcoin.

Secondo BlackRock, c’è un problema strutturale: spesso chi sviluppa tecnologie decentralizzate non ha un incentivo economico immediato per aggiornare i protocolli di sicurezza. E questo ritardo potrebbe essere fatale se la transizione alla crittografia post-quantistica non avvenisse per tempo.

Parole forti arrivano anche dal CEO di Naoris Protocol, David Carvalho, che lancia un allarme chiaro:

Il giorno in cui un computer quantistico riuscirà a violare un wallet Bitcoin, gli attacchi saranno fulminei, simultanei e impossibili da fermare. Non ci sarà tempo per difendersi.

Quanto manca al possibile crollo di Bitcoin

Per anni la sicurezza di sistemi crittografici come RSA2048 è sembrata inattaccabile. Ma ora, secondo una stima di Google, il numero di qubit necessari per violare questa protezione è passato da circa 20 milioni a un solo milione. Una riduzione drastica, che apre un varco agli attacchi quantistici.

Sebbene oggi non esista ancora un computer quantistico capace di compiere un’operazione del genere, il conto alla rovescia è già iniziato. Molti esperti parlano infatti di una finestra temporale compresa tra i 3 e i 5 anni prima che la tecnologia raggiunga il livello necessario per compromettere seriamente le attuali infrastrutture crittografiche. Quello è l’orizzonte temporale del Q Day.

Questo significa che, in un futuro nemmeno troppo lontano, sarà tecnicamente possibile rompere gli algoritmi che proteggono non solo Bitcoin, ma anche banche, istituzioni e infrastrutture digitali sensibili. Un problema che è amplificato dalla lentezza con cui vengono fatti gli aggiornamenti di sicurezza di Bitcoin.

Quanto potrebbe crollare Bitcoin al Q Day?

Se i computer quantistici dovessero violare la crittografia di Bitcoin prima che la rete sia aggiornata con protocolli più sicuri, le conseguenze sarebbero devastanti. La perdita di fiducia, più ancora del danno tecnico, potrebbe innescare un crollo profondo e rapidissimo.

Gli scenari possibili sono diversi, a seconda di cosa verrebbe colpito per primo e della reazione della comunità:

Violazione di wallet dormienti, come quelli attribuiti a Satoshi Nakamoto: la sola idea che qualcuno possa spendere quei Bitcoin sarebbe sufficiente a far crollare il prezzo del 20-30% in poche ore, generando panico e incertezza.

Attacco simultaneo a wallet vulnerabili, non protetti da sistemi resistenti al quantistico: in questo caso il mercato potrebbe assistere a un crollo del 50-70%, con milioni di Bitcoin sottratti e messi in vendita in un breve lasso di tempo.

Perdita generale di fiducia nella crittografia: si tratta di uno scenario estremo, dove salta completamente il presupposto dell’inviolabilità, su cui si basa la fiducia nella rete. Qui il calo potrebbe toccare l’80% o più, con ripercussioni su tutto l’ecosistema crypto, Ethereum incluso.

Aggiornamento della rete con protocolli post-quantistici (soft fork ben gestita): questo scenario, più ottimistico, comporterebbe un calo contenuto, tra il 10 e il 20%, seguito da una graduale ripresa man mano che la fiducia viene ristabilita.

Il vero nodo però non è solo tecnico, ma psicologico e sistemico: se Bitcoin perde la sua immagine di “oro digitale sicuro”, anche una vulnerabilità temporanea può avere effetti profondi e duraturi.

Cosa fare in previsione

Anche se il Q Day sembra ancora lontano, è fondamentale iniziare a muoversi in tempo.

Per prima cosa, conviene controllare se il proprio wallet è già compatibile (o lo lo sarà) con algoritmi di crittografia post-quantistica, come Falcon o SPHINCS+. Questi standard sono progettati per resistere a potenziali attacchi da parte dei computer quantistici, e potrebbero diventare fondamentali nei prossimi anni.

Poi, meglio evitare di riutilizzare lo stesso indirizzo più volte. Quando si spende Bitcoin da un wallet, la chiave pubblica collegata all’indirizzo diventa visibile sulla blockchain. Questo può rappresentare un punto debole in un futuro scenario quantistico. Meglio, quindi, generare un nuovo indirizzo per ogni transazione.

Infine, è importante monitorare gli aggiornamenti del protocollo Bitcoin Core. In futuro potrebbero essere introdotte firme digitali resistenti al quantum computing.

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