Il prezzo del Bitcoin è sceso al di sotto del range di prezzo in cui era rimasto nelle ultime settimane, creando un insolito clima di timore che raramente si è osservato tra gli investitori di Bitcoin negli ultimi mesi.
I recenti cali di Bitcoin possono essere visti come un’opportunità di acquisto oppure rappresentano l’inizio della fine per il mondo decentralizzato?
BTC/USD: un’analisi tecnica
A livello tecnico, il prezzo di BTC/USD è rimasto incastonato per settimane all’interno di un range di prezzi ben definito, compreso tra $60.000 e $72.000. Si tratta di due livelli tecnici importanti e rilevanti anche dal punto di vista psicologico. Il livello di $60.000 è stato, nelle ultime settimane, un punto in cui la domanda è rimasta sempre forte, evidenziando un certo interesse del mercato all’acquisto nonostante il prezzo avesse raggiunto i massimi degli ultimi anni.
Allo stesso modo, tra $70.000 e $72.000 si è formato un muro di offerta che ha ostacolato la crescita del prezzo di BTC. Dopo aver rotto il livello di $60.000 al ribasso per poi recuperarlo, molti credevano che BTC si fosse finalmente preparato per un nuovo ciclo di rialzi. Tuttavia, dopo essere tornato in prossimità del massimo relativo di $67.000, Bitcoin è scivolato in un turbine di vendite che ha rapidamente portato il prezzo sotto il livello di $60.000.
BTC/USD, 1D
Grafico a candele giornaliere del prezzo di BTC/USD. Fonte: baha.com
I motivi dietro il crollo del Bitcoin
L’incertezza legata all’evento dell’halving, atteso da più di tre anni dalla comunità crypto, ha generato una forte indecisione nel mercato. Sebbene l’evento sia di per sé limitativo dell’offerta e quindi portatore di un sentimento rialzista, con l’avvicinarsi dell’halving e il suo compimento, sono emerse anche opinioni contrastanti, secondo le quali il prezzo avrebbe subito un forte ridimensionamento a causa della pressione di vendita proveniente dai miner stessi, che si sarebbero trovati in difficoltà con il dimezzamento della ricompensa da mining.
Questi ultimi, per far quadrare i conti, avrebbero potuto vendere i BTC minati a prezzi più bassi. Dopo l’avvenimento dell’halving, non si sono verificati grandi crolli sul mercato. In sostanza, la situazione sembrava essere sotto controllo e, secondo molti, i miner non avrebbero difatti alcun incentivo a far crollare repentinamente il prezzo di BTC, poiché sarebbero i primi a subire perdite. Nonostante questo, il prezzo non ha resistito a lungo, ed adesso si parla addirittura di un sell-off record, che sembra riguardare persino gli ETF.
Fidelity Digital Assets ha modificato l’outlook a medio termine su BTC da positivo a neutrale, avvertendo il pubblico degli investitori crypto con la pubblicazione del Q1 2024 Signals Report. Secondo l’emittente di ETF spot, l’Hashrate Yardstick è troppo alto, indicando una potenziale sopravvalutazione del prezzo di BTC/USD.
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