Bio-on e Hera insieme per produrre bioplastica da anidride carbonica

Francesca Caiazzo

10 Dicembre 2018 - 10:12

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Grazie all’accordo tra i due gruppi italiani, nasce la newco Lux-on, che promette di rivoluzionare il settore.

Rivoluzionare la produzione di biopolimeri PHAs utilizzando anche l’anidride carbonica catturata dall’atmosfera e producendo energia senza l’utilizzo di fonti fossili. È quanto si propone di fare Lux-on, la Newco creata dal gruppo bolognese Bio-on, con la partecipazione del gruppo Hera.

La società specializzata in bioplastica e la multiutility hanno infatti comunicato di aver raggiunto un accordo per procedere alla creazione della nuova società, partecipata al 90% da Bio-on e al 10% da Hera, con la possibilità per quest’ultima di arrivare fino al 49,9%.

Intanto, a Piazza Affari, dopo un inizio di seduta in rosso, il titolo Hera conquista terreno e al momento della scrittura scambia al di sopra della parità in rialzo dello 0,49% a 2,45 euro.

Sfruttare (e ridurre) la CO2 presente in atmosfera

Grazie alla nuova tecnologia sviluppata da Bio-on – frutto di due anni di ricerca tra Italia e Usa – sarà possibile sfruttare e quindi ridurre l’anidride carbonica presente nell’atmosfera. La CO2 diventa così una materia prima a costo zero che, unita quelle già impiegate, permetterà di produrre bioplastica, naturale e biodegradabile al 100%.

Lux-on rappresenta, insomma, un’opportunità per “aumentare la sostenibilità industriale di un nuovo concetto produttivo”, come sottolineato da Marco Astorri, presidente e ceo del gruppo bolognese leader nel settore delle bioplastiche:

“Siamo particolarmente orgogliosi di dare concretezza ad un sogno dell’umanità come catturare CO2 dall’atmosfera per produrre materiali innovativi come il nostro biopolimero PHAs. Siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida che allargherà ancora di più, nei prossimi anni, i nostri clienti consolidando il primato dell’Italia nella produzione di biopolimeri di alta qualità nel mondo”.

Lux-on avrà il suo primo impianto entro il 2019 e, in linea con un più ampio progetto di sostenibilità ambientale, sarà dotato di impianti fotovoltaici che non solo doteranno la struttura di energia elettrica per alimentare la produzione ma forniranno anche energia stoccabile per l’alimentazione notturna continua H24, grazie a una partnership internazionale con gruppi specializzati nella tecnologia di stoccaggio ad idrogeno.

Una seconda linea di sviluppo

Importante, dunque, l’apporto che al progetto darà anche il gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane che opera nei settori idrico, ambientale ed energetico.

“La partecipazione alla nuova società fondata da Bio-on è la rappresentazione di una naturale comunione di intenti e di una alleanza che crediamo possa essere sviluppata con grande successo anche oltre il nostro territorio e in diversi ambiti di intervento”

ha infatti spiegato il presidente esecutivo, Tomaso Tommasi di Vignano.

C’è da aggiungere, inoltre, che in base all’intesa tra Hera e Bio-on, è prevista anche una seconda linea di sviluppo, ribattezzata PHA-CEL, finalizzata all’individuazione di sotto prodotti sostenibili per la produzione di biopolimeri e che, come spiegato in una nota, “consiste nella trasformazione della cellulosa di sfalci e potature in zuccheri semplici che, sottoposti a trattamento enzimatico, permettono di essere utilizzati in fermentazione”.

“Un ambito, quest’ultimo, che presenta ampi margini di sviluppo, considerando che Hera raccoglie ogni anno 200 mila tonnellate di sfalci e potature e che potranno essere trasformati anche in bioplastiche grazie alla nostra tecnologia”

ha concluso Tommasi di Vignano.

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