Finanza Sostenibile

Finanza Sostenibile

di Giuseppe Montalbano

Il bilancio dell’UE può e deve basarsi sulla finanza sostenibile

Giuseppe Montalbano

9 novembre 2020

Il bilancio dell'UE può e deve basarsi sulla finanza sostenibile

La tassonomia «verde» dell’UE costituisce uno strumento chiave per garantire la sostenibilità del bilancio pluriennale comunitario

Il bilancio pluriennale europeo e la tassonomia verde

Fra le questioni sul tavolo dei negoziati ancora in corso al Parlamento europeo per la definizione del budget pluriennale dell’Unione e del Recovery Fund spicca senza dubbio quella della sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti che saranno finanziati con le risorse comunitarie. Secondo l’accordo raggiunto a luglio dai governi degli Stati membri, almeno il 30% delle risorse stanziate dal bilancio europeo e dal fondo Next Generation EU dovranno essere destinate nello specifico al raggiungimento degli obiettivi sanciti dall’accordo COP21 di Parigi, con cui l’Unione ha fissato al 2050 l’anno dell’avvenuta transizione alla neutralità climatica.

In soldoni, si tratta di investimenti fino a 547 miliardi che l’UE si impegna a realizzare fra il 2021 e il 2027 per promuovere e accelerare la trasformazione del suo sistema economico in senso eco-sostenibile. L’accordo di luglio aggiunge inoltre che la spesa UE dovrà nel suo complesso essere “coerente” con gli obiettivi dell’accordo di Parigi, rispettando il principio di “non arrecare danno” ulteriore all’ambiente, secondo quanto previsto dal Green Deal europeo.

Il problema è che manca ancora un accordo sui criteri e le metodologie da adottare per mettere in pratica l’effettiva destinazione “verde” del 30% del budget europeo, così come il rispetto della regola generale di non aggravare ulteriormente i livelli di inquinamento. A ben vedere uno strumento per guidare gli investimenti verdi ci sarebbe. Si tratta della tassonomia UE, frutto di un lungo e complesso lavoro da parte di un nutrito team di esperti nel quadro dell’agenda europea per la finanzia sostenibile, e adottata attraverso un Regolamento UE entrato in vigore lo scorso luglio 2020.

La tassonomia UE offre attualmente la metodologia più completa e avanzata a livello globale per la definizione della sostenibilità ambientale e sociale delle attività economiche, rappresentando una guida per la gestione dei finanziamenti e investimenti “verdi”. Tuttavia l’implementazione della tassonomia non è ancora ultimata: a dicembre 2020 dovranno essere approvate le norme attuative del Regolamento, che entreranno pienamente in vigore dopo un anno.

Mentre la strada per la finalizzazione della tassonomia è quindi ancora lunga e piena di non pochi ostacoli, da più parti si fa strada l’idea che essa possa e debba già essere utilizzata per guidare gli obiettivi di sostenibilità ambientale previsti nel bilancio pluriennale UE. In effetti, son diversi gli attori pubblici e privati che si stanno già servendo della tassonomia per i propri investimenti green: dalla Banca europea degli investimenti, a grandi gruppi bancari come BNP Paribas. Un recente studio realizzato da due società di consulenza specializzate in investimenti eco-sostenibili, Climate Strategy e Climate & Company, mostra in che modo le prime esperienze di applicazione della tassonomia UE siano state un successo e, attraverso una simulazione sugli investimenti annunciati dagli Stati Membri, offre decisivi argomenti a sostegno di una sua immediata inclusione nel bilancio pluriennale dell’Unione.

La Tassonomia alla guida del bilancio

Lo studio Applying the EU Taxonomy: Lessons from the Front Line, firmato da Peter Sweatman e Malte Hessenius rivela, dati alla mano, che i criteri della tassonomia UE possono servire da subito a tracciare gli investimenti eco-sostenibili nel quadro del bilancio pluriennale, assicurando in questo modo l’effettivo rispetto dei suoi obiettivi a favore della neutralità climatica.

Secondo lo studio, i primi esempi di applicazione dei criteri e delle soglie stabilite dalla tassonomia dimostrano la loro piena applicabilità ed efficacia. Per questo la tassonomia dovrebbe essere assunta come primario strumento di monitoraggio e verifica dell’eco-sostenibilità degli investimenti UE in vista della finalizzazione del bilancio pluriennale da parte del Parlamento europeo, rispetto ad altri criteri e modelli, come i “Rio Markers”, giudicati meno affidabili e a maglie troppo larghe per prevenire strategie di green-washing, sovrastimando il contributo di alcune attività economiche al raggiungimento degli obiettivi di Parigi.

Come scrivono gli autori del rapporto: “nessun sistema di tracciamento può permettere pratiche di green-washing, né l’inclusione di progetti relativi ai combustibili fossili che diventeranno a breve costi irrecuperabili nella misura in cui l’Europa si approssima all’obiettivo di un’economia a emissioni zero”.

Uno studio della società di consulenza EY pubblicato a settembre aveva già confermato il potenziale uso della tassonomia, analizzando un campione di 1000 progetti di investimento green avanzati dai 27 Stati Membri, per il valore di 200 miliardi di euro, che costituiscono il 10% degli investimenti totali che il bilancio UE sarebbe in grado di finanziare attraverso le risorse dedicate agli obiettivi di neutralità climatica.

L’analisi di EY rivela come, in base alla tassonomia, il 57% dei 1000 progetti individuati risponda alle soglie suggerite per gli obiettivi di attenuazione dell’impatto climatico, mentre il 43% risponda potenzialmente ai criteri che assicurino “benefici di transizione”, sebbene non contengano tutte le informazioni richieste per il rispetto dei criteri della tassonomia. In questo modo, grazie alla tassonomia, possono individuarsi i progetti eco-sostenibili, così come quelli che necessitino di maggiori informazioni e trasparenza per una loro piena qualificazione fra le attività green. Inoltre, il rapporto mostra che il potenziale di investimento sostenibile nel quadro del bilancio pluriennale europeo può essere ben superiore alla soglia minima 30% e che la tassonomia possa in questo senso consentire al pubblico e al privato di predisporre i propri progetti in modo che rispondano pienamente ai requisiti di sostenibilità.

Applicare la tassonomia al bilancio pluriennale UE 2021-2027 è quindi possibile e necessario. Una proposta che ha già incontrato il favore di Pascal Canfin, parlamentare francese del gruppo di centro Renew Europe, presidente della commissione parlamentare per le questioni climatiche, il cui ruolo sarà decisivo per la finalizzazione di un bilancio che ponga nei fatti la priorità della transizione climatica in Europa.

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