I biglietti aerei già acquistati possono aumentare, ecco fino a quanto (prima di disdire)

Ilena D’Errico

4 Aprile 2026 - 20:21

Il prezzo dei biglietti aerei potrebbe variare dopo l’acquisto, ma soltanto in questi casi. Ecco tutte le regole da sapere.

I biglietti aerei già acquistati possono aumentare, ecco fino a quanto (prima di disdire)

In alcuni casi, i biglietti aerei possono aumentare anche dopo l’acquisto. La possibilità di adeguare il costo dello spostamento ad alcune variazioni dei prezzi è da tempo ammessa per tutti i contratti di trasporto, compreso l’aereo. Oggi, nel pieno della crisi energetica e con una situazione geopolitica sempre più instabile, questa eventualità assume però una rilevanza più grande che mai. È quindi ancora più importante capire come funziona e soprattutto quali limiti sono previsti, perché ovviamente l’aumento dei prezzi dopo la prenotazione è severamente regolamentato, in tutela dei consumatori da pratiche scorrette o eccessivamente onerose.

Il biglietto aereo può aumentare dopo l’acquisto

Di fatto, la normativa italiana e quella europea stanno intervenendo progressivamente per limitare l’abuso di questo strumento, che negli anni era diventato fin troppo frequente. La legge prevede la possibilità di applicare delle variazioni di prezzo anche dopo l’acquisto di un volo, ma soltanto se legate a variazioni del costo del carburante o di tipo valutario. Il cambiamento dei costi dei carburanti e l’andamento dollaro/petrolio possono influenzare i costi di un viaggio anche tempo dopo la prenotazione di un volo aereo, ma soltanto entro certi limiti. La legge prevede delle regole specifiche anche per i contratti di autotrasporto, che differiscono da quelle riguardanti i voli aerei, approfondiamo questi ultimi.

Limiti e preavviso dell’aumento

Innanzitutto, l’adeguamento carburante deve essere previsto da una clausola chiara contenuta nel contratto di trasporto, generalmente alla voce “Termini e condizioni contrattuali”. La presenza di tale clausola non garantisce la legittimità degli aumenti, essendo anche necessario che preveda tanto l’aumento dei prezzi quanto la riduzione, sempre in proporzione ai carburanti e al tasso di cambio. Se viene ammesso l’aumento dei costi ma non la riduzione si è di fronte a una clausola vessatoria, nulla e dunque contestabile senza difficoltà. In questo caso, il prezzo del biglietto non può essere aumentato.

Altrimenti, può essere applicato un sovrapprezzo (o uno sconto), purché sia comunicato al viaggiatore con un preavviso minimo di 20 giorni dal viaggio prenotato. L’aumento, come pure la riduzione, non può scattare se il passeggero ne riceve notizia dopo questo termine massimo, pertanto nell’eventualità è opportuno contestarli subito e negare il pagamento aggiuntivo. Le motivazioni della variazione e soprattutto le modalità di calcolo impiegate per l’adeguamento della tariffa devono inoltre essere rese note al viaggiatore in modo chiaro, esaustivo e trasparente. Devono essere forniti tutti i dati utili a verificare che il cambiamento sia giustificato dalle novità indicate, poiché altrimenti può e deve essere contestato.

I consumatori devono avere a disposizione tutti i dati per verificare la legittimità degli aumenti, citando ad esempio informazioni pubbliche fornite dal ministero dei Trasporti e dalle associazioni oppure allegando la documentazione necessaria. Oltre a ciò, comunque, l’aumento non può mai superare l’8% del prezzo pagato dal consumatore. Questo limite, proveniente dalla normativa europea e dal Codice del consumo e applicato da una sostanziale giurisprudenza, permette ai viaggiatori di esercitare il diritto di recesso o ottenere altri accomodamenti se viene superato.

Differenze tra agenzie di viaggio e compagnie aeree

Bisogna comunque notare che la clausola di adeguamento carburante/valutario riguarda prettamente i pacchetti di viaggio acquistati da tour operator e compagnie, in quanto acquistabili con grosso anticipo e più facilmente soggetti alle variazioni del caso. Acquistando i biglietti aerei direttamente dalle compagnie di volo, invece, si è decisamente più riparati dagli aumenti postumi.

Generalmente il prezzo del biglietto aereo è bloccato una volta pagato, anche se fosse con un pagamento dilazionato, e non modificabile in seguito salvo rare eccezioni. I vettori aerei potrebbero inserire delle clausole simili per adeguare i costi in caso di necessità, ma il rischio che siano contestate in tribunale o comunque nocive per la reputazione è fin troppo elevato, anche perché è quasi sempre prevista una tariffa (nel complesso del biglietto aereo) dedicata a compensare i cambiamenti in un certo periodo temporale. In caso contrario, sarebbe dovuto il rimborso ogni volta che i prezzi generali scendono dopo la prenotazione, cosa che invece non è quasi mai possibile, viste le modalità di gestione di posti e tariffe da parte delle compagnie. È comunque opportuno verificare sempre.

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