Biden rientrerà nell’accordo sul clima di Parigi

Il neo-presidente Joe Biden reinserirà gli Stati Uniti nell’accordo sul clima di Parigi: ecco che conseguenze potrebbe avere la mossa

Biden rientrerà nell'accordo sul clima di Parigi

Una delle prime mosse del neo-presidente Joe Biden sarà quella di favorire il rientro degli Stati Uniti nell’accordo sul clima di Parigi, ovvero il patto stipulato cinque anni fa tra quasi 200 Paesi al fine di scongiurare le peggiori conseguenze connesse ai cambiamenti climatici.

Da ricordare infatti la contestata mossa di Donald Trump, che ha formalmente ritirato gli USA dall’accordo il 4 novembre del 2019; Biden ha invece anticipato che intende rientrare già a febbraio.

Si tratta di un passo ormai dato per scontato e non eccessivamente attenzionato a livello mediatico, eppure potrebbe rivelarsi significativo per molti motivi.

Biden rientrerà nell’Accordo sul clima di Parigi

Malgrado l’uscita ufficiale degli Stati Uniti dall’accordo abbia dato scalpore, non ha avuto impatto immediato sugli sforzi internazionali per combattere il cambiamento climatico.

Eppure quasi tutti i Paesi del mondo fanno parte dell’accordo. Dei 195 che l’hanno firmato, 189 l’hanno già ufficialmente adottato e nessun altro, oltre agli Stati Uniti, lo ha abbandonato.

Biden non avrà bisogno del sostegno del Senato per rientrare, perché è stato istituito come accordo esecutivo; l’amministrazione dovrà solo comunicare alle Nazioni Unite l’intenzione di riprenderne parte, e il rientro ufficiale avrà effetto 30 giorni dopo.

Nei prossimi anni, soprattutto dopo il superamento della più acuta fase della pandemia di coronavirus, gli sforzi connessi all’accordo potrebbero crescere in maniera esponenziale sul piano operativo ed economico.

Gli impegni economici connessi all’accordo di Parigi

In quest’ottica, il rientro della maggiore economia mondiale potrebbe rivelarsi cruciale come nota l’esperta del clima della Cornell University Natalie Mahowald, autrice Rapporto delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici:

“Gli Stati Uniti hanno una delle più grandi economie al mondo e rappresentano il Paese che più ha contribuito al cambiamento climatico; è incredibilmente importante che rientrino al più presto nell’accordo di Parigi”.

Il patto, non vincolante, evidenzia l’intenzione di ridurre le emissioni e mantenere l’aumento delle temperature globali al di sotto di 2 gradi Celsius - 3,6 gradi Fahrenheit - rispetto ai cosiddetti livelli preindustriali.

Oltre i 2 gradi Celsius, si stima che il riscaldamento globale possa innescare una crisi alimentare nei prossimi anni; questo in primis secondo un report del 2019 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

I prossimi colloqui sul clima delle Nazioni Unite si terranno a Glasgow, in Scozia, nel novembre del 2021, quando i Paesi dovranno presentare i nuovi obiettivi per il 2030.

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