Perché Berlusconi non vuole tecnici al governo: i nomi a rischio

Claudia Mustillo

01/10/2022

01/10/2022 - 14:11

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Berlusconi mette le cose in chiaro sul futuro del governo di centrodestra e chiede lo stesso trattamento della Lega.

Perché Berlusconi non vuole tecnici al governo: i nomi a rischio

Silvio Berlusconi è pronto per far sentire la sua voce all’interno della coalizione di centrodestra per la scelta del nuovo governo. Il leader di Forza Italia, dopo aver avuto dei colloqui con gli altri leader della coalizione, in un’intervista alla Stampa ha messo le cose in chiaro: «Deve prevalere la qualità, prima ancora della rappresentatività».

Per il momento Silvio Berlusconi approva l’operato della leader di Fratelli di Italia, Giorgia Meloni, vincitrice dopo le elezioni del 25 settembre: «Non mi permetto di dare giudizi, ma mi è sembrata prudente ed equilibrata» e poi spiega che «Non ho mai svelato per antica regola i miei colloqui privati con le signore e non farò eccezione solo perché questa signora sarà il prossimo Presidente del Consiglio dei ministri. Questo vale anche per le mie conversazioni con Salvini».

Questa mattina l’incontro tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Lo riferiscono i due partiti parlando di un colloquio che si è svolto «in un clima di grande collaborazione e unità di intenti». I due leader si legge nella nota «hanno ribadito la soddisfazione per l’affermazione del centrodestra alle elezioni politiche e hanno fatto il punto sull’attuale situazione politica e hanno condiviso la necessità che l’Italia abbia bisogno di un Governo di alto profilo, capace di affrontare le gravi emergenze che il Paese si trova difronte».

«Non credo nei tecnici puri al governo»

Nell’intervista rilasciata alla Stampa, Silvio Berlusconi sottolinea che «non è una questione di numeri, ma di significato. Io non credo nei tecnici puri: se esistessero la politica diventerebbe inutile». E ricorda: «Ho sempre voluto coinvolgere nei miei governi persone chiaramente schierate con noi, che condividessero il nostro progetto politico, e che avessero un curriculum professionale, accademico o imprenditoriale di prim’ordine». «Ora vorrei di nuovo qualcosa di simile: non l’adesione a titolo personale di qualche nome famoso, ma l’impegno di mondi importanti», conclude il leader.

Forza Italia deve essere trattata al pari della Lega

Silvio Berlusconi chiede un trattamento pari a quello della Lega che però ha più parlamentari «La Lega ha più parlamentari di noi, pur avendo gli stessi voti. Ovviamente questo errore non si deve ripetere per quanto riguarda la formazione del governo. Dove deve naturalmente prevalere la qualità, prima ancora della rappresentatività».

I nomi a rischio nel governo Meloni

Intanto mancano pochi giorni all’elezione del presidente del Senato e della Camera. Intanto non si ferma il totoministri per il prossimo governo Meloni. Al momento i nomi che circolano sono quelli di Elisabetta Belloni agli Esteri, Domenico Siniscalco all’Economia, Matteo Piantedosi all’Interno, Adolfo Urso allo Sviluppo Economico, Gian Marco Centinaio all’Agricoltura, Anna Maria Bernini all’Istruzione, Daniela Santanché al Turismo, Marcello Pera alle Riforme, Giulia Bongiorno alla Funzione Pubblica, Vittorio Sgarbi alla Cultura, Carlo Nordio alla Giustizia, Luca Ricolfi al Lavoro, Alberto Zangrillo alla Salute, Fabio Rampelli all’Ambiente, Nello Musumeci al Sud, Maurizio Lupi ai Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto agli Affari Europei, Eugenia Roccella alla Famiglia ed Erika Stefani alla Disabilità.

Ma con il veto di Forza Italia sui tecnici qualche nome potrebbe saltare, come quello di Fabio Panetta, membro del board della Bce, tra i possibili candidati per il ministero dell’Economia.

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