Banche europee: dubbi della BCE sulla maxi-fusione Deutsche Bank-Commerzbank

Luca Fiore

9 Aprile 2019 - 10:43

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Secondo quanto riportato dalla testata tedesca Handelsblatt, gli ispettori della BCE avrebbero chiesto un piano dettagliato relativo la maxi-fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank.

«L’’inerzia non rappresenta un’alternativa». È quanto si legge in una lettera inviata ai dipendenti dal Chief executive di Commerzbank, Martin Zielke. Il manager è uno dei più accesi sostenitori del matrimonio con Deutsche Bank, ritenuto passaggio fondamentale per risolvere i problemi di un istituto che non ha mai smaltito l’impatto della crisi finanziaria e l’acquisizione di Dresner Bank.

La volontà di accasarsi di Zielke trova una sponda nell’esecutivo, primo azionista della banca dopo due salvataggi per 18 miliardi di euro complessivi.

Deutsche Bank-Commerzbank: forti ripercussioni sull’occupazione

La scorsa settimana, oltre di 250 impiegati dell’istituto hanno inscenato una protesta nel centro di Stoccarda per opporsi alle nozze. “Siamo sicuri di poter contrastare la fusione”, ha detto Stefan Wittmann, rappresentante sindacale che siede nel board di Commerzbank.

L’operazione, che finirebbe per creare la seconda banca europea con 1.800 miliardi di euro in asset di depositi per 845 miliardi di euro, comporterebbe però, secondo i numeri diffusi da Stephan Szukalski, leader del sindacato DBV e membro del consiglio di supervisione di DB, una perdita di posti di lavoro stimata a 30 mila unità.

Deutsche Bank-Commerzbank: annuncio dopo Pasqua?

È in calendario pe oggi una riunione del Consiglio di amministrazione di Commerz per decidere se interrompere o intensificare i negoziati.

Secondo le indiscrezioni, l’annuncio delle nozze potrebbe arrivare a breve: la deadline “ufficiosa” è fissata al 26 aprile, quando Deutsche diffonderà i numeri relativi i primi tre mesi dell’anno.

Deutsche Bank-Commerzbank: BCE invita alla prudenza

Secondo quanto riportato dalla testata tedesca Handelsblatt, gli ispettori della Bce avrebbero già fatto richiesta di un’analisi costi-benefici dell’eventuale fusione.

L’istituto guidato da Mario Draghi intende capire se in un’operazione così rischiosa, da più parti definita “un matrimonio tra un cieco e uno zoppo”, i vantaggi possano superare gli aspetti negativi (primo tra tutti l’impatto occupazionale).

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