Banche e legge elettorale, Di Maio tuona in video: “Attentato alla volontà popolare”

Alessandro Cipolla

29 Settembre 2017 - 13:31

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In un video postato sul blog del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio si scaglia contro le nomine della commissione sulle Banche e la nuova legge elettorale.

Non usa giri di parole Luigi Di Maio per esprimere tutta la sua rabbia contro la composizione della commissione d’inchiesta sulle Banche e la nuova legge elettorale. In un video postato sul blog infatti il candidato premier del Movimento 5 Stelle si scaglia con veemenza contro gli avversari politici.

Secondo Di Maio infatti, la scelta del Rosatellum-bis come testo base per tentare di nuovo di cambiare la legge elettorale è un chiaro tentativo di far fuori il Movimento 5 Stelle che, stando agli ultimi sondaggi politici elettorali, viene dato in testa appaiato al Partito Democratico.

Ma non sarebbe tutto. L’esclusione dai posti chiave della commissione d’inchiesta sulle Banche di esponenti pentastellati, per il giovane deputato non sarebbe altro che un tentativo per evitare al Movimento di poter incidere su questa indagine riguardante il sistema bancario del nostro paese.

Ottenuta l’investitura ufficiale dal popolo dei 5 Stelle, con anche “l’ortodossa” Roberta Lombardi che dice come si debba rispettare il voto delle primarie, Luigi Di Maio si proietta così in campagna elettorale, denunciando quello che a suo avviso è un chiaro tentativo da parte degli altri partiti di penalizzare il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni, cercando poi anche a tenere i grillini a bada all’interno della commissione sulle Banche.

Luigi Di Maio contro il Rosatellum

Ascoltando i toni del video con cui Luigi Di Maio si è rivolto direttamente al popolo del Movimento 5 Stelle, in Parlamento sarebbe in corso un’autentica manovra per svantaggiare i pentastellati alle prossime elezioni politiche.

A breve infatti inizierà il suo iter parlamentare il cosiddetto Rosatellum-bis, una legge elettorale che se venisse approvata impedirebbe di fatto secondo Di Maio al Movimento 5 Stelle di potere andare al governo.

Questa è una legge che favorisce le grandi ammucchiate con un meccanismo perverso per cui una forza politica come il Movimento, anche se dovesse prendere il 30% dei voti non otterrà neanche il 15% dei seggi. E soprattutto permetterà ai partiti che perdono le elezioni di andare al Governo. Il Rosatellum bis è una legge che non garantisce né governabilità né rappresentatività. L’unica cosa che garantisce è togliere di mezzo il M5S. Non a caso sono tutti d’accordo, forza Italia, PD, Alfano e Salvini. Salvini sta votando una legge che porterà di nuovo al governo Alfano, Renzi e Berlusconi. Ma tanto basta che gli assicurino la poltrona e se ne sta zitto.

Di Maio quindi non risparmia una stoccata pure a Salvini, spesso indicato assieme alla Meloni come possibile alleato di governo, accusandolo al pari degli altri partiti di volere soltanto sabotare il Movimento 5 Stelle.

Se dovesse passare il Rosatellum-bis, il sistema delle coalizioni andrebbe a svantaggiare senza dubbio i pentastellati, che sarebbero poi penalizzati anche dalla fetta maggioritaria del sistema di voto appena approdato in Parlamento.

Un tentativo questo di cambiare le regole del gioco a poche mesi dalle elezioni che secondo Di Maio è “un attentato alla volontà degli italiani”, oltre che una autentica dichiarazione di guerra nei confronti del Movimento 5 Stelle.

L’affondo sulle Banche

L’altro tema caldo affrontato da Luigi Di Maio nel video è quello delle Banche. Nei giorni scorsi infatti è stata nominata la commissione d’inchiesta sul tema, con la presidenza che è andata a Pier Ferdinando Casini e le due vicepresidenze a Renato Brunetta e Mauro Maria Marino.

Per il candidato premier grillino quindi Partito Democratico, Forza Italia e centristi avrebbero occupato i posti chiave della commissione non permettendo così al Movimento 5 Stelle di essere particolarmente incisivo nell’inchiesta.

Escludendo il Movimento 5 Stelle dai ruoli di vertice ci impediranno di incidere sull’ordine del giorno della commissione d’inchiesta, quindi non potremo chiamare la Boschi e chiederle sotto giuramento se chiese a Unicredit in qualità di ministro di salvare la banca del padre.

Per Di Maio la strategia è quella di volere impedire ai 5 Stelle di “fare verità” nella commissione d’inchiesta. Il tutto farebbe parte di un progetto per tagliare fuori il Movimento, che per il candidato premier sarebbe “l’unica forza politica che da sola può andare al governo”.

Nella sua nuova veste del leader anche politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio quindi fa capire di non aver nessuna intenzione di usare il fioretto nei confronti degli avversari politici. Vedendo queste prime avvisaglie, quella che ci aspetterà sarà senza dubbio una campagna elettorale lunga e dai toni più che mai accesi.

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