Banche e dividendi. A Piazza Affari c’è un titolo che rende il 13%

Claudia Cervi

16/04/2025

Dividendi delle banche sotto i riflettori: c’è un titolo che rende il 13%, ma non è l’unico. È il momento di rivedere il portafoglio? Ecco i titoli che pagheranno di più al Dividend Day.

Banche e dividendi. A Piazza Affari c’è un titolo che rende il 13%

Dividendi delle banche sotto i riflettori in vista dei Dividend Day di aprile e maggio. Dopo la correzione dei prezzi in Borsa, i rendimenti stanno tornando a salire e, in certi casi, raggiungono livelli decisamente interessanti. Uno dei titoli bancari più generosi offre attualmente una cedola del 13%. Ma ci sono anche altri nomi del listino italiano con dividend yield a doppia cifra (o quasi), ideali per chi punta su una strategia di investimento orientata al reddito.

Il 2025 si prospetta infatti come un anno particolarmente generoso per chi ha in portafoglio azioni italiane. Le società di Piazza Affari distribuiranno complessivamente 41,1 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto al 2024. E la tendenza sembra destinata a proseguire anche nel 2026, con stime che sfiorano i 44 miliardi.

A guidare questa corsa ci sono le grandi banche, protagoniste assolute della stagione delle cedole. Unicredit ha aumentato il monte dividendi, passando da 3 miliardi a 3,7 miliardi nel 2025 anno su anno (che salirà a 4,8 miliardi nel 2026). Intesa Sanpaolo è prima in classifica per volumi distribuiti, con oltre 6 miliardi nel 2025 e un dividend yield che oggi supera l’8%.

Tra le sorprese più interessanti c’è anche un’altra banca italiana, che quest’anno offre un dividend yield dell’11,4%. Un risultato reso possibile anche dal calo del titolo in Borsa: quando il prezzo di un’azione scende e il dividendo resta stabile, il rendimento sale. E questo meccanismo sta creando nuove opportunità per chi cerca flussi stabili di reddito, in un momento in cui l’incertezza sui mercati resta alta.

Potrebbe essere arrivato il momento di costruire – o aggiornare – un portafoglio orientato ai dividendi?

Vediamo nel dettaglio quali sono le banche di Piazza Affari con le cedole più generose.

Le banche italiane con dividendi più alti nel 2025

Nel 2025, le banche italiane offrono rendimenti da dividendo davvero interessanti condividendo con gli investitori la crescita record degli utili degli ultimi anni. Ecco una panoramica delle banche con dividendi più alti (con un occhio anche al risiko bancario).

Monte Paschi di Siena è il titolo di Piazza Affari più redditizio in termini di dividendo. Dopo anni difficili, la banca ha finalmente ripreso a ripagare gli azionisti nel 2024, distribuendo 315 milioni di euro. Nel 2025, l’importo è triplicato, portando il dividend yield a circa il 13,6%. Un ritorno significativo dopo dieci anni di difficoltà, ma va detto che MPS resta un titolo da monitorare con attenzione, dato che deve ancora affrontare sfide strutturali.

Banco BPM non è da meno, con un dividend yield complessivo dell’11,4%. Tuttavia, va considerato che il saldo della cedola che sarà staccata a maggio, pari a 0,60 euro, offrirà un rendimento del 6,8%. Quindi, chi acquista il titolo oggi non godrà dello stesso rendimento che si potrebbe aspettare dal dividendo completo.

BPER Banca, invece, propone una cedola di 0,60 euro, con un rendimento interessante del 9,4%.

Anche Banca Popolare di Sondrio offre un dividendo interessante: 0,80 euro, con un rendimento complessivo dell’8,1%.

Infine, Intesa Sanpaolo, uno dei nomi più noti del settore, ha un rendimento complessivo dell’8,1%. Tuttavia, chi acquista oggi in vista del saldo cedola di maggio otterrà solo il 4,1%, poiché la banca ha già distribuito un acconto a novembre. Pur rimanendo una delle banche più solide, il dividendo finale non sarà così alto rispetto ad altri titoli, almeno per chi entra sul mercato a ridosso dello stacco.

Non solo dividendi alti: cosa considerare prima di investire oggi

Un dividend yield elevato può ingolosire molti, ma non sempre è sufficiente per giustificare l’acquisto di un titolo. Quando si punta a un’azione in vista del pagamento della cedola, è essenziale fare attenzione a diversi fattori: la sostenibilità del dividendo, la crescita prevista nei prossimi anni e, non meno importante, il momento giusto per entrare nel mercato.

Molti titoli bancari, come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco BPM, hanno già distribuito un acconto sul dividendo lo scorso novembre. Questo significa che chi acquista oggi in vista dello stacco cedola di aprile o maggio otterrà solo il saldo, ottenendo un valore inferiore rispetto al rendimento teorico complessivo. Inoltre, in alcuni casi, il prezzo dell’azione ha già incorporato l’attesa cedola, riducendo di fatto l’efficacia dell’investimento nel breve termine.

In un contesto di mercato altamente volatile e con molte azioni ancora valutate a livelli elevati, l’acquisto di titoli solo per incassare il dividendo potrebbe esporre a correzioni di prezzo subito dopo lo stacco. In questo scenario, non ha senso inseguire esclusivamente i dividendi più alti, ma è più vantaggioso costruire una strategia di investimento di lungo periodo. Selezionando aziende solide e in grado di crescere anche in periodi difficili, è possibile assicurarsi cedole in aumento costante nel tempo.

Ad esempio, di seguito vediamo i dividend yield forward per il 2025:

TitoloDividend yield forward 2025
Banca Mps 12,7%
Bper 11,4%
Banca Ifis 11,2%
Banco BPM 10,9%
Intesa Sanpaolo 9%
Unicredit 7,2%

Questi numeri possono essere un buon punto di partenza, ma vanno sempre considerati nel contesto della crescita e della solidità finanziaria delle singole società.

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