Banca Mediolanum, spunta ipotesi di fusione con Mediobanca

Mauro Speranza

4 Ottobre 2021 - 14:52

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Le nuove voci di una possibile fusione con Mediobanca stanno sostenendo il titolo Banca Mediolanum a Piazza Affari.

Banca Mediolanum, spunta ipotesi di fusione con Mediobanca

Giornata interessante per Banca Mediolanum, al centro delle indiscrezioni sulla partita in Mediobanca con un’ipotesi di fusione tra i due istituti.
I titoli Mediolanum guadagnano oltre l’1% a metà seduta, con le azioni che vengono scambiate a 9,61 euro, nonostante l’andamento incerto di Piazza Affari, con il Ftse Mib che viaggia intorno la parità.
Le azioni della banca stanno mettendo a segno un balzo del 10% dallo scorso 20 settembre e proseguono ai livelli massimi degli ultimi 20 anni.

Quotazione Banca Mediolanum Quotazione Banca Mediolanum La crescita delle azioni dal 2000

L’ipotesi di fusione con Mediobanca

In queste ore sta tornando in voga l’ipotesi di una fusione con Mediobanca, possibilità già circolata lo scorso luglio dopo un report di Citigroup.
Gli esperti della banca sottolineavano che un’operazione del genere avrebbe dato vita a un gruppo da 16 miliardi di euro di capitalizzazione e sinergie di costo tra i 120 e i 150 milioni di euro.

Al report rispondeva il Presidente di Mediolanum, Ennio Doris, secondo il quale l’operazione avrebbe portato vantaggi soprattutto a Mediobanca, mentre il suo istituto puntava a crescere da solo e a rafforzare la propria identità.
Dopo le dimissioni dello stesso Doris arrivate il 21 settembre e l’avvio della partita in Mediobanca attualmente in corso, le voci di una fusione tra i due istituti sono tornate insistentemente.

Le conseguenze della fusione

Un matrimonio tra Mediobanca e Mediolanum potrebbe provocare un riassetto nell’azionariato del nuovo gruppo con nuovi soci forti in grado di controbilanciare Leonardo Del Vecchio, attualmente impegnato nella modifica del riassetto societario di Piazzetta Cuccia.
Proprio la famiglia Doris, oggi azionista di Banca Mediolanum con oltre il 42% del capitale, a cui si aggiungerebbe Fininvest di Silvio Berlusconi (30% del capitale), potrebbero rinforzare l’attuale fronte anti-Del Vecchio.

A conferma dell’ipotesi ci sono le parole di apprezzamento da parte di Doris verso Alberto Nagel, AD di Mediobanca sotto il tiro dell’asse Del Vecchio-Caltagirone, vista anche la partecipazione di Banca Mediolanum nel capitale di Piazzetta Cuccia con il 3,3%.

Al momento delle dimissioni, però, Doris aveva auspicato una mediazione tra azionisti e Nagel, sottolineando a Radiocor di essere “da sempre per le mediazioni, piuttosto che per gli scontri”.

Da imprenditore capisco a fondo le istanze e le visioni di grandi imprenditori italiani come Leonardo Del Vecchio e Francesco Caltagirone. In linea generale, con riguardo a tutte le cosiddette public company, bisognerebbe trovare forse equilibri maggiori tra gli interessi degli azionisti di peso e la necessaria indipendenza del management”, ha aggiunto l’imprenditore.

Le smentite di Fininvest su Mediobanca

Nel frattempo, da Fininvest intervengono per smentire una trattativa per la vendita della partecipazione detenuta da Mediolanum in Mediobanca.
Lo scorso 17 maggio, Fininvest aveva ceduto il 2% di Mediolanum a Mediobanca all’interno di un’operazione realizzata attraverso la piattaforma di Borsa Italiana, pacchetto solo successivamente finito nelle mani di Leonardo Del Vecchio.
Pertanto, sottolineano da Fininvest, “non è avvenuta alcuna vendita di tale quota fuori mercato a un soggetto terzo identificato e l’ipotesi di una trattativa”, dunque, è “destituita di fondamento”.

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