Dopo un inizio d’anno piuttosto discontinuo, che ha alternato una prima contrazione dei prezzi a un successivo recupero significativo, l’indice di riferimento del mercato azionario americano, l’S&P 500, è ora nuovamente ai massimi dell’anno, attirando l’attenzione degli operatori di mercato. Il recente rialzo del mercato USA potrebbe essere l’anticipazione di un nuovo trend rialzista? Ecco alcuni dati da considerare.
Cosa sta accadendo in borsa negli Stati Uniti?
È necessario anzitutto fare il punto della situazione in un’ottica intermarket. L’ultimo dato sull’inflazione negli USA ha mostrato un aumento rispetto al valore del mese precedente e alle previsioni del consensus. Questa notizia non ha spaventato il settore azionario dei risk-on, ma ha invece appesantito altri mercati, portando a un lieve aumento dei rendimenti dei Treasury USA e a un decollo del DXY, l’indice del dollaro statunitense. Da un punto di vista economico-sociale, è impossibile non notare un forte incremento dei futures sull’oro, stimolato dall’intensificarsi degli scontri in Medio Oriente. Nonostante queste instabilità geopolitiche, il mercato azionario non ha mostrato eccessive contrazioni, se non in alcuni casi specifici. In sintesi, il mercato continua a ricevere afflussi di capitali che, influenzando positivamente la domanda, stimolano il prezzo dei vari indici di borsa.
S&P 500: cosa si legge dagli indicatori tecnici?
Molti considerano questo periodo come l’anticipazione di un forte trend rialzista per il resto del 2024. Sarebbe interessante seguire da vicino alcuni indicatori di stress del mercato per comprendere meglio la situazione tecnica attuale dell’S&P 500.
Innanzitutto, potrebbe essere utile analizzare il rapporto tra Azioni Value e Azioni Growth, che sembra continuare in una direzione ribassista, evidenziando una notevole sovraperformance negli ultimi mesi da parte delle aziende growth, in particolare quelle tecnologiche, favorite dalla spinta dell’intelligenza artificiale. Osservando le grandi capitalizzazioni, l’indice delle FAANG è tornato a scambiare vicino ai suoi massimi storici. Per quanto riguarda il rapporto tra small cap e big cap, dopo un forte recupero delle small cap alla fine dell’anno, grazie alle nuove aspettative sui tagli dei tassi di interesse, il 2024 sembra riportare l’attenzione sulle azioni dei «Magnifici 7», che continuano la loro corsa verso nuovi massimi, causando un abbassamento sostanziale del valore del rapporto.
Passando a veri e propri indicatori di stress, l’indice S&P 500 Stocks Above 50-Day Average, che identifica gli stock al di sopra della media mobile a 50 giorni, ha raggiunto questa settimana un punto massimo degno di nota. In passato, questo livello ha spesso anticipato una contrazione. Per avere un quadro più completo della situazione a lungo termine, potrebbe essere utile consultare l’indice che utilizza la media mobile a 200 giorni come parametro di riferimento. Anche in questo caso, sono stati raggiunti livelli massimi relativi, indicando che in alcune situazioni passate questo livello ha portato a una contrazione, ma ci sono stati casi in cui l’iperestensione tecnica dell’indice S&P 500 ha raggiunto livelli ancora più elevati.
In aggiunta, potrebbero essere utili anche alcuni classici oscillatori, indicatori da applicare al grafico dell’S&P 500, che possono aiutare l’analista a individuare alcune zone di iperestensione grafica. Identificare queste zone non significa necessariamente individuare punti di inversione, bensì aree in cui può diventare conveniente per i trader in trend iniziare a prendere profitto, innescando i classici movimenti ciclici dei mercati, caratterizzati da alti e bassi. L’RSI (Relative Strength Index) è uno dei principali tra questi oscillatori, e la sua applicazione su un timeframe settimanale potrebbe essere molto indicativa del momento tecnico che il mercato sta attualmente attraversando. Su un timeframe settimanale, l’RSI a 14 periodi ha raggiunto il livello di 66 punti, molto vicino ai 70, una zona che molti analisti utilizzano come riferimento per individuare aree di ipercomprato. È importante notare che in passato questo non ha sempre indicato la fine di un trend forte. Ad esempio, il raggiungimento di questi livelli nel 2020 ha segnato solo l’inizio di un mega trend che ha interessato il mercato azionario USA negli anni successivi.
Altri indicatori utili per capire cosa aspettarsi dall’S&P 500
Per concludere questa analisi di contesto, potrebbe essere utile esaminare il VIX, l’indice di volatilità maggiormente seguito dai trader del mercato USA. La volatilità rimane ancorata verso i minimi, attestandosi intorno al livello dei 12 punti, segnalando un periodo tecnicamente particolarmente tranquillo rispetto alla recente storia dei mercati finanziari. Nel 2021, il VIX ha raggiunto il massimo di 80 punti, in un momento di estremo terrore per i mercati.
In questo straordinario contesto geopolitico, potrebbe essere sensato anche osservare da vicino un indice diverso dall’S&P 500, ma che rappresenta una sorta di faro nei momenti di complessità: il DJT (Dow Jones Transportation Average). Secondo la Teoria di Dow, per confermare la salute dell’economia, sia l’indice industriale (Dow Jones Industrial Average - DJIA) che l’indice dei trasporti (DJT) devono muoversi nella stessa direzione. Se uno dei due indici non segue l’altro, potrebbe indicare un possibile cambiamento di tendenza nel mercato azionario. In questo momento, probabilmente a causa delle complessità geopolitiche, questi due indici mostrano un primo segnale di divergenza, un aspetto che sembra preoccupare molti esperti del settore.