A Piazza Affari Technoprobe è cresciuta del 465% in diciotto mesi, passando da 6,80 euro a 38,58 euro a giugno 2026. Il produttore di probe card (le sonde per testare microchip), ha sfruttato l’esplosione del Capex per lo sviluppo di data center per intelligenza artificiale. Clienti come Nvidia, AMD e Google hanno fatto salire i ricavi da 400 milioni a 549 milioni (+40% YoY), i margini lordi dal 35% al 48% e l’EBITDA margin dal 30% al 45%.
A maggio l’azienda ha pubblicato una trimestrale record, anticipando al 2026 i target fissati per il 2027. Tre settimane dopo il massimo di 38,58 euro (18 giugno), Technoprobe scambia però a 31 euro, in calo di oltre il 25% da quel picco, senza notizie negative e senza la smentita dei numeri di maggio. Il mercato vende silenziosamente, seduta dopo seduta.
Alcuni analisti però quotano addirittura +48% di upside. Sembra che Wall Street sappia qualcosa che gli analisti scopriranno ad agosto.
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Il ciclo del Capex è finito?
La crescita del Capex per i data center AI è durata diciotto mesi. Dal 2025 a metà 2026. Nvidia, AMD, Google hanno lanciato gli ordini massicci tra fine 2025 e inizio 2026. Technoprobe è riuscita ad intercettarli.
Ora però il ciclo di investimenti in semiconduttori è entrato in una fase di rallentamento, ma gli analisti ancora non lo vedono. Guardano i numeri di maggio (ricavi +19%, EBITDA +44%) e li proiettano sui prossimi tre anni. Con un fatturato atteso a 1-1,05 miliardi e un EBITDA a 450 milioni di euro, il valore atteso è compreso tra i 44 e i 53 euro.
Per il mercato invece la fase di accelerazione è finita e sta prezzando già ora dati che probabilmente saranno pubblicati nei prossimi trimestri.
Cosa aspettarsi dalla trimestrale del 5 agosto
Il 5 agosto Technoprobe annuncerà i risultati del secondo trimestre 2026. Due gli scenari possibili.
Se i numeri confermano una crescita del 20% e margini al +45%, il titolo ha buone possibilità di rimbalzare verso 38-40 euro e il minimo attuale potrebbe rappresentare un’occasione di acquisto sulla debolezza.
Nel caso di una crescita più limitata (per esempio del +8%, con margini rivisti a +42%) il management potrebbe modificare la guidance 2026, costringendo gli analisti a tagliare i target del 25/30%. Il titolo può scendere ulteriormente verso 24-26 euro, base del gap di metà maggio. Il ribasso potrebbe poi estendersi verso 20 euro, target del testa e spalle disegnato dai massimi di inizio giugno, completato oggi con la violazione della neckline della figura a 30 euro.
Tra questi due scenari, il mercato sembra aver già scelto. Non perché dispone di informazioni che gli analisti non hanno. Perché sa come funzionano i cicli di Capex nei semiconduttori.
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