Downgrade di HSBC sul rating e sul target price delle azioni Stellantis. Quanto può perdere il titolo, in una situazione in cui la ripresa dell’azienda è in dubbio.
Le azioni Stellantis si confermano oggi maglia nera dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari, scontando la nota negativa che è stata annunciata dalla divisione di ricerca di HSBC.
Gli analisti del colosso bancario hanno tagliato il rating delle azioni della casa automobilistica italiana da “Hold” a “Reduce”, rivedendo al ribasso anche il target price, dai precedenti 5,50 euro a quota 4 euro.
Il downgrade del target price per i titoli Stellantis implica un ribasso del 21,8% rispetto al valore a cui le azioni hanno chiuso la sessione della vigilia, a quota 5,11 euro.
I titoli reagiscono perdendo più del 2% e bucando la soglia di 5 euro.
Azioni Stellantis, perché HSBC ha bocciato i titoli. Rischio che l’azienda ripeta gli errori del passato?
La divisione di ricerca di HSBC ha motivato il taglio del rating e del target price con le previsioni più deboli stilate per il gruppo automobilistico, avvertendo che, per quanto riguarda il livello delle scorte, esiste il rischio che l’azienda ripeta “gli errori del passato”.
Nel mese di giugno, le scorte di Stellantis negli Stati Uniti hanno raggiunto infatti 93 giorni di vendita - con un aumento di 120.000 unità su base annua - avvicinandosi al picco di circa 100 giorni registrato nel 2024.
Nel 2024, per risolvere il problema dell’accumulazione delle scorte, Stellantis decise di tagliare i prezzi negli States di 500-600 punti base, riducendo la produzione di 200.000 unità circa: secondo HSBC una manovra che, “se il trend delle scorte dovesse continuare, potrebbe ripetersi”.
Gli analisti hanno motivato i loro downgrade anche con la presenza di problemi relativi alla qualità delle auto, che non sono stati ancora risolti.
Nel menzionare i dati della NHTSA, HSBC ha ricordato che Stellantis ha annunciato in Europa 47 richiami soltanto nel primo semestre del 2026, rispetto ai 48 dell’intero 2025.
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“Ripresa prospettiva allettante, ma tutt’altro che certa”
La divisione di ricerca ha manifestato così in generale scetticismo verso la possibilità di ripresa dell’azienda:
“Una ripresa è una prospettiva allettante, ma tutt’altro che certa ”, si legge nella nota, che ha sottolineato che, se è vero che è possibile che Stellantis abbia iniziato ad assistere a “un’inversione delle perdite di quota di mercato negli Stati Uniti”, è altrettanto vero che il mese di giugno 2026 “ha mostrato segnali contrastanti”.
Tra l’altro, i margini storicamente elevati “potrebbero essere sintomo di sottoinvestimenti ”, il che significa che il gruppo potrebbe essere costretto ad aumentare gli investimenti per raggiungere una ripresa sostenibile.
“Non siamo convinti del fatto che una ripresa sostenibile. Di conseguenza, rivediamo al ribasso il rating a Reduce”, hanno spiegato da HSBC.
Non sono mancate le revisioni al ribasso anche su alcune voci di bilancio del gruppo.
Le previsioni sull’utile operativo su base adjusted relative al 2026 sono state tagliate di ben il 59%, a €1,52 miliardi, implicando un margine pari all’1%, rispetto alla guidance di Stellantis, che prevede margini a una cifra “low single digit”. Affossate anche le stime sul flusso di cassa libero (FCF, free cash flow), ridotte di ben il 50%, a -€4,89 miliardi.