Azioni MPS brindano a Lovaglio. Il ribaltone con quei voti, torna la grande scommessa su nozze con Banco BPM?

Laura Naka Antonelli

16 Aprile 2026 - 11:32

Ma non tutti parlano di vera vittoria di Luigi Lovaglio. Occhio ai commenti da Delfin, il cui voto è stato cruciale per il riscatto del banchiere.

Azioni MPS brindano a Lovaglio. Il ribaltone con quei voti, torna la grande scommessa su nozze con Banco BPM?

Azioni MPS ancora in rally dopo la fiammata di ieri, successiva alla notizia della vittoria della lista di PLT Holding della famiglia Tortora, dunque del ritorno in CDA di Luigi Lovaglio.

Il titolo si riavvicina a quota 9 euro, scattando anche oggi fino a oltre il 4% e salendo a 8,957 euro, mentre a Siena e a Piazza Affari si continua a parlare di colpo di scena, di rivincita, di riscatto, in poche parole di vittoria del banchiere, che era stato appena esautorato dal Consiglio di amministrazione.

Lovaglio è tornato in sella, pronto a portare avanti la fusione di MPS con Mediobanca, in linea con il piano che porta la sua firma.

Delfin e Banco BPM cruciali per la vittoria di Lovaglio

Ma c’è chi non se la sente proprio di parlare di vittoria: è Francesco Milleri, Presidente di Delfin, primo azionista del MPS.

La holding della famiglia Del Vecchio, primo azionista di MPS con una quota pari al 17,5%, è stata determinante per l’esito della votazione di ieri: inizialmente propensa ad astenersi, Delfin ha deciso infatti di votare infine per la lista di PLT Holding, così come ha fatto anche l’altro azionista di MPS Banco BPM, con in mano una quota pari al 3,7% di Rocca Salimbeni.

Sono stati Delfin e Banco BPM a permettere insomma a Lovaglio di vincere, smentendo tutti i pronostici, che avevano dato per favorita la lista del CDA appoggiata dall’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, secondo maggiore azionista del Monte con il suo gruppo.

Milleri (Delfin) su Lovaglio: “ma non è una vittoria, ma una toppa”. Ancora nodo Generali?

Il motivo del dietrofront di Delfin è stato spiegato proprio da Milleri, che ha fatto però una precisazione, stando alle indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore:

“Non è una vittoria, ma è una toppa su quello che stava diventando un problema enorme per il Paese”.

Tra i motivi della scelta di votare per la lista Lovaglio, sottolinea il quotidiano, il desiderio di Milleri di prendere le distanze dalle “ lotte di potere legate al controllo delle Generali che, a suo avviso, stavano mettendo a rischio un’operazione industrialmente valida come l’aggregazione tra MPS e Mediobanca”.

Generali sempre Pomo della discordia, dunque, eterna protagonista di tutte le partite che riguardano Siena, tanto che, tra rumor e smentite, ancora di più e a maggior ragione dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte del Monte, si era parlato di tensioni tra Lovaglio e il secondo azionista di MPS Francesco Gaetano Caltagirone in merito al destino di quel pacchetto del 13% circa che Mediobanca detiene nel Leone di Trieste.

Cosa ha detto Luigi Lovaglio: nessuna rivincita. La frase su Generali

Per quanto riguarda Luigi Lovaglio, il banchiere ha commentato così a caldo la sua riconferma:

“Sento un grande senso di riconoscenza verso la famiglia Tortora per questa iniziativa e altrettanto verso tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia, che aggiunge ancora più determinazione a quello che abbiamo in mente di fare e non vedo l’ora di ricominciare su questo progetto estremamente importante non solo per il sistema finanziario ma anche per il Paese”.

Anche Lovaglio ha negato che la sua sia stata una rivincita: “ No, assolutamente. Ho solo il grande desiderio di implementare un progetto innovativo che crea valore per tutti”.

Per quanto riguarda il nodo Generali, il commento non è stato tanto diverso da quanto aveva detto in precedenza. La quota che Mediobanca detiene nel colosso assicurativo italiano, è e resta un “nice to have” per il nuovo gruppo MPS-Mediobanca: “Mi sento tranquillo di confermarlo, l’obiettivo è questo”.

La mossa di Banco BPM spiegata con ritorno ipotesi nozze con MPS?

D’altronde, il futuro di Generali è tutto scritto nel piano industriale che Lovaglio aveva presentato, prima di essere licenziato dal CDA.

Intanto, sulla decisione di Banco BPM di votare a favore della lista della famiglia Tortora, fonti riportate da Il Giornale affermano che “dietro la mossa potrebbe esserci l’idea di arrivare a rimettere sul tavolo le nozze con MPS. Un’ipotesi che a suo tempo era stata benedetta anche dal ministero dell’Economia, che ieri non ha preso parte al voto in assemblea”. Prima che si mettesse di mezzo UniCredit con l’OPS che ha fatto poi flop. Si ritornerà dunque a scommettere sull’ipotesi (mai rientrata) delle nozze tra MPS e Banco BPM?

Anche le azioni di Banco BPM, così come quelle di MPS e di Mediobanca, si confermano oggi le migliori dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari.

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