Azioni MPS attaccate dai sell a Piazza Affari. Dopo UniCredit anche Delfin smonta i rumor. Ma c’è dell’altro

Laura Naka Antonelli

16/01/2026

Titolo MPS-Monte dei Paschi di Siena sotto pressione sul Ftse Mib di Piazza Affari dopo il comunicato di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio.

Azioni MPS attaccate dai sell a Piazza Affari. Dopo UniCredit anche Delfin smonta i rumor. Ma c’è dell’altro

Azioni MPS subito giù sul Ftse Mib di Piazza Affari, dopo la nota diffusa Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio.

Con un comunicato diffuso oggi, Delfin ha smontato i rumor degli ultimi giorni, relativi alla presunta intenzione di UniCredit di acquisire la partecipazione di maggioranza detenuta dalla holding nel capitale di MPS, per mettere nel mirino la banca senese e puntare su Generali, il colosso assicurativo di cui il Monte, con il successo dell’OPAS promossa su Mediobanca, è diventato principale azionista.

A zavorrare i titoli MPS, è stata anche la pubblicazione di un articolo del Financial Times, che ha parlato di un presunto scontro tra il CEO della banca senese Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, e il secondo azionista della banca senese, Francesco Gaetano Caltagirone.

La replica del Gruppo Caltagirone alle indiscrezioni riportate dal quotidiano della City non si sono fatte però attendere.

Azioni MPS -3% sul Ftse Mib di Piazza Affari dopo la nota di Delfin

Il titolo MPS ha aperto la sessione della borsa Milano scivolando subito sul fondo del listino Ftse Mib, con una perdita pari a quasi il 2%.

Le azioni hanno poi accelerato al ribasso, scivolando del 3,3% circa, a quota 8,902 euro, bersagliate dai sell, non riuscendo a beneficiare del successo del collocamento del nuovo bond emesso da Rocca Salimbeni.

Alla base degli smobilizzi, la nota di Delfin, in cui si legge che la holding della famiglia Del Vecchio “ non ha mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione finanziaria in MPS, che in gran parte deriva dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca”.

La smentita ha fatto seguito a quella arrivata ieri da UniCredit che, nel diramare anch’essa un comunicato ad hoc, ha reso noto che “le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in MPS sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell’acquisto di altre partecipazioni”.

La banca italiana guidata dal CEO Andrea Orcel ha aggiunto che “ è motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato”.

La nota, “Delfin smentisce negoziazioni con UniCredit” o altri su cessione quota in MPS

Idem ha fatto oggi, 16 gennaio 2026, la holding della famiglia Del Vecchio, con la seguente precisazione:

Delfin smentisce che siano in corso negoziazioni con UniCredit o altri operatori finalizzate alla cessione, totale o parziale, della propria quota in Monte dei Paschi di Siena. Come investitore finanziario di lungo periodo, Delfin opera con un approccio orientato alla creazione di valore nel tempo, nell’interesse della società e dei suoi azionisti, anche a beneficio della crescita del Paese”.

La holding ha concluso che, “in tale contesto, anche anche alla luce di una performance complessiva in linea con gli obiettivi di redditività e di valorizzazione delle partecipazioni, Delfin rinnova il pieno sostegno ai vertici di MPS e al percorso di rafforzamento in atto”.

Azioni MPS sotto pressione anche dopo rumor su scontro tra Caltagirone e Lovaglio

Le azioni MPS stanno scontando tuttavia anche le ricostruzioni del Financial Times, che ha segnalato, sulla base di fonti vicine al dossier, la presenza di una “frattura” tra il secondo azionista di Monte dei Paschi di Siena, l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, e il numero uno del Monte, l’AD Luigi Lovaglio.

Pomo della discordia sarebbe il futuro di Mediobanca - che detiene una quota nel capitale di Generali pari al 13% circa, ora praticamente passata nelle mani di MPS - e il timore di Caltagirone di perdere il controllo nel Leone di Trieste.

Di fatto, in caso di una fusione completa tra MPS e Mediobanca, secondo le fonti Lovaglio disporrebbe della piena libertà di prendere decisioni sul futuro della partecipazione di Mediobanca in Generali.

Tra le opzioni, anche quella di una possibile vendita, che ridurrebbe l’influenza di Caltagirone, terzo azionista di Generali, dopo Mediobanca e Delfin.

Il Gruppo Caltagirone ha tuttavia risposto a quelle che ha definito praticamente insinuazioni da parte del quotidiano UK.

Occhio intanto anche al trend a Piazza Affari delle azioni UniCredit, Generali Assicurazioni e Mediobanca.

I titoli UCG, che nella giornata di ieri erano saliti accogliendo con favore la smentita della banca su un interesse verso MPS, oscillano attorno alla parità.

Le azioni Generali accusano invece un lieve ribasso, mentre Mediobanca riporta un calo più importante, scendendo dell’1,5% circa.

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