Azioni Leonardo in crescita silenziosa. Cosa sta sottovalutando il mercato?

Tommaso Scarpellini

20 Febbraio 2026 - 16:38

Leonardo vola ma in silenzio. Valutazioni elevate e nuovo ciclo europeo si intrecciano. È già tutto scontato o il mercato sta sottovalutando il cambiamento?

Azioni Leonardo in crescita silenziosa. Cosa sta sottovalutando il mercato?

Leonardo sta salendo senza fare rumore. Ma quando il mercato se ne accorgerà davvero, potrebbe essere troppo tardi?
È una domanda che divide. Da una parte c’è chi teme che le aspettative siano ormai troppo elevate e che il titolo abbia già scontato uno scenario perfetto, pronto quindi a correggere alla prima delusione. Dall’altra, c’è chi osserva una dinamica diversa: una salita metodica, priva di euforia collettiva, con pochi titoli in prima pagina e ancora meno conversazioni fuori dagli ambienti specialistici.

Qual è la verità? Fra euforia e panico, come spesso accade, c’è spazio per un ragionamento più logico, meno emotivo e più strutturato. Negli ultimi due anni Leonardo è passata da circa €18 a quasi €60, con un apprezzamento superiore al 200%. Non si è trattato di un movimento speculativo isolato o di una fiammata legata a una singola notizia. Il mercato ha progressivamente rivisto il posizionamento strategico dell’azienda, premiandone la maggiore visibilità sugli ordini, la solidità del backlog e la capacità di intercettare un nuovo ciclo di spesa nella difesa.

Tecnicamente parlando, siamo di fronte a un vero e proprio re rating strutturale. Il mercato non ha semplicemente alzato il prezzo, ha modificato il modo in cui valuta la società. I multipli sono lo specchio di questa trasformazione. Le stime implicite per il 2026 indicano un EV/EBITDA intorno a 10x, mentre il P/E trailing twelve months si colloca attorno a 31 x. Per un titolo industriale tradizionale, si tratta di valutazioni che esprimono entusiasmo e fiducia non banali. Un multiplo di questo tipo implica aspettative di crescita degli utili e di espansione dei margini operative nel medio termine. In altre parole, il mercato sta già scontando uno scenario favorevole. La vera questione è capire quanto favorevole dovrebbe essere per giustificare ulteriori rialzi.

Il quadro tecnico: struttura ancora costruttiva

Sul piano grafico, il titolo ha consolidato in area €54 dopo il rally. Questo passaggio è stato fondamentale. Dopo un movimento direzionale così ampio, una fase di compressione della volatilità serve a riassorbire eventuali eccessi e a ricostruire una base di accumulazione. L’RSI si è mantenuto in area neutra, intorno a 47, segnalando assenza di condizioni di ipercomprato.

Non si è verificato un blow off tipico di fine ciclo, caratterizzato da accelerazioni verticali accompagnate da volumi anomali e indicatori di momentum estremizzati. Al contrario, il titolo ha ripreso a salire in modo silenzioso ma deciso, riportandosi già in prossimità dei €60.

L’area di resistenza chiave è collocata fra €61 e €62.

Il nodo macro e il fattore ReArm Europe

Il vero interrogativo è macro strategico. Il programma ReArm Europe è già pienamente prezzato nelle stime? Non è chiaro. Le valutazioni trailing implicano aspettative positive, come detto. Ma quanto positive dovrebbero essere in realtà? Il mercato sta cercando di rispondere proprio attraverso questi multipli.

L’Europa sta accelerando sul consolidamento della difesa. La frammentazione storica del comparto potrebbe progressivamente ridursi a favore di campioni industriali continentali. Leonardo, per dimensione, competenze tecnologiche e presenza nei sistemi avanzati, è uno dei candidati naturali a beneficiare di questo processo.

Non si tratta soltanto di maggiori stanziamenti pubblici. È in atto un cambio di paradigma. L’integrazione fra difesa tradizionale, cyber security, spazio e tecnologie dual use sta ridisegnando il settore. L’innovazione non riguarda più solo la piattaforma fisica, ma anche il software, i sistemi di comando e controllo, l’intelligenza artificiale applicata.

Ecco perché ridurre il movimento a un semplice rally di breve periodo sarebbe superficiale. Non è solo un titolo che sale. È un intero comparto che sta vivendo una trasformazione strutturale. La revisione dei multipli non riguarda esclusivamente una singola azienda, ma riflette la percezione di un ciclo di investimento pluriennale nella difesa europea.

Rischi e scenari alternativi

Questo non significa ignorare i rischi. Se le aspettative incorporate nei prezzi si rivelassero eccessive rispetto alla reale capacità di generare cassa e migliorare i margini, una compressione dei multipli sarebbe inevitabile. Un P/E a 31x non lascia molto spazio a errori esecutivi o a ritardi nei programmi.

Inoltre, il settore resta intrinsecamente legato a dinamiche politiche e di bilancio pubblico. Eventuali rallentamenti economici o pressioni sulle finanze statali potrebbero incidere sulla tempistica degli investimenti.

La verità, ancora una volta, non sta né nell’euforia né nel panico. Sta nella valutazione lucida di quanto il mercato stia realmente anticipando. Le quotazioni attuali esprimono fiducia. Ma la fiducia deve essere alimentata da numeri coerenti nei prossimi trimestri.

Il mercato spesso si accorge dei cambiamenti strutturali solo quando diventano evidenti nei numeri e nei prezzi.
Leonardo non è più la società che il mercato conosceva nel 2022. La domanda non è se abbia già corso molto. La domanda è se il mercato stia davvero prezzando ciò che potrebbe diventare nei prossimi cinque anni.
A volte i titoli più interessanti non sono quelli che fanno più rumore. Sono quelli che crescono in silenzio finché non diventa impossibile ignorarli.