Azioni Diasorin KO a Piazza Affari, scivolano fino a oltre -16% dopo non essere riuscite a fare prezzo.
Raffica di smobilizzi sulle azioni Diasorin che, a fronte di un indice Ftse Mib che riesce a segnare una forte ripresa, continuano a soffrire un tonfo di oltre l’11%.
Il crollo si è ridotto, dopo essere stato superiore a -16% e avere portato così i titoli a capitolare ai valori più bassi degli ultimi 10 anni.
Che cosa sta succedendo? La performance del titolo dell’azienda leader a livello mondiale nel mercato della diagnostica di laboratorio, specializzata nel settore dell’immunodiagnostica, segue la pubblicazione da parte dei conti relativi al 2025, da cui sono emersi numeri e una guidance che hanno deluso il mercato.
Le vendite scatenate a Piazza Affari hanno fatto precipitare le azioni Diasorin anche al di sotto del minimo di €58,36 testato nel 2025, portando il bilancio della ritirata dal valore record che era stato testato dal gruppo durante il periodo più nero della pandemia Covid-19, nel maggio del 2020, a un tonfo del 75% circa.
Occhio al commento degli analisti, tra gli altri, di Deutsche Bank, che - stando a quanto ha riportato l’agenzia di stampa Radiocor Il Sole 24 Ore - hanno motivato i conti del gruppo mettendo in evidenza che, in particolare i risultati del quarto trimestre del 2025 sono stati inferiori del 3% rispetto alle previsioni stilate da Bloomberg su ricavi e EBITDA rettificato.
Gli esperti hanno definito inoltre la guidance per il 2026 di Diasorin “ chiaramente deludente ”, facendo notare che le previsioni sono anche “molto sbilanciate verso la fine dell’anno, con una crescita delle vendite che dovrebbe essere negativa nel primo trimestre”.
I conti del 2025 e la guidance per il 2026 di Diasorin (che non piaccono al mercato)
Tornando ai conti, nel 2025 Diasorin ha riportato un utile netto su base adjusted di €223 milioni, con incidenza sui ricavi pari al 19%, in flessione su base annua di € 13 milioni (-6%).
Il risultato è stato impattato da un effetto cambio sfavorevole, da maggiori oneri finanziari netti adjusted e da maggiori imposte di competenza dell’esercizio, come ha precisato il gruppo.
L’utile netto è stato di €150 milioni, in flessione dai €187 milioni del 2024, zavorrato da oneri da 20 milioni di euro sostenuti dalla multinazionale a causa della chiusura di una fabbrica a Shanghai e per le imposte più alte sostenute.
Il margine lordo adjusted è ammontato a € 778 milioni, in aumento del 2% a tassi di cambio costanti su base annua e in calo dell’1% a tassi di cambio correnti, con l’effetto cambio negativo che è stato pari a € 23 milioni e una incidenza sui ricavi pari al 65% a tassi di cambio costanti e correnti.
L’EBITDA adjusted si è attestato a €394 milioni, in crescita del 4% a tassi di cambio costanti su base annua e in linea a tassi di cambio correnti, con effetto cambio negativo pari a €15 milioni, incidenza sui ricavi pari al 33% a tassi di cambio costanti e correnti, in linea con quanto registrato nei trimestri precedenti e con la guidance del 2025.
I ricavi di Diasorin sono stati di € 1,195 miliardi, in rialzo del 4% a tassi di cambio costanti su base annua, e in crescita dell’1% a tassi di cambio correntil, con un effetto di cambio negativo pari a €34 milioni, con una crescita pari a +5% escludendo il Covid, in linea con la guidance del 2025.
Ad appesantire le azioni, che inizialmente non sono riuscite a fare neanche prezzo, è stato il downgrade delle stime da parte dell’azienda, che ha annunciato di prevedere margini piatti o più bassi nel corso del 2026.
Per i ricavi del 2026, Diasorin stima una crescita tra il 5% e il 6% a cambi costanti e un margine EBITDA su base adjusted tra il 32% e il 33%.
La guidance di Diasorin non tiene conto dell’impatto della guerra in Medio Oriente
Tuttavia, il gruppo ha precisato che la guidance non tiene in considerazione alcun impatto dalla guerra in Medio Oriente che potrebbe, ha spiegato, condizionare le vendite regionali e le catene dell’offerta.
Per la precisione:
“La guidance non tiene conto dei potenziali impatti negativi derivanti dall’attuale conflitto militare nell’area del Medio Oriente, che potrebbero riflettersi sulle vendite del Gruppo nella regione. Esclude, inoltre, le possibili ricadute indirette del conflitto stesso, incluse maggiori difficoltà logistiche e distributive, anche verso l’area Asia‑Pacifico, nonché potenziali effetti inflattivi su costi e supply chain connessi all’attuale contesto geopolitico. Diasorin comunicherà eventuali aggiornamenti al mercato non appena il contesto consentirà una valutazione più accurata; alla data odierna non è possibile esprimere previsioni”.
Riguardo alla remunerazione a favore degli azionisti, Diasorin ha reso noto di avere avviato l’operazione di buyback, ovvero il piano di acquisto di azioni proprie, il 27 gennaio scorso, a seguito dell’autorizzazione rilasciata dai soci in assemblea, per un valore non superiore ai 250 milioni di euro, avente per oggetto un numero massimo di
4.500.000 azioni ordinarie, pari all’8,04% del capitale sociale.
Diasorin ha inoltre annunciato di avere proposto il pagamento di un dividendo ordinario pari a € 1,30 per azione, in rialzo dell’8,3% rispetto al 2024.
Tra gli analisti, in evidenza anche quelli di Equita, che hanno riassunto quanto è stato annunciato da Diasorin, rendendo noto al contempo di avere abbassato il target price sulle azioni di ben il 25% e di aver apportato unh aggiustamento anche alla visione, passata da positiva a neutrale.
“I risultati del quarto trimestre”, ha fatto notare la SIM, “sono stati sotto le attese sia per la minore crescita organica (0% rispetto al +1% atteso) che per i minori margini (EBITDA adj. 31%, rispetto al 32% stimato) penalizzati da una stagione influenzale debole nel quarto trimestre ”.
Inoltre, “la guidance 2026 indica una crescita organica non lontana dalle attese (+5%/+6% rispetto all’aumento del 6,5% atteso da Equita e a quello pari a +6% indicato dal consensus) ma un EBITDA margin inferiore (32%/33% (valori inferiori) rispetto al 33,7% di Equita e al 33,4% del consensus)”.
Ancora sempre la guidance, si legge nella nota di Equita, è debole all’inizio del 2026, dunque nel primo trimestre, ma “ in forte accelerazione a partire dal secondo semestre per base comparativa e nuovi prodotti”.
Alla luce di quanto annunciato da Diasorin, Equita ha annunciato la decisione di tagliare le stime sul fatturato del periodo 2026-28 del 2%, del 6% sull’EBITDA adjusted.
Le previsioni sull’utile netto adjusted sono state riviste al ribasso rispettivamente del 10%, del 9%, dell’8% per il 2026, il 2027 e il 2028, mentre l’outlook sull’EPS adusted è stato abbassato del 2% in media, includendo il buyback da €250 milioni. La SIM ha precisato che “ci posizioniamo ora leggermente sotto la guidance 2026, stimando una crescita organica pari a +4,5% e un EBITDA adj. margin di 32,3% ”.
Ancora, gli analisti hanno osservato che la conference call indetta dal management non ha fornito elementi di supporto, facendo riferimento a “un rallentamento della domanda in Europa, una partenza debole negli Stati Uniti (anche per condizioni climatiche avverse), una crescente dipendenza dalla respiratory season 2026 per il successo dei nuovi prodotti (nel 2025 multiplexing +9% su basde annua, rispetto alla guidance iniziale di +25% ) e potenziale pressione sui costi ”.
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