La questione riguardante la Cina continua a suscitare preoccupazioni tra numerosi esperti e analisti, che evidenziano come tali preoccupazioni abbiano un impatto negativo sul flusso degli investimenti diretti nel Paese. Questa situazione ha portato a una stabilizzazione dei prezzi degli asset cinesi. Negli ultimi tempi, diversi dati hanno evidenziato un ulteriore deterioramento della situazione economica cinese, alimentando il clima di sfiducia degli investitori del Paese.
Alcuni osservatori invece non considerano la situazione così critica, sottolineando che la crescita della produttività cinese rimane positiva, contribuendo ancora significativamente a buona parte della crescita economica globale.
Certamente, ci siano diversi fattori in gioco, come le incertezze politiche ed economiche, le tensioni commerciali internazionali e le preoccupazioni per la sostenibilità del modello di crescita cinese.
Cina: i dati macro economici da tenere in considerazione
Nel secondo trimestre del 2023 (Q2), il PIL della Cina è cresciuto del 6,3% su base annua. Sebbene l’Ufficio Nazionale di Statistica (NBS) di Pechino abbia descritto questa crescita come un «buon momento di ripresa», in quanto indicativo di una certa stabilità nelle variabili compositive della produttività, gli analisti avevano pronosticato su una crescita superiore, approssimativamente del 7,1%. Anche Morgan Stanley ha recentemente ridimensionato le proprie previsioni di crescita del PIL per il 2023, abbassandole dal +5,7% al 5%.
La Cina sembra avere difficoltà a raggiungere gli obiettivi di crescita fissati per il 2023, con particolare preoccupazione riguardo alle vendite al dettaglio (il consumo del Paese), il crollo delle esportazioni e le difficoltà nel mercato immobiliare cinese. Inoltre, preoccupa il tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa tra 16 e 24 anni, che ha raggiunto un nuovo record del 21,3% nel mese di giugno.
Nonostante la PBOC (People’s Bank of China) abbia deciso di mantenere invariati i tassi d’interesse, in occidente permangono scetticismo, soprattutto riguardo all’andamento del mercato dei capitali cinesi, il quale continua a registrare nuove perdite: lo Shanghai Stock Exchange Composite Index è in calo del 6% rispetto ai massimi raggiunti nel 2023 e il mercato immobiliare, con prezzi in costante calo, bloccando buona parte dei nuovi progetti.
Shanghai Stock Exchange Composite Index, 1W
Grafico a candele settimanali dello Shanghai Stock Exchange Composite Index. Fonte: teletrader.com
Cosa preoccupa i mercati occidentali?
Rimane un interrogativo di rilevante importanza: perché c’è così tanto allarmismo in occidente riguardo ai dati provenienti dalla Cina, nonostante il suo tasso di crescita del PIL sia notevolmente più elevato rispetto a quello delle economie occidentali, se valutato in termini assoluti?
La principale fonte di preoccupazione è la mancanza di un piano di stimolo da parte del governo e della PBOC (People’s Bank of China). In breve, c’è l’ipotesi che questo contraccolpo possa assumere dimensioni maggiori, con potenziali implicazioni anche per il resto delle economie legate a quella cinese.