Azioni Campari in rialzo, all’indomani della pubblicazione dei conti, che sono piaciuti al mercato. Scambiati sul Ftse Mib di Piazza Affari, i titoli rallentano la corsa nel pomeriggio, salendo dell’1% circa e oscillando attorno alla soglia di 6 euro precedentemente superata, quando l’entusiasmo degli operatori di mercato aveva portato le azioni a balzare del 4%. In ogni caso, la trimestrale del gruppo degli spirits è stata accolta con soddisfazione sia dagli investitori che dagli analisti.
In evidenza il trend dell’utile netto rettificato, che nei primi sei mesi del 2026 è salito del 4,7% a 226 milioni, in aumento del +4,7%, a fronte di un utile netto sceso del 37,7% a 129 milioni (-37,7%). Il mercato ha guardato però soprattutto alle vendite nette che, sebbene in calo su base annua, hanno battuto le stime degli analisti, attestandosi a quota €1,512 miliardi, Il trend complessivo dei ricavi ha messo inoltre in evidenza una crescita organica pari a +2,7%, in un contesto definito “sfidante”, che ha visto Campari continuare comunque a sovraperformare il settore, a fronte “dell’inizio della stagione di picco, che conferma una solida traiettoria” (come si legge nel comunicato del gruppo).
Non solo. Campari ha rivisto al rialzo la guidance sull’utile operativo dell’intero anno, citando un beneficio di 10 milioni di euro dovuto a un contesto di dazi più favorevole a quanto previsto in precedenza. La pubblicazione della trimestrale e della semestrale ha portato subito alcuni analisti a rifare i loro conti, aggiornando le previsioni sul trend delle azioni e sulla redditività del gruppo e rispondendo a chi si chiede cosa sia necessario fare le azioni Campari: vendere, comprare, o tenerle in portafoglio?
In generale, guardando al titolo Campari, la view rimane positiva. A fronte di rating Buy / Outperform, il target price medio per le azioni Campari compreso tra 6,9 e 7 euro a seconda del provider utilizzato.
Ricavi e utile netto Campari: scattano gli upgrade di Equita SIM, più prudente per il 2027-2028
Tra gli analisti, si sono espressi quelli di Equita SIM che, in una nota pubblicata oggi, giovedì 30 luglio 2026, hanno annunciato di avere alzato le stime sui ricavi del 2026 dell’1%, a causa del minore impatto dei cambi.
Le stime sull’EBIT sono state migliorate inoltre del 5% “anche per migliore marginalità organica (ora +7,5% rispetto al +4,8% precedente e al +4, 3% atteso dal consensus (margine +80bps)”.
Ovvero, le previsioni sull’EBIT - ovvero sull’utile operativo - sono state riviste al rialzo, non solo grazie ai ricavi più elevati, ma anche perché il business dovrebbe generare margini migliori.
Equita prevede infatti ora una crescita organica dell’EBIT pari per l’appunto al 7,5%, rispetto al 4,8% stimato in precedenza e al 4,3% del consensus.
Il margine operativo è atteso inoltre in miglioramento di 80 punti base, dunque di 0,8 punti percentuali.
Equita ha mostrato però maggiore prudenza nei confronti dei ricavi del 2027-2028, ipotizzando ora un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 6%, rispetto al 7% previsto in precedenza.
Riferimento in particolare al contesto ancora sfidante soprattutto negli Stati Uniti e in Germania.
Complessivamente, l’upgrade di Equita sulle previsioni dell’utile netto è stato del 4%, del 2% e ancora del 2%, rispettivamente per gli anni 2026/27/28.
Azioni Campari, Equita rivede al rialzo il target price a 7,6 euro. “Valutazioni rimangono attraenti”
Lato azioni, Equita ha alzato anche il target price, esattamente dell’1% a €7,6 per azione, spiegando l’upgrade “con l’aumento delle stime, mitigato dal rialzo dei tassi”.
Gli analisti hanno sottolineato che questi “numeri confermano la solida execution e la forza del portafoglio Campari, che continua a sovraperformare i peers (consensus -LSD YoY in 2Q per Pernod/Diageo)”, aggiungendo che “le valutazioni rimangono attraenti, con PE 12m fwd di 17x vs. 29x storico e 22.5x al nostro target (premio del 36% circa rispetto ai titoli Pernod Diageo, e rispetto alla media storica del 45%”.
Più semplicemente, secondo gli analisti di Equita Campari continua a portare avanti il proprio piano industriale con efficacia (solida execution), forte di un portafoglio di marchi che fa tuttora meglio dei principali concorrenti.
Gli analisti hanno ricordato che, per il secondo trimestre, il consensus prevede per concorrenti come Pernod Ricard e Diageo un calo organico delle vendite low single digit (LSD), cioè nell’ordine di circa 1%-3% su base annua, mentre Campari è riuscita a registrare una crescita organica.
Equita ha scritto infine che “ le valutazioni rimangono attraenti, con PE 12m fwd di 17x vs. 29x storico e 22.5x al nostro target (premio del 36% ca. vs. Pernod/Diageo, media storica 45%”.
Ovvero, a SIM ha fatto notare che le azioni Campari “trattano a circa 17 volte gli utili attesi dei prossimi 12 mesi, ben al di sotto della propria media storica di 29 volte”.
Inoltre, al prezzo obiettivo di 7,60 euro il multiplo salirebbe a 22,5 volte, ancora inferiore alla media storica.
Non solo: “Il titolo continuerebbe comunque a meritare un premio di valutazione di circa 36% rispetto a Pernod Ricard e Diageo, leggermente inferiore al premio storico medio del 45%”.
La view di Equita sulle azioni Campari è dunque positiva, con un target price a € 7,60, rispetto al valore attuale del titolo che si aggira attorno a 6 euro, mentre scriviamo. Atteso dunque un guadagno pari a +26,6%.
Barclays commenta conti Campari menzionando il successo di Aperol. TP azioni alzato a 8,10 euro
A commentare il bilancio di Campari anche Barclays Research, che ha menzionato il successo di Aperol, bevanda i cui nuovi formati sembrano “davvero generare crescita incrementale”.
Di fatto, “Aperol è cresciuto del 3,3% nel primo semestre, sostenuto dal formato tradizionale in bottiglia e rafforzato dall’innovazione” e “i nuovi formati vengono utilizzati per intercettare occasioni di consumo in cui il marchio in precedenza non era presente. Aperol On Tap, ad esempio, non migliora soltanto la visibilità durante festival ed eventi ad alta affluenza: il management ha dichiarato esplicitamente che consente di trasformare questi eventi in vere e proprie occasioni di vendita”.
Gli analisti hanno spiegato inoltre che “i risultati mostrano che RTS (ready-to-serve), On Tap, To Go Can e il futuro To Go Bottle rappresentano opportunità di crescita incrementale, con un margine lordo per consumazione pari o molto vicino a quello del servizio tradizionale”.
Certo, “gli Stati Uniti restano un mercato difficile, ma il modello di Campari sembra funzionare dove il gruppo concentra i propri investimenti. Il Nord America è cresciuto del 2,6%, con gli Stati Uniti a +1,5%, trainati dai marchi prioritari Aperol ed Espolòn, in particolare nel canale on-premise (bar, ristoranti e locali)”, hanno fatto notare ancora da Barclays.
Barclays ha così confermato sulle azioni Campari una valutazione “Overweight”, a fronte del rating “Neutral” attribuito al settore dei beni di consumo europei di prima necessità, alzando il target price sul titolo dell’1%, dai precedenti 8, a 8,10 euro. Il prezzo obiettivo implica un rally del titolo pari a +35% rispetto ai valori correnti.
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Azioni Campari: scenario migliore a 9,50 euro. Scenario peggiore a 5 euro
Come è solita fare la divisione di ricerca di Barclays, nella nota sono stati presentati anche lo scenario migliore e quello peggiore per le azioni.
Nell’upside case per le azioni Campari, che indica un rally delle azioni fino a 9,50 euro, gli analisti hanno spiegato che un tale scenario potrebbe avverarsi “se i tassi di crescita si confermassero superiori al loro scenario di base in alcuni Paesi, soprattutto negli Stati Uniti, sia grazie ad Aperol che ad altri brand e se, di conseguenza, i margini salissero”.
Inoltre “qualsiasi riduzione o eliminazione dei dazi e un’adozione dei robotaxi più rapida del previsto potrebbero guidare un ulteriore rialzo”. Il raggiungimento di un target price a 9,50 implica uno scatto delle azioni del 58,3%.
Nella peggiore delle ipotesi, secondo Barclays le azioni potrebbero scendere invece fino a 5 euro, dunque del 16,7% circa rispetto agli attuali 6 euro.
Questo worst case scenario, hanno spiegato gli esperti, si presenterebbe “se il trend positivo dell’Aperol Spritz giungesse al termine, con margini limitati per un’ulteriore diffusione negli Stati Uniti, e ci fosse anche un rifiuto delle bevande amare, a discapito dei volumi di Campari. La tequila potrebbe inoltre subire l’impatto delle politiche di prezzo dei concorrenti”.
Il brusco ribasso delle azioni potrebbe essere alimentato anche “dall’assenza di target significativi di fusioni e acquisizioni (M&A), insieme ai rischi legati ai dazi”.
Gli upgrade di oggi dimostrano tuttavia come in generale gli analisti rimangano in generale fiduciosi nelle potenzialità delle azioni Campari. Per ora, la maggioranza di rating Outweight appare blindata.