Nuovi target price per le azioni delle banche italiane quotate a Piazza Affari. Chi vince tra UniCredit, Intesa SanPaolo, MPS, BPER & Co.?
È BPER la Top Pick di Equita, tra le banche italiane quotate a Piazza Affari. È quanto emerge dalla nota pubblicata dalla SIM, che ha annunciato con la pubblicazione di una nota le modifiche che ha deciso di apportare ai target price delle azioni dei principali istituti di credito scambiati alla borsa di Milano.
Ottimo tra tutti quelli sfornati il giudizio su BPER, che ha visto il target price sulle sue azioni migliorato a €14 dai precedenti €11,8.
La SIM milanese ha parlato di un più alto multiplo target che riflette “la view settoriale e il potenziale per una crescita addizionale oltre l’orizzonte di stima derivante dall’integrazione con Banca Popolare di Sondrio ”.
BPER, Equita: “rimane la nostra Top Pick” tra le banche italiane
Equita ha fatto notare che, a un livello pari al nuovo target price, il titolo BPER “tratterebbe a un 2027E adj. P/E di circa 12 volte e a un P/TE di 2,4 volte, con un ROTE superiore al 20% ”.
La SIM ha poi ribadito che la banca italiana “ rimane la nostra Top Pick, continuando a offrire un profilo rischio/rendimento interessante ”.
In più, “oltre a un contesto di mercato complessivamente favorevole, BPER è ben posizionata per beneficiare dell’integrazione Banca Popolare di Sondrio e di un rafforzato posizionamento competitivo, che dovrebbe supportare la crescita di lungo periodo, una solida generazione di capitale e un aumento della remunerazione degli azionisti ”.
Al momento, è stato fatto notare, le azioni BPER sono scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari con un 2027E P/E pari a 10,3x (sostanzialmente in linea con la media di settore), offrendo un dividend yield superiore al 7,5%”.
MPS e il dividend yield in area 10%
Occhio anche al nuovo target price delle azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena, alzato da Equita a a €10,5 (dai precedenti €8,6): valore, quello corrispondente al nuovo prezzo obiettivo, a cui il titolo della banca senese tratterebbe con un P/E adj. 2027E pari a 12,9 volte e un P/TE di 1,9 volte.
“Sulla base delle nostre stime”, hanno scritto gli esperti, al momento MPS tratta con “un 2027E P/E adj. di 11,3 volte (di cui stub banking business a 11,5 volte)”, con il dividend yield che la SIM stima in area 10%.
L’attesa è per il business plan di Monte dei Paschi di Siena che verrà presentato entro marzo e che sarà, secondo Equita, “un elemento chiave per avere maggiore visibilità sul processo di integrazione con Mediobanca e sulle sinergie effettivamente estraibili”.
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Banca Ifis la preferita tra gli Specialty Finance. Credem, asset quality tra le migliori del settore
Promozione anche per Banca Ifis: per i titoli di questa banca la visione è positiva, a fronte di un target price rivisto al rialzo del 7%, a €30,5.
Banca Ifis rimane tra l’altro il nome preferito da Equita nel settore degli operatori Specialty Finance, con il titolo che è considerato ben posizionato per il 2026 grazie alle attese di un NII in recupero, sulla scia della stabilizzazione dei tassi attivi e del graduale repricing della raccolta a termine tra il quarto trimestre del 2025 e il primo trimestre del 2026.
In evidenza inoltre a favore di Banca Ifis “il chiaro catalyst rappresentato dall’integrazione di Illimity, che dovrebbe iniziare a mostrare le prime sinergie nel corso dell’anno. A questo si affiancano anche le opzionalità di espansione nel Wealth Management con Euclidea (non incluse esplicitamente nelle nostre stime)”.
Ancora, Equita ha scritto che un altro fattore positivo per le azioni è rappresentato da “ multipli che continuano a essere a forte sconto rispetto al settore bancario nonostante le incertezze relative all’asset quality di Illimity si siano a nostro avviso notevolmente ridotte a seguito della due diligence” aggiungendo che, sulle nostre stime, il titolo Banca Ifis tratta a un Adj. P/E 2026/27E = 8,9x/7,2x e offre un dividend yield medio 2026/27E superiore all’8,5%.
Su Credem, il target price è stato migliorato del 9% a € 16,9, a fronte di una visione positiva confermata.
Il titolo Credem tratta a un P/E adj. 2026/27E di 10,8x/10x, con un dividend yield intorno al 5% (payout del 42%), un CET1 ratio nell’area del 16%, e con potenziale upside dalle modifiche del perimetro normativo sul capitale (+130bps o circa € 0,8ps) - si legge nella nota di Equita, che ha aggiunto che le azioni Credem offrono “ un’esposizione difensiva grazie a un’elevata asset quality, tra le migliori del settore e a una solida diversificazione delle fonti di ricavo, supportata dal controllo delle fabbriche prodotto interne, con circa il 30% degli utili generati dal Wealth Management ”.
Intesa SanPaolo: l’attraente remunerazione per gli azionisti
Nel caso di Intesa SanPaolo,. Equita ha alzato il target price dell’11% a €7,1, “riflettendo un multiplo target più elevato, coerente con la nostra view di una redditività strutturalmente elevata (in particolare in un contesto di tassi superiore al 2%) e di un’alta visibilità sulla capacità di mantenere un’attraente remunerazione per gli azionisti”.
Al target price, il titolo tratterebbe con un 2027E P/E di cica 11,5 volte e a P/TE di 2,5 volte, con un ROTE >21% ”.
Gli analisti hanno confermato la visione positiva sulle azioni di Intesa SanPaolo in quanto, a loro avviso, le attuali valutazioni non rifletterebbero “adeguatamente il profilo di gruppo, la sua solidità patrimoniale e l’elevata visibilità di utili e distribuzioni ”.
Equita ha scritto, riferendosi sempre a Intesa SanPaolo che, “a fronte di un P/E 2027E pari a 9,7 volte, sostanzialmente in linea con la media di settore, il titolo offre a nostro avviso ancora spazio per re-rating ”, precisando che il prossimo piano industriale a febbraio sarà il principale catalyst di breve. Occhio infine al giudizio che sempre Equita ha attribuito alle azioni di Banco BPM.
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La view sulle azioni UniCredit
Infine, la SIM ha annunciato di avere aumentato anche il target price su UniCredit, a €83 (da €71,5), “per riflettere un multiplo target più elevato, coerente con la nostra view di settore e supportato da una maggiore visibilità su livelli di profittabilità elevati e sostenibili e sulla remunerazione agli azionisti”.
Al target price, ha sottolineato la SIM, il titolo UniCredit tratterebbe a un 2027E P/E di circa 10,5 volte e a un P/TE di 2,2 volte (da 2 volte).
Confermata la visione positiva, con le azioni UniCredit che vengono scambiate sul Ftse Mib, secondo Equita, “a valutazioni undemanding, ovvero 2027E P/E <9x e un dividend yield di circa il 6%”.
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