MPS-AMCO: via libera alla bad bank. Quali conseguenze?

Azioni MPS in focus: c’è il via libera alla bad bank con AMCO. I dettagli

MPS-AMCO: via libera alla bad bank. Quali conseguenze?

Ottimo avvio di seduta per le azioni MPS che hanno guadagnato più del 2% in pochissimi minuti.

Il tutto mentre la stessa senese ha compiuto nuovi passi avanti sul fronte bad bank. Il comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale dell’istituto ha fatto chiarezza sull’operazione, su alcune delle sue condizioni e sulle sue conseguenze sia su MPS che su AMCO.

Azioni MPS: via libera a bad bank

I consigli di amministrazione di Monte dei Paschi e AMCO hanno ufficialmente approvato il progetto relativo alla costituzione di una bad bank nella quale far confluire i crediti deteriorati della senese e le azioni MPS hanno reagito positivamente alla notizia.

A renderlo noto non delle semplici indiscrezioni di stampa ma un comunicato ufficiale pubblicato sul sito dell’istituto di credito, detenuto ancora (per il 68% circa del capitale, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, così come AMCO, posseduta invece al 100%).

I rispettivi Cda, si legge nel testo:

“hanno approvato il progetto relativo alla scissione parziale non proporzionale con opzione asimmetrica da parte di MPS in favore di AMCO di un compendio composto da crediti deteriorati (NPE), attività fiscali (DTA), altre attività, debito finanziario, altre passività e patrimonio netto.”

Le condizioni

Come confermato dal citato comunicato stampa, la nascita della bad bank sarà subordinata ad alcune condizioni specifiche, tra cui il via libera della BCE la quale dovrà esprimersi positivamente dopo aver valutato gli impatti e la sostenibilità dell’operazione a livello patrimoniale.

Le conseguenze dell’operazione

La creazione della bad bank, che oggi sta permettendo alle azioni MPS di guadagnare quota, avrà diverse conseguenze su AMCO che potrà continuare a crescere fino a toccare i 33,4 miliardi di asset gestiti (adjusted) a giugno 2021 e potrà altresì rafforzare il proprio ruolo nel settore degli UTP in Italia.

Questa operazione, si legge ancora nel comunicato di ieri, porterà all’emissione di nuove azioni AMCO con un rapporto di cambio pari a 0,4000 nuovi titoli per ciascuna delle azioni MPS oggetto di annullamento.

Esse non avranno diritto di voto e non saranno negoziate su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione, e verranno assegnate ai soci della senese.

Ovviamente, l’operazione citata avrà delle conseguenze dirette anche sulla stessa MPS. Tra queste:

  • avanzamento nel piano di de-risking, con un gross NPE in calo dal 12,4% al 4,3% e un Texas ratio giù dall’86% al 43% (pro-forma su dati al 31 dicembre 2019);
  • discesa del CET1 Phase-in dal 14,7% al 13,3%;
  • discesa del CET1 Fully Loaded dal 12,7% all’11,1 % (proforma su dati al 31 dicembre 2019);
  • recupero della redditività tramite minor costo del credito e miglioramento del costo del funding.

Al momento in cui si scrive, a circa un’ora dall’avvio degli scambi le azioni MPS stanno salendo di oltre l’1%, con progressioni leggermente inferiori rispetto a quelle di inizio seduta.

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