Atlantia affonda: esplode lo scontro tra Autostrade per l’Italia e il Governo

Azioni Atlantia: tra Autostrade per l’Italia (Aspi) e il Governo di Giuseppe Conte sta per iniziare una nuova battaglia. L’accaduto

Atlantia affonda: esplode lo scontro tra Autostrade per l'Italia e il Governo

Azioni Atlantia affondano: Autostrade per l’Italia e il Governo ancora protagonisti di questo fine 2019.

Aspi, controllata dalla holding della famiglia Benetton, ha infatti scelto di inviare all’esecutivo di Giuseppe Conte una lettera riguardante il dossier delle concessioni autostradali.

Nella missiva al Governo, Autostrade per l’Italia ha lasciato presagire un vero e proprio scontro legale se le norme inserite nel cosiddetto decreto Milleproroghe non verranno cancellate. La controllata, insomma, ha deciso di affrontare l’esecutivo a muso duro, ma sono in molti a chiedersi quali saranno le conseguenze di questo scontro, soprattutto sulle azioni Atlantia durante l’ultima settimana del 2019.

Azioni Atlantia, Aspi vs. Governo: cosa sta succedendo?

Dopo il crollo del Ponte Morandi, prima l’esecutivo gialloverde (lega-M5S) e poi quello giallorosso (M5S-PD) hanno confermato la loro intenzione di revocare le concessioni ad Autostrade per l’Italia. La questione ha ripetutamente pesato sull’andamento delle azioni Atlantia, che da quel tragico 14 agosto 2018 hanno perduto ampio terreno in Borsa.

Più di recente il tema della revoca delle concessioni autostradali è stato rispolverato sia da Giuseppe Conte che da Luigi di Maio, che hanno parlato di una misura in dirittura d’arrivo. Da qui la scelta di inserire una nuova norma all’interno del citato Milleproroghe volta a garantire un ruolo all’Anas sui tratti eventualmente sottratti alla gestione di Autostrade per l’Italia.

La reazione della stessa Aspi non si è fatta attendere. Nella lettera inviata al Governo la controllata di Atlantia ha parlato di incostituzionalità della misura, oltre che di incompatibilità della stessa con la normativa europea. Termini, questi, che hanno imposto oggi un attento monitoraggio delle azioni Atlantia a Milano.

Nel lontano 2006, si legge nella missiva, l’esecutivo comunitario ha stabilito che i contratti di concessione non possono essere modificati da una sola delle parti contraenti nel rispetto dei principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento.

A ciò si aggiunga poi che la norma inerente la revisione delle concessioni verrebbe inserita in un decreto legge senza essere supportata dai due elementi essenziali dello stesso, la necessità e l’urgenza. Ad Aspi, la misura è apparsa dunque irragionevole poiché non accompagnata “da alcuna congrua motivazione, con presunta valenza retroattiva”.

“Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza.”

Cosa vuole Autostrade per l’Italia?

La richiesta di Aspi è stata semplice: eliminare la norma sulla revisione delle concessioni autostradali dal decreto Milleproroghe. Se ciò non accadrà, si legge nella lettera pubblicata sul sito ufficiale della controllata di Atlantia, l’azienda si riserverà il diritto di agire a protezione del gruppo e dei propri stakeholders.

La mossa del Governo, ha continuato la missiva, determinerà “il verificarsi dei presupposti di cui all’art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica” e, di conseguenza, la risoluzione della stessa.

Le azioni Atlantia sono finite nuovamente sotto i riflettori nella prima seduta della settimana a causa del rinnovato scontro fra Autostrade per l’Italia e l’esecutivo. Il titolo attualmente sta perdendo più del 4% a Milano.

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