Il Gruppo Suez ricompensa chi consegna metalli idonei per il riciclo. Questo però non avviene in Italia.
In un mondo sempre più segnato dall’inquinamento ambientale, prestare maggiore attenzione all’economia circolare, ovvero al riciclo dei materiali per dare loro una nuova vita, è diventato fondamentale. Negli ultimi anni è stato fatto molto per educare e abituare i cittadini a effettuare una corretta raccolta differenziata. Per incentivare ulteriormente questi comportamenti virtuosi, si è arrivati persino a offrire una ricompensa economica a chi contribuisce al recupero dei materiali. È quanto sta accadendo in Francia, a Hochfelden, nella regione del Basso Reno, dove i cittadini possono ricevere denaro in cambio dei loro rifiuti metallici e ingombranti portati presso un punto di raccolta autorizzato.
L’iniziativa è promossa dal gruppo Suez, un vero colosso globale leader nella gestione delle acque e dei rifiuti. L’azienda è attiva da oltre 160 anni in circa 40 Paesi e conta oltre 40.000 dipendenti nel mondo, con attività anche in Italia.
Essere pagati per la consegna dei metalli
Nel centro di raccolta di Hochfelden, il gruppo Suez ricicla praticamente tutto: dai cavi in rame alle batterie, fino ai motori. Sono oltre venti le categorie di metalli che possono essere consegnate per il riciclo. La particolarità dell’iniziativa è che questi materiali vengono pesati e valutati sul momento e, una volta stabilito il loro valore, i cittadini ricevono un assegno come compenso economico. Il prezzo riconosciuto per i metalli varia settimanalmente in base alle quotazioni di mercato. Per garantire la tracciabilità del processo, ogni operazione viene registrata in un apposito registro.
Non è raro che alcune persone portino batterie ormai inutilizzabili, vecchi tubi o cavi di rame recuperati magari durante lavori di ristrutturazione domestica. In cambio possono ricevere assegni che vanno da poche decine di euro fino a diverse centinaia, a seconda della quantità e del tipo di materiale consegnato. L’obiettivo del gruppo Suez, che si occupa del recupero e della lavorazione di questi materiali, è proprio quello di dare loro una seconda vita.
L’idea alla base del progetto è recuperare metalli per i quali esiste una domanda sempre crescente da parte dell’industria francese. In questo modo si riduce la necessità di ricorrere alle miniere o di importare grandi quantità di materie prime da Paesi lontani. Per le aziende, quindi, il riciclo dei metalli rientra pienamente nella logica dell’economia circolare e rappresenta anche un importante risparmio economico, soprattutto sui costi di trasporto e logistica, potendo contare su materiali recuperati a pochi chilometri di distanza.
Naturalmente il gruppo Suez ha costruito un vero e proprio business attorno al recupero e al riciclo dei metalli. Il modello si basa sulla raccolta dei rifiuti nei centri dedicati per poi rivenderli, una volta trattati, in un mercato competitivo alle aziende interessate. In Francia, così come in molti altri Paesi europei, la domanda di metalli, soprattutto rame e alluminio, è in forte crescita. Le stime indicano che entro il 2030 la domanda di rame aumenterà dell’1% mentre quella di alluminio crescerà dell’1,4%.
Lo stabilimento di Hochfelden gestisce circa 1.200 tonnellate di metalli ogni anno. Proprio per far fronte alla crescente richiesta del mercato, entro la fine dell’anno è prevista l’apertura di un nuovo centro di raccolta a Wittenheim.
Anche in Italia il gruppo Suez opera nel settore del recupero e del riciclo, occupandosi principalmente di trattamento delle acque e di gestione dei rifiuti industriali e municipali, compresi i metalli. Tuttavia, nel nostro Paese non risultano iniziative simili a quella francese: qui, infatti, i cittadini che consegnano materiali da riciclare non ricevono alcuna ricompensa economica diretta.
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