Australia chiede agli USA stop alla «persecuzione» di Assange, Blinken rifiuta

Enrica Perucchietti

31 Luglio 2023 - 08:00

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha respinto le richieste australiane di porre fine alla persecuzione del fondatore di WikiLeaks: ha provocato «gravi rischi per la sicurezza nazionale».

Australia chiede agli USA stop alla «persecuzione» di Assange, Blinken rifiuta

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha respinto le richieste australiane di porre fine alla persecuzione del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.

Secondo quanto riportato dal Guardian, Blinken ha confermato che il governo australiano ha sollevato la questione della liberazione di Assange più volte e ha dichiarato di «comprendere le ragioni e le preoccupazioni degli australiani» ma ha anche spiegato che «è importante che la controparte comprenda la preoccupazione USA sul whistleblower australiano», insistendo su come Assange avrebbe provocato «gravi rischi per la sicurezza nazionale» con la pubblicazione di una serie di documenti riservati più di dieci anni fa.

Le conseguenze del rifiuto di Blinken

Il rifiuto del Segretario di Stato americano, alle richieste dell’Australia per la scarcerazione di Julian Assange è motivo di grande preoccupazione per la libertà di stampa e per i diritti umani.

L’atteggiamento inflessibile degli USA dimostra una gerarchia distorta in cui gli interessi degli Stati Uniti sono posti al di sopra di tutto e di tutti, ignorando le legittime preoccupazioni degli alleati e il simbolico significato di Assange come icona della libertà di stampa e di pensiero.

Julian Assange è stato arrestato nel 2019 e da allora si trova nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nel Regno Unito, in attesa di estradizione negli Stati Uniti. Le speranza per la sua scarcerazione si affievoliscono sempre di più.

Le accuse a suo carico riguardano la pubblicazione di documenti militari e diplomatici riservati su WikiLeaks, tra cui dossier che denunciano la condotta del governo americano nei conflitti in Yemen, Iraq e Afghanistan, e gli abusi commessi nel carcere iracheno di Abu Ghraib.

La sua persecuzione è stata ampiamente criticata a livello internazionale e ha suscitato preoccupazione per la libertà di stampa in tutto il mondo.

La richiesta dell’Australia

La richiesta dell’Australia di mettere fine alla persecuzione di Assange è più che legittima. Nel corso del vertice tra i ministri degli Esteri e della Difesa a Brisbane, il ministro australiano Penny Wong ha esposto chiaramente il desiderio di porre fine a un caso che si trascina da troppo tempo. Questo appello è stato rafforzato dall’appoggio di 48 parlamentari australiani provenienti da diverse fazioni politiche, che hanno chiesto agli Stati Uniti di non estradare Assange.

Tuttavia, la risposta di Blinken è stata deludente e segna un pericoloso precedente per la libertà di stampa.

Blinken ha insistito sul fatto che è «molto importante che i nostri amici qui» in Australia comprendano i timori degli Stati Uniti sul «presunto ruolo di Assange in una delle più grandi fughe di informazioni classificate nella storia del nostro Paese», ignorando così le legittime preoccupazioni dei propri alleati riguardo al rispetto dei diritti umani e della libertà di espressione.

L’accordo Aukus, siglato tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, ha aggiunto ulteriori complicazioni alla situazione.

Sebbene il ministro della difesa australiano abbia tentato di mettere in discussione gli accordi militari con gli Stati Uniti per ottenere una concessione sulla posizione di Assange, Blinken ha ribadito la solidità dell’accordo, che prevede il pattugliamento della zona indo-pacifica e dell’Atlantico attraverso la condivisione di tecnologia nucleare e la vendita di sottomarini statunitensi all’Australia.

Questo atteggiamento inflessibile da parte degli Stati Uniti non fa che spegnere le speranze di vedere Assange libero e mina la credibilità degli Stati Uniti come difensori dei diritti umani e della libertà di stampa.

La situazione di Assange è diventata un simbolo mondiale della lotta per la libertà di informazione e il diritto dei giornalisti di rivelare informazioni di interesse pubblico.

In un momento in cui la libertà di stampa è minacciata in molte parti del mondo e la censura e il controllo dell’informazione sono in aumento, il caso di Julian Assange richiede un’attenzione particolare da parte della comunità internazionale.

L’Australia ha espresso la sua preoccupazione e le richieste di giustizia in questo caso, ma l’intransigenza degli Stati Uniti mina gli sforzi per proteggere e preservare la libertà di stampa in tutto il mondo.