Gli aumenti annunciati per comunali, poliziotti e militari sono medi e lordi. Tra contributi, Irpef e detrazioni che si riducono, al lavoratore resta tra il 41% e il 60% della cifra. Le simulazioni per tre livelli di reddito e il calcolo degli arretrati.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
152 euro in più al mese per i dipendenti dei Comuni, 189 euro per poliziotti e militari. Sono le cifre dei rinnovi contrattuali 2025-2027 approvati dal Consiglio dei ministri del 2 ottobre, ma quanto arriva davvero sul conto corrente? Meno di quanto sembri, perché gli importi ufficiali sono medie lorde e prima di arrivare in busta paga passano per contributi previdenziali, Irpef e addizionali. In più, per molti redditi medi l’aumento fa scendere le detrazioni, compresa quella del taglio del cuneo fiscale.
Abbiamo fatto i conti per tre livelli di reddito con le regole fiscali 2026. Il risultato? A seconda dello stipendio, resta in tasca tra il 41% e il 60% dell’aumento lordo.
Da cosa dipende lo stipendio netto?
Su ogni euro di aumento lordo pesano quattro voci.
- Contributi a carico del dipendente. Per un dipendente pubblico valgono circa l’11,2% della retribuzione. La quota principale è quella pensionistica: 8,85% per gli enti locali (Cpdel), 8,80% per gli statali. A questa si aggiungono lo 0,35% per la Gestione credito e il 2,5% sull’80% della retribuzione per il trattamento di fine servizio. Per chi è in regime di Tfr, invece, la retribuzione lorda viene ridotta di un importo equivalente.
- Irpef. Nel 2026 le aliquote sono tre: 23% fino a 28mila euro di reddito, 33% tra 28mila e 50mila euro, 43% oltre. La legge di Bilancio 2026 ha portato il secondo scaglione dal 35% al 33%.
- Detrazioni che si riducono. La detrazione per lavoro dipendente cala man mano che il reddito sale. Tra 32mila e 40mila euro di reddito si riduce anche l’ulteriore detrazione da 1.000 euro legata al taglio del cuneo fiscale, fino ad azzerarsi.
- Addizionali regionali e comunali. Variano in base a dove si vive e vengono trattenute in busta paga in gran parte l’anno successivo.
leggi anche
Statali, aumenti in busta paga per 830mila dipendenti pubblici. La tabella con gli importi per categoria
Le simulazioni: quanto resta dell’aumento di 152 e dei 189 euro?
Le nostre simulazioni partono da tre retribuzioni annue lorde: 25mila euro, 33mila euro (vicina alla media del comparto Funzioni locali, pari a 33.115 euro) e 40mila euro e le ipotesi sono quelle di un lavoratore senza familiari a carico e senza altri redditi, con aumento a regime su 13 mensilità e regole fiscali del 2026.
Aumento di 152 euro lordi al mese (dipendenti dei Comuni) con effetto annuo e per mensilità, addizionali escluse
| Retribuzione lorda annua | Aumento lordo annuo | Contributi | Irpef in più | Netto annuo | Netto per mensilità | Quota che resta |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 25.000 euro | 1.976 euro | 221 euro | 564 euro | 1.190 euro | circa 92 euro | 60% |
| 33.000 euro | 1.976 euro | 221 euro | 731 euro | 1.023 euro | circa 79 euro | 52% |
| 40.000 euro | 1.976 euro | 221 euro | 951 euro | 804 euro | circa 62 euro | 41% |
Aumento di 189 euro lordi al mese (Forze di polizia e Forze armate), con effetto annuo e per mensilità, addizionali escluse
| Retribuzione lorda annua | Aumento lordo annuo | Contributi | Irpef in più | Netto annuo | Netto per mensilità | Quota che resta |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 25.000 euro | 2.457 euro | 275 euro | 702 euro | 1.480 euro | circa 114 euro | 60% |
| 33.000 euro | 2.457 euro | 275 euro | 909 euro | 1.272 euro | circa 98 euro | 52% |
| 40.000 euro | 2.457 euro | 275 euro | 1.182 euro | 1.000 euro | circa 77 euro | 41% |
Comre anticipato, alle cifre vanno poi tolte le addizionali. Con un’aliquota complessiva del 2%, valore indicativo che cambia da regione a regione e da comune a comune, pesano circa 3 euro in più per mensilità. In gran parte si vedono in busta paga l’anno dopo.
Per le Forze di polizia e le Forze armate i 189 euro includono anche la quota legata agli straordinari, che non spetta a tutti allo stesso modo. Gli importi per grado sono nella nostra guida alle tabelle degli aumenti di militari e polizia.
Perché con uno stipendio più alto resta meno della metà dell’aumento
Il dato più sorprendente riguarda i redditi medio-alti. Con 40mila euro lordi l’anno, su ogni euro di aumento lordo se ne vanno circa 11 centesimi di contributi e circa 48 centesimi tra Irpef e minori detrazioni: ne restano circa 41, prima ancora delle addizionali.
Il motivo è che, sul reddito imponibile aggiuntivo, tre effetti si sommano fino a un prelievo di circa il 54%, ovvero l’aliquota Irpef del 33% sul reddito aggiuntivo, la detrazione per lavoro dipendente (che tra 28mila e 50mila euro di reddito cala di circa 8,7 centesimi per ogni euro in più) e l’ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale, che tra 32mila e 40mila euro di reddito si riduce di 12,5 centesimi per ogni euro in più.
A 25mila euro lordi, invece, Irpef e minori detrazioni assorbono circa 29 centesimi per ogni euro di aumento lordo. A 33mila euro si sale a circa 37 centesimi, perché il reddito imponibile è nel secondo scaglione ma resta sotto la soglia da cui il cuneo inizia a ridursi.
C’è poi un effetto soglia da tenere d’occhio. Tra 25mila e 35mila euro di reddito complessivo spetta una maggiorazione di 65 euro della detrazione per lavoro dipendente e chi con l’aumento supera i 35mila euro la perde tutta in un colpo.
L’effetto sulla tredicesima
Gli aumenti sono calcolati su 13 mensilità, quindi crescono anche la tredicesima e, di conseguenza, le voci che si calcolano sulla retribuzione, come il Tfr o il Tfs. Per questo nelle tabelle il netto annuo è diviso per 13. Nel cedolino di dicembre, però, la tredicesima spesso viene tassata senza detrazioni, che sono distribuite sulle dodici mensilità ordinarie.
L’aumento netto sulla tredicesima può quindi sembrare più basso, ma il conto si riallinea con il conguaglio di fine anno.
Come sono tassati gli arretrati?
Gli arretrati maturati negli anni precedenti a quello in cui vengono pagati seguono un regime diverso, ovvero la tassazione separata prevista dall’articolo 17 del Tuir. L’Irpef non si calcola con gli scaglioni dell’anno, ma con un’aliquota media che dipende dal reddito dei due anni precedenti. Sugli arretrati in tassazione separata non si pagano le addizionali regionali e comunali, mentre i contributi restano dovuti.
La parte di arretrati che si riferisce all’anno in corso, invece, è tassata in modo ordinario insieme allo stipendio. Per le Funzioni locali, ad esempio, se gli arretrati arrivano entro il 2026 la quota del 2025 va in tassazione separata e quella del 2026 in tassazione ordinaria. Se arrivano nel 2027, anche la quota del 2026 passa alla tassazione separata.
Ecco una stima del netto, nell’ipotesi che tutti gli arretrati siano tassati separatamente.
| Comparto | Arretrati lordi medi | Aliquota media applicata | Netto stimato |
|---|---|---|---|
| Funzioni locali | 1.136 euro | dal 23% al 25% circa | circa 755-780 euro |
| Forze di polizia e Forze armate | 2.448 euro (stima) | dal 23% al 25% circa | circa 1.630-1.675 euro |
La forchetta dipende dal reddito, con l’aliquota media che va dal 23% per chi guadagna 25mila euro lordi a circa il 25% per chi ne guadagna 40mila. L’imposta trattenuta in busta paga è provvisoria poiché l’Agenzia delle Entrate la ricalcola in un secondo momento e può chiedere o rimborsare eventuali differenze.
La legge di Bilancio 2026 ha introdotto un’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale pagati nel 2026, al posto di Irpef e addizionali, ma tale misura però vale solo per i dipendenti del settore privato con un reddito da lavoro dipendente 2025 fino a 33mila euro.
Parte dell’aumento è già in busta paga
C’è infine un’avvertenza importante. I 152 e i 189 euro non saranno tutti soldi nuovi rispetto all’ultimo cedolino. Gli aumenti arrivano in tre tranche, dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, e una parte è già stata pagata come anticipo. Per le Funzioni locali, ad esempio, gli importi comprendono l’anticipazione già corrisposta in base alla legge di Bilancio 2025.
L’aumento che si vedrà nel primo cedolino aggiornato sarà quindi la differenza tra il nuovo stipendio e quanto già percepito. Una volta a regime, dal 2027, la differenza rispetto a uno stipendio senza rinnovo sarà quella indicata nelle simulazioni.
| Avvertenze al lettore I calcoli sono indicativi e servono a dare un ordine di grandezza. Usano le aliquote Irpef 2026 (23%, 33%, 43%), la detrazione per lavoro dipendente e l’ulteriore detrazione per il cuneo fiscale nelle misure in vigore nel 2026, e contributi a carico del lavoratore pari all’11,2% della retribuzione. Le simulazioni non considerano le detrazioni per familiari a carico, altri redditi, deduzioni o oneri detraibili, né la quota di aumento destinata al salario accessorio. Aliquote e taglio del cuneo sono misure strutturali, ma la prossima legge di Bilancio potrebbe modificarle per il 2027, anno in cui gli aumenti andranno a regime. |
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.