Aumenti pensione rinviati per questi pensionati

Simone Micocci

22/12/2023

Esclusiva Money.it: rinviati gli aumenti delle pensioni (ma non per tutti). Ecco chi dovrà attendere almeno fino a febbraio 2024 per gli effetti della rivalutazione.

Aumenti pensione rinviati per questi pensionati

Non ci sono gli aumenti delle pensioni previsti dalla rivalutazione nel cedolino di gennaio appena pubblicato nell’area personale MyInps, o perlomeno non per tutti i pensionati.

In queste ultime ore, infatti, molti dei nostri lettori ci hanno contattato per segnalarci che differentemente da come era stato annunciato l’importo della pensione percepita a gennaio 2024 è lo stesso di quello di dicembre 2023, con la sola differenza rappresentata dalla minore Irpef dovuta per effetto della riforma finanziata dalla legge di Bilancio 2024.

Allorché, fatte le dovute verifiche, abbiamo accertato la ragione per cui ci sono pensionati che non hanno l’aumento nel cedolino di gennaio, rilevando tra l’altro che si tratta di un problema che non riguarda tutti.

Perché la pensione non è aumentata per tutti

Come prima cosa è bene sottolineare che per tutti i pensionati gli aumenti della rivalutazione decorrono da gennaio 2024.

Il che tuttavia non significa che verranno effettivamente pagati nel prossimo cedolino: va detto, infatti, che per quanto sia ormai definito, il nuovo sistema di rivalutazione delle pensioni come modificato dalla legge di Bilancio 2024 non è ancora ufficiale.

È bene ricordare, infatti, che la manovra interviene modificando il meccanismo solitamente applicato per la rivalutazione delle pensioni: dopo quanto fatto nel 2023, cambiano ancora le percentuali in particolare per i trattamenti il cui importo è compreso tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo (per il quale si passa dall’85% al 90% del tasso accertato dall’Istat), come pure per quelli che lo superano di 10 volte (per il quale dal 32% applicato nel 2023 si scende al 22%).

Il fatto che queste percentuali siano ufficiose e non ancora ufficiali è la ragione per cui gli aumenti non sono nel cedolino di gennaio 2024.

Come già successo nel 2023, infatti, al fine di evitare che un’eventuale modifica alle percentuali, in sede di conversione parlamentare della manovra, possa comportare un nuovo ricalcolo a febbraio, con il rischio di dover persino trattenere una parte delle somme erogate, l’Inps ha preferito attendere prima di applicare gli aumenti nel cedolino, i quali a questo punto sono rimandati a febbraio 2024 (ma non per tutti).

Chi riceve l’aumento della pensione a gennaio

Come anticipato, però, il rinvio non vale per tutti: nel caso di coloro a cui la rivalutazione è al 100%, a fronte di un aumento quindi del 5,4%, l’incremento è regolarmente nel cedolino di gennaio.

Ci riferiamo a tutti coloro che hanno una pensione il cui importo lordo non supera le 4 volte il trattamento minimo (valore aggiornato a dicembre 2023), quindi a chi ha un assegno d’importo massimo di 2.271,76 euro, per i quali è in arrivo un aumento fino a un massimo di 122 euro circa (e lordi).

Cosa succede a tutti gli altri

Per chi ha una pensione superiore alla suddetta soglia, la rivalutazione sarà solamente parziale. Le percentuali al momento sono le seguenti e non dovrebbero essere oggetto di modifica.

Fascia assegno Da A Indice di perequazione Tasso d’inflazione provvisorio Rivalutazione effettiva
Fino a quattro volte il trattamento minimo --- 2.271,76 euro 100% 5,4% 5,4%
Oltre 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo 2.271,76 euro* 2.839,70 euro 90% 5,4% 4,86%
Oltre 5 e fino a 6 volte il trattamento minimo 2.839,70 euro* 3.407,64 euro 53% 5,4% 2,862%
Oltre 6 e fino a 8 volte il trattamento minimo 3.407,64 euro* 4.453,52 euro 47% 5,4% 2,538%
Oltre 8 e fino a 10 volte il trattamento minimo 4.453,52 euro* 5.679,40 euro 37% 5,4% 1,998%
Oltre 10 volte il minimo 5.679,40 euro* - 22% 5,4% 1,188%

* Per le pensioni d’importo superiore alla soglia limite ma comunque inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante per la fascia precedente, l’aumento di rivalutazione è attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato.

Come anticipato, però, per evitare sorprese l’applicazione effettiva della rivalutazione è stata rimandata, attendendo prima l’ufficialità della legge di Bilancio 2024. Al pari di quanto successo nel 2023, quindi, gli aumenti arrivano a febbraio e contestualmente ne vengono riconosciuti anche gli arretrati per gennaio.