Atlantia-Aspi: ecco cosa prevede il piano B

Le trattative per la soluzione della questione Atlantia-Aspi entrano nel vivo. Vediamo quali sono le ultime novità sulla vicenda.

Atlantia-Aspi: ecco cosa prevede il piano B

In attesa che la vicenda Atlantia-Aspi entri nel vivo, le azioni della holding controllata dai Benetton sul listino di Piazza Affari passano di mano a 22,53 euro, -0,27% rispetto al dato precedente.

Nelle ultime cinque sedute le azioni Atlantia sono scese dell’1,35% mentre il saldo trimestrale evidenzia una sostanziale stabilità (-0,4%) che rispecchia in maniera fedele le indicazioni altalenanti arrivate ultimamente.

Atlantia-Aspi: cosa sta succedendo?

La storia è nota: a seguito del crollo del Ponte Morandi, la maggioranza di governo, ed in particolar modo il Movimento 5 Stelle, ha fatto della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia un cavallo di battaglia.

La situazione non ha fatto registrare cambiamenti di rilievo con il nuovo esecutivo visto che quello della revoca della concessione continua a rappresentare un punto fermo dei pentastellati.

Se ieri il Sole 24 Ore aveva paventato l’ipotesi di un riassetto passante per la separazione di Aspi dalla controllante Atlantia, solo dopo la scissione saranno valutate le ipotesi di un avvicinamento con la Cassa Depositi e Prestiti o quella di un ricorso al mercato (Atlantia-Aspi: soluzione in arrivo, ma cosa prevederà?), le ultime indiscrezioni delineano uno scenario differente.

Atlantia-Aspi: le ultime novità

Secondo quanto riportato dalla testata romana “Il Messaggero”, una decisione definitiva sulla vicenda Atlantia-Aspi sarà presa nel giro di pochi giorni. Nello specifico, entro una settimana la trattativa con i Benetton entrerà nel vivo.

Anche alla luce del fatto che sulla revoca della concessione esistono forti perplessità in seno al Ministero dell’Economia e all’interno dell’Avvocatura (per la quale la revoca potrebbe far scattare un esborso per le casse statali compreso tra i 7 ed i 25 miliardi di euro), Atlantia ha offerto una riduzione dei pedaggi e un incremento degli investimenti in manutenzione.

Ma, ovviamente, questa non può essere l’unica ipotesi su cui fare affidamento per sbrogliare l’intricata matassa Atlantia-Aspi.

Stando a quanto riportato dalla testata capitolina, il c.d. “Piano B” prevederebbe una discesa di Atlantia sotto la soglia del 50% di Aspi.

Chi acquisterà la quota di Aspi?

L’acquirente della quota di Aspi ceduta da Atlantia potrebbe essere F2i, in grado di mettere sul piatto un corrispettivo in contanti e quote di asset “affini al business della
holding”.

Secondo i ben informati anche l’Acri, l’organizzazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio, potrebbe essere della partita.

L’unica certezza, a questo punto, è che non resta molto tempo per chiudere la questione.

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