Asse India-Israele sui semiconduttori: partnership da 10 miliardi tra il Gruppo Adani e Tower Semiconductor

Federico Giuliani

23 Settembre 2024 - 07:05

Il Gruppo Adani, uno dei colossi dell’economia dell’India, ha trovato l’intesa con l’israeliana Tower Semiconductor per realizzare un progetto mastodontico.

Asse India-Israele sui semiconduttori: partnership da 10 miliardi tra il Gruppo Adani e Tower Semiconductor

Un investimento congiunto dal valore di 10 miliardi di dollari per costruire un impianto di fabbricazione di semiconduttori nello Stato indiano del Maharashtra. Il Gruppo Adani, uno dei colossi dell’economia dell’India, ha trovato l’intesa con l’israeliana Tower Semiconductor per realizzare un progetto mastodontico, nel tentativo di rafforzare le capacità di produzione di chip del gigante asiatico.

Il sito sorgerà a Taloja, periferia di Mumbai, come scritto da Devendra Fadnavis, vice primo ministro del Maharashtra in un post pubblicato su X. L’unità avrà una capacità produttiva di 40.000 wafer nella prima fase e di 80.000 nella seconda. Al momento non sono state condivise informazioni relative alla tempistica. Alcune fonti hanno tuttavia spiegato a Bloomberg che l’intera opera, ospitata sotto l’ammiraglia e incubatore del gruppo Adani Enterprises, sarà completata in tre-cinque anni.

I chip sfornati dal nuovo stabilimento saranno utilizzati per far funzionare droni, automobili, smartphone e altre soluzioni di mobilità. L’asse India-Israele, realizzato dal conglomerato privato degli Adani, è in linea con gli sforzi messi in campo dal primo ministro indiano Narendra Modi, che punta a trasformare il Paese più popoloso al mondo in una superpotenza tecnologica, e che mira ad attrarre in loco più produttori di chip internazionali e a ridurre così la dipendenza dalle importazioni.

L’assist di Adani a Modi

Adani è dunque pronto ad entrare in un nuovo settore che è un’area di interesse chiave per l’amministrazione Modi. Il conglomerato indiano ha attività che spaziano dai porti agli aeroporti, dalle energie rinnovabili al gas, dalle materie prime ai data center e ai media, e questa sarà la sua prima incursione in un campo così strategico.

I semiconduttori, infatti, sono diventati una risorsa cruciale in mezzo alla crescente rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Come conseguenza di ciò, molte nazioni hanno iniziato ad investire pesantemente nello sviluppo di capacità nazionali per evitare di restare schiacciati dallo scontro tra le due potenze mondiali.

L’intesa Adani-Tower Semiconductor offre al primo attore la possibilità di piantare la bandierina in un settore di interesse globale, e al secondo un punto d’appoggio in un mercato emergente, aiutandola a uscire dall’ombra della sua fallita offerta di acquisizione da parte di Intel.

Certo, le vendite di Tower – che ha fabbriche di produzione di chip in Israele, Italia e Stati Uniti - rappresentano una piccola frazione di quelle nelle mani di Intel e Taiwan Semiconductor Manufacturing, ma l’azienda israeliana produce comunque componenti per clienti di rilievo come Broadcom Inc. e serve settori in rapida crescita come quello dei veicoli elettrici.

Lo sprint dell’India

Le previsioni dicono che il mercato indiano dei semiconduttori varrà 63 miliardi di dollari entro il 2026. Il Gruppo Adani, intanto, non è l’unico player sceso in campo. Tata Group, per esempio, ha stretto una partnership con la Powerchip Semiconductor Manufacturing Corp. di Taiwan per un impianto di fabbricazione di chip dal valore 11 miliardi di dollari a Dholera, nello Stato occidentale del Gujarat.

Il nuovo stabilimento Tata produrrà 50.000 dei cosiddetti chip maturi, che utilizzano la tecnologia a 40 nanometri o precedente, ancora ampiamente utilizzati nell’elettronica di consumo, nelle automobili, nei sistemi di difesa e negli aeromobili. Il governo indiano, in generale, ha ricevuto proposte per un valore di 21 miliardi di dollari per potenziare le capacità produttive di semiconduttori in tutto il Paese, con investimenti per oltre 15 miliardi in impianti di produzione di chip già annunciati all’inizio di quest’anno.

L’India ha anche creato un fondo da 10 miliardi di dollari per attrarre i produttori di chip in patria, che ha già aiutato il produttore di memorie statunitense Micron a realizzare uno stabilimento di assemblaggio da 2,75 miliardi di dollari nel Gujarat.