Gli asintomatici non sono responsabili dei nuovi focolai: le dichiarazioni di Fauci

Le persone asintomatiche non possono causare nuovi focolai, ha dichiarato il virologo Anthony Fauci, tuttavia possono essere responsabili di nuove infezioni.

Gli asintomatici continuano ad essere uno dei temi più dibattuti della pandemia, ma per l’immunologo Anthony Fauci, che fino a poco tempo fa ricopriva il ruolo di capo della task force americana, non possono essere i responsabili di nuovi focolai.

Sebbene non possano causare la nascita di nuovi centri di diffusione, il virologo americano ci tiene a precisare che le persone prive di sintomi evidenti della COVID-19, ma comunque positive al virus, possono ugualmente infettare altre persone. L’asintomaticità quindi non deve essere confusa con la non virulenza.

Gli asintomatici non causano nuovi focolai

Le persone che non manifestano sintomi non possono essere responsabili di nuovi focolai. È quanto ha dichiarato il virologo Fauci nel corso di un breafing allo U.S Department of Health and Human Services, non molto tempo fa. Le affermazioni di Fauci si basano sull’osservazione dell’andamento delle malattie respiratorie del passato, evidenziando come non sia mai stata registrata la comparsa di nuovi focolai causati da persone prive di sintomi, ma solamente da persone con sintomi evidenti. Nello specifico il virologo ha detto che:

“L’unica cosa di cui storicamente le persone devono rendersi conto è che se c’è anche una trasmissione asintomatica, in tutta la storia dei virus respiratori di qualsiasi tipo la trasmissione asintomatica non è mai stata causa di focolai. Il responsabile dei focolai è sempre una persona sintomatica. Anche se c’è un raro caso di persona asintomatica che potrebbe trasmettere, un’epidemia non è determinata da portatori asintomatici”.

Gli asintomatici sono contagiosi

Sebbene le persone asintomatiche non siano responsabili di nuovi focolai, Fauci ha affermato più volte nel corso della pandemia che possono infettare ugualmente altre persone sane. Anche l’OMS, dopo un primo momento in cui aveva affermato che le persone senza sintomi non potessero infettare quelle sane, ha fatto dietrofront.

Esistono infatti diversi studi che confermano come gli asintomatici siano responsabili della metà delle nuove infezioni, come confermato da uno studio condotto dall’Università di Yale negli Stati Uniti. Proprio per questo motivo ha fatto molto discutere la scelta degli Stati Uniti di non sottoporre al tampone le persone asintomatiche. Lo scorso giugno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che i test sono sopravvalutati e che fanno fare “una brutta figura” al Paese, poiché più tamponi vengono effettuati, più sono le persone che risultano positive.

Zenei Cortez, presidente del National Nurses United ha tuttavia ricordato che limitare i test ai soli individui sintomatici non è una buona strategia per ridurre il contagio, ma anzi, già in passato si è dimostrata una scelta che è costata molte vite.

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