Il Kazakistan sta investendo 10 miliardi di euro per espandere la rete ferroviaria e creare un corridoio che colleghi la Cina all’Europa.
La guerra in Medio Oriente e le tensioni verificatesi attorno allo Stretto di Hormuz hanno spinto i Paesi occidentali alla ricerca spasmodica di rotte alternative, anche con una certa urgenza. Il blocco dello stretto ha infatti provocato un forte rallentamento degli approvvigionamenti energetici provenienti dai Paesi del Golfo, soprattutto di gas e petrolio destinati ai mercati occidentali. La prima conseguenza si è vista immediatamente sui mercati energetici internazionali, con il prezzo del petrolio schizzato alle stelle. Per evitare un blocco dovuto alla carenza di forniture energetiche, le nazioni occidentali stanno quindi cercando con urgenza rotte terrestri alternative. In questo scenario, il Kazakistan rappresenta un ponte logistico naturale tra Asia ed Europa, in particolare con la Cina.
Cresce l’importanza di sviluppo del corridoio medio
Per questo motivo, dopo le forti tensioni in Medio Oriente, l’operatore ferroviario nazionale del Kazakistan ha accelerato il programma di investimenti da 10 miliardi di euro destinato all’espansione della rete ferroviaria, dei porti e della capacità di trasporto merci. L’importanza del cosiddetto «Corridoio Medio», che collega la Cina all’Europa passando per Kazakistan, Mar Caspio, Azerbaigian, Georgia e Turchia, è cresciuta già dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, che ha bloccato molte vie commerciali attraverso la Russia. Ora, con la crisi in Medio Oriente, la necessità di aumentare la capacità di questa rotta è diventata ancora più strategica.
Dei 10 miliardi di euro previsti entro il 2030, il Kazakistan ne avrebbe già investiti quasi la metà, avviando progetti infrastrutturali su larga scala. Entro la fine del 2026 verranno costruiti circa 900 chilometri di nuove linee ferroviarie. Tra queste figura la tratta Ayagoz-Bakty, lunga 300 chilometri, che diventerà il terzo valico ferroviario di frontiera tra Kazakistan e Cina.
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È stato inoltre firmato con gli Stati Uniti uno storico accordo da 4,2 miliardi di dollari per la fornitura di locomotive americane. Si tratta del più grande contratto di questo tipo nella storia del Paese e servirà a rafforzare ulteriormente il sistema ferroviario nazionale. Nell’ambito del piano di espansione, la compagnia ferroviaria kazaka sta investendo anche 100 milioni di euro per acquistare sei nuove navi portacontainer: quattro sono già in costruzione presso il gruppo cinese Jiangsu Hantong e due presso il cantiere navale di Baku.
Il Kazakistan ha inoltre acquisito un terminal strategico nel porto cinese di Xi’an, da cui parte quasi il 40% dei treni merci diretti verso l’Europa. Parallelamente, si sta ampliando anche la capacità dei terminal europei collegati al corridoio logistico.
Secondo le dichiarazioni ufficiali dell’operatore ferroviario kazako, i volumi di merci trasportate lungo il Corridoio Medio sono quasi decuplicati rispetto ai livelli precedenti alla crisi del Golfo. Nel primo trimestre dell’anno, 173 treni hanno percorso la tratta trasportando 55 container ciascuno, con merci destinate al mercato europeo. L’obiettivo è arrivare a 600 treni, mentre le previsioni per il prossimo anno indicano un’ulteriore crescita del 67%.
Il piano di investimenti punta a portare la capacità ferroviaria tra Cina e Kazakistan fino a 100 milioni di tonnellate di merci trasportate ogni anno entro il 2030. Si tratterebbe di un volume doppio rispetto a quello attuale, trasformando il Kazakistan in uno dei principali hub logistici eurasiatici.
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