Nel 2026 arriverà sulle nostre strade il Vigile Elettronico. Scopriamo di cosa si tratta e perché è una buona notizia per i guidatori
Il 2026 sarà un anno molto importante per la lotta alla riduzione delle emissioni. Entrerà in vigore l’Euro 7, nuovo standard che cambia completamente la prospettiva: i controlli ambientali non saranno più relegati a momenti specifici come l’omologazione e le revisioni, ma diventeranno permanenti.
Un controllo continuo reso possibile dal nuovo Vigile Elettronico. È il momento di capire come funziona e come modificherà le nostre abitudini sulla strada.
Cos’è il Vigile Elettronico e come funziona
Per monitorare la macchina in ogni momento della sua vita verrà introdotto il sistema OBM (sigla che sta per On-Board Monitoring), subito ribattezzato “Vigile Elettronico”.
Il sistema ha un funzionamento molto semplice: installato all’interno dell’auto, è in grado di monitorare in tempo reale le emissioni e di segnalare se vengono superati i limiti.
Il Vigile Elettronico, dunque, analizza il funzionamento del motore e dei dispositivi che gestiscono i gas di scarico e, in caso di guasti legati all’usura, al malfunzionamento o a modifiche non omologate, informa il guidatore e le autorità competenti.
La comunicazione alle autorità resta un punto controverso. Da un lato crea dubbi in merito alla tutela della privacy dei cittadini. Dall’altro potrebbe rappresentare il colpo finale al mercato delle modifiche illegali alle auto. Per il Vigile Elettronico sarà molto facile individuare elaborazioni alle centraline, agli scarichi e ai filtri.
Aumentano i controlli sulle emissioni
L’altro aspetto interessante dell’arrivo dell’Euro 7 è che per la prima volta il monitoraggio delle emissioni non si limiterà soltanto ai gas di scarico.
Questo significa che nei controlli entreranno anche le emissioni generate dall’attrito. È stato più volte dimostrato che nelle aree urbane i freni e gli pneumatici portano nell’aria una grande quantità di polveri sottili.
Con il Vigile Elettronico verranno controllate anche queste e i produttori di auto dovranno per forza di cose rivedere i materiali di costruzione degli impianti frenanti e le mescole delle gomme che decidono di utilizzare sui propri modelli.
Un monitoraggio, quest’ultimo, che rischia di avere notevoli ripercussioni sulle vetture elettriche e ibride. Più pesanti per la presenza delle batterie, queste auto sono particolarmente a rischio a livello di emissioni di gomme e freni.
Le auto avranno una vita più lunga?
La notizia più bella per chi deciderà di comprare un auto dal 2026 in poi è che i nuovi modelli “rischiano” di essere molto più resistenti e longevi.
Questo perché una delle maggiori novità introdotte con Euro 7 riguarda la durata nel tempo delle prestazioni ambientali.
Con la nuova legge tutte le macchine dovranno rimanere sotto i limiti di emissioni per 10 anni o per 200.000 chilometri. Stiamo parlando del doppio della durata rispetto alla normativa attuale.
Un cambiamento epocale che obbliga, di fatto, le case automobilistiche a produrre veicoli più robusti e a dire addio ai componenti progettati per durare solo pochi anni. Decisamente una ottima notizia a livello di risparmio e riduzione dei costi per la manutenzione.
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