Armi tattiche nucleari: cosa sono e perché la Russia ora potrebbe usarle

Alessandro Cipolla

10 Ottobre 2022 - 11:26

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La guerra tra Russia e Ucraina va avanti e ora si teme il possibile utilizzo delle armi tattiche nucleari da parte di Mosca; ecco cosa sono e quali effetti potrebbero avere.

Armi tattiche nucleari: cosa sono e perché la Russia ora potrebbe usarle

Cosa sono le armi tattiche nucleari? La Russia potrebbe veramente usarle nel corso della guerra in Ucraina? Quali sarebbero le conseguenze per l’Europa se mai Vladimir Putin dovesse decidere di azionare il “pulsante rosso”?

Sono questi i tetri interrogativi che aleggiano sopra i cieli del Vecchio Continente visto che la guerra in Ucraina, dopo il plebiscito dei referendum per l’annessione alla Russia di alcuni dei territori occupati dalle truppe di Mosca, si appresta a entrare ora in una nuova fase.

Come ribadito da più fonti, queste annessioni aumentano il rischio di una possibile guerra nucleare, visto che la dottrina russa prevede l’utilizzo di armi anche atomiche nel caso in cui fosse attaccato il proprio territorio: basterebbe così un solo missile ucraino caduto nel Lugansk per dare a Putin il pretesto per utilizzare anche l’arsenale più devastante a sua disposizione.

Ma non sono solo i referendum, definiti farsa dall’Ucraina e dall’Occidente, ad alimentare le paure atomiche. Il recente attacco in Crimea al ponte di Kerch inevitabilmente andrà a generare una risposta da parte della Russia: non sono pochi i falchi al Cremlino che vorrebbero a questa punto utilizzare tutte le armi a disposizione, comprese quelle tattiche nucleari.

Cosa sono le armi tattiche nucleari

Da quando a fine febbraio Vladimir Putin ha deciso di dare il via alla sua “operazione speciale” in Ucraina, il mondo interno e in particolar modo l’Europa vive nell’angoscia di una possibile guerra nucleare.

Stando alla Federation of American Scientists, al momento la Russia avrebbe a sua disposizione complessivamente quasi 6.000 armi nucleari. Di queste, circa 1.500 sarebbero pronte all’uso mentre altrettante invece sarebbero inutilizzabili in quanto troppo datate.

Il grosso dell’arsenale atomico russo è composto dalle armi nucleari strategiche, ovvero quelle con un più alto impatto distruttivo che hanno solo una funzione deterrente a meno che non si voglia arrivare alla fine del genere umano.

La Russia però ha a disposizione anche un buon numero di armi nucleari tattiche, che invece sono state progettate per essere utilizzate in guerra visto che hanno un minor potere distruttivo rispetto alle strategiche.

Si tratta di ordigni di piccole dimensioni, che oltre tramite gli aerei possono essere utilizzati senza troppe difficoltà anche dalle truppe direttamente sul campo di battaglia. Di recente l’esercito russo ha compiuto diverse esercitazioni riguardanti l’utilizzo di queste armi.

In totale la Russia avrebbe nei suoi arsenali circa 2.000 armi nucleari tattiche con una potenza che va dal minimo di 1 a un massimo di 10 chilotoni. Giusto per farsi una idea, la bomba H sganciata dagli americani su Hiroshima aveva una potenza di 13 chilotoni, mentre le armi nucleari strategiche possono essere anche dieci volte più distruttive.

Queste armi così potrebbero essere utilizzate per distruggere una colonna di tank (5 chilotoni) oppure per colpire la fanteria (1 chilotone) o specifici centri di comando. L’effetto più devastante però sarebbe quello psicologico, visto che il conflitto diventerebbe una guerra nucleare a tutti gli effetti.

La Russia può scatenare una guerra nucleare?

Fin dagli anni ‘50 lo spettro di una guerra nucleare è stato il grande deterrente per lo scoppio di un conflitto diretto tra Russia e Stati Uniti, le due grandi super potenze che di fatto hanno diviso il mondo in due sfere di influenza.

Le recenti minacce di Mosca, che esplicitamente ha parlato di un possibile utilizzo di armi nucleari se necessario, per diversi analisti sarebbero così un modo per superare le recenti difficoltà militari sul campo utilizzando lo spauracchio nucleare.

Non è un bluff” ha dichiarato di recente Putin, con il fido Medvedev che poi ha aggiunto come la Russia “ha il diritto di utilizzare armi nucleari se necessario”. L’esito dei referendum e la conseguente annessione delle quattro regioni ucraini alla Russia, sono in quest’ottica un avvenimento potenzialmente determinante.

Il risultato è che al momento nessuno si sente di escludere la possibilità di una guerra nucleare: anche se gli esperti giudicano poco probabile l’utilizzo di armi atomiche in Ucraina, il rischio c’è ed è concreto soprattutto se la via diplomatica dovesse continuare a essere quella meno battuta per arrivare a un cessate il fuoco.

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