Argentina: le prospettive per il mercato azionario dopo le primarie

Dopo la sconfitta dell’attuale Presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, i mercati finanziari del Paese hanno reagito con corposi crolli. Cosa ci si potrebbe attendere ora?

Argentina: le prospettive per il mercato azionario dopo le primarie

L’inizio di settimana per i mercati argentini è stato da dimenticare. Lo scorso 11 agosto, nel Paese si sono tenute le elezioni primarie, le quali hanno visto il Presidente argentino in carica, Mauricio Macri, subire una dura sconfitta. Ciò è accaduto in vista delle elezioni presidenziali, che si terranno il prossimo ottobre.

La vittoria del candidato di opposizione peronista, Alberto Fernandez, ha colto di sorpresa gli operatori, che hanno reagito con forti vendite di azioni, obbligazioni e valuta dell’Argentina. In questo senso, l’indice di riferimento del Paese sudamericano, il Merval, è arrivato a perdere il 48% segnando la seconda seduta di sempre a livello globale.

Sul fronte obbligazionario invece, il bond governativo argentino a 100 anni ha raggiunto i suoi minimi storici, mentre il Peso si è deprezzato del 20% contro il biglietto verde. Al momento, il mercato sta scontando un 78% di probabilità che l’Argentina non adempia ai suoi obblighi sul debito.

Argentina: le prospettive sul mercato azionario

Secondo Pablo Riveroll, Head of Latin American equities di Schroders, l’Argentina aveva fornito alcuni segnali incoraggianti, come una crescita dell’avanzo commerciale, stabilità valutaria e un calo dell’inflazione, oltre ad alcuni indicatori economici tornati in positivo.

Il risultato del voto fa però intendere che la popolazione non abbia sentito questi cambiamenti positivi, attuati tramite politiche fiscali e monetarie restrittive e dagli aiuti del FMI. L’esperto sostiene che l’economia del Paese avrebbe bisogno di 12-18 mesi per vedere maggiori benefici.

Le carte in tavola sono state smistate con le elezioni, che rendono probabile la salita al potere di Fernandez: la popolarità del candidato peronista deriva dalla sua alleata Cristina Fernandez de Kirchner, nota per il suo atteggiamento critico con il Fondo Monetario Internazionale.

Il crollo della valuta, delle azioni e dei bond potrebbero quindi avere un impatto negativo sulla fiducia della popolazione, corroborando la posizione di Fernandez. L’indebolimento del Peso creerà pressioni sul debito denominato in Dollari Usa, facendo aumentare il rapporto debito/Pil.

“Di conseguenza, è probabile che il rischio di solvibilità e di liquidità aumenterà significativamente se Fernandez vincerà le elezioni di ottobre”, sostiene Riveroll. L’ Head of Latin American equities di Schroders non ritiene l’azionario argentino una destinazione appetibile per i capitali, in quanto le attese sono per un ritorno alla crescita dell’inflazione e una maggiore incertezza, fattori che deteriorano le prospettive di breve e medio termine dell’Argentina.

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