Apologia fascismo è reato: cosa rischia chi inneggia a Mussolini

Chi tenta di riorganizzare il partito fascista, inneggia all’odio e propaganda i “valori” della dittatura di Mussolini viola la legge Scelba e la legge Mancino. Tutte le conseguenze penali e civili.

Apologia fascismo è reato: cosa rischia chi inneggia a Mussolini

Inneggiare al fascismo, a Mussolini e ai simboli della dittatura costituisce il reato di apologia del fascismo dal quale derivano pesanti conseguenze penali e l’interdizione dai pubblici uffici.

Per questo è vietato il saluto romano in contesti istituzionali, promuovere l’organizzazione di partiti o associazione di stampo fascista, inneggiare all’odio etnico- razziale ed ogni altra forma di discriminazione.

Questo reato, però, in molte occasioni resta inapplicato poiché si scontra con la libertà di espressione e manifestazione del pensiero prevista dalla Costituzione. Spetta ai giudici stabilire quando inneggiare al fascismo costituisce reato e quando, invece, ha valore storico-commemorativo.

Cos’è l’apologia del fascismo e cosa dice la legge

Il termine “apologia” significa letteralmente “discorso a difesa o esaltazione di una dottrina religiosa o politica”, e in questo caso degli ideali del fascismo che sono contrari ai principi fondamentali alla base della Costituzione italiana e per questo vietati.

Il reato di apologia del fascismo è stato introdotto dalla legge Scelba (n. 645/1952) che all’articolo 4 punisce:

“chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”

ed anche

“chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.”

Oltre alla legge Scelba, anche la più recente legge Mancino (n. 205/1993) punisce le manifestazioni fasciste e razziste che incitano all’odio. Precisamente l’articolo 2 si riferisce a:

“chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali di organizzazioni, associazioni o movimenti aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.”

Inneggiare a Mussolini e al partito fascista è reato: cosa si rischia

L’apologia del fascismo è punita con il carcere, una sanzione pecuniaria e la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici; le pene diventano più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso a mezzo stampa.

Le sanzioni sono le seguenti:

  • la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
  • la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Nonostante le pene previste possano apparire “esemplari” in realtà la loro applicazione è piuttosto limitata poiché i giudici devono contemperare anche la libertà di manifestazione del pensiero, diritto sancito dalla Costituzione (articolo 21). Dunque compete soltanto al giudice analizzare il caso in concreto e valutare se ci sono gli estremi del reato oppure se si è trattato di frasi o gesti semplicemente “commemorativi”.

Un giudizio tutt’altro che semplice poiché è difficile valutare in concreto come e quando frasi, immagini e gesti di impronta fascista e in ricordo del Duce possano davvero essere capaci di divulgare gli ideali fascisti e quindi trasmettere valori contrari all’ordinamento.

Anche il saluto romano è apologia del fascismo

Recentemente la Corte di cassazione ha stabilito che anche il saluto romano rientra a pieno titolo del reato di apologia del fascismo (sentenza 21409/219); ma questo non vuol dire che ogni volta che si compia il saluto tipico della dittatura si commetta un reato. Prima di attribuire la colpevozza, il giudice deve valutare il contesto in cui è avvenuto il gesto e le reali intenzioni dell’autore del fatto: senza dubbio il saluto fascista nel corso di manifestazioni pubbliche e istituzionali o in televisione ha una gravità maggiore, specie se viene fatto da personaggi pubblici ed esponenti della politica.

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