Analisi Intesa Sanpaolo: inversione per trend rialzista di lungo ma spazi short di breve limitati

La crisi istituzionale italiana ha portato pesanti perdite ai titoli bancari quotati a Piazza Affari. L’analisi tecnica evidenzia come il trend di lungo periodo abbia invertito al ribasso

Analisi Intesa Sanpaolo: inversione per trend rialzista di lungo ma spazi short di breve limitati

Giorni pesanti per i mercati finanziari italiani, con le quotazioni dello spread BTP-Bund volate sopra la soglia dei 300 punti e le pesanti flessioni degli indici di Borsa Italiana.

A Piazza Affari il FTSE Mib in chiusura fa segnare una contrazione del 2,65% a 21.350,88 punti. Alla chiusura delle contrattazioni di venerdì scorso era a 22.398 punti. Chi è stato letteralmente affossato dalle vendite causate dallo stop del Presidente Mattarella al Governo M5S-Lega è stato il comparto bancario.

Nel corso delle ultime due giornate di mercato le sospensioni per eccesso di ribasso sono state molteplici e hanno interessato indistintamente tutti i titoli bancari negoziati nel principale paniere di Piazza Affari, il FTSE Mib.

Oltre alle banche popolari, l’Ufficio Studi di Money.it ha analizzato i risvolti tecnici che le perdite di questi giorni ha causato ai principali titoli delle banche italiane. Qui quella di Intesa Sanpaolo, oggi in flessione del 4,09% a 2,45 euro.

Movimenti repentini come quelli degli ultimi giorni, così come l’ampiezza stessa degli scostamenti di prezzo portano necessariamente ad analizzare la struttura tecnica del titolo di Ca’ de Sass con un timeframe settimanale. E quanto si evince non lascia felici gli investitori di lungo periodo.

Il quadro generale di lungo periodo

Le perdite iniziate ad accusare dal titolo dallo scorso 24 maggio, quando l’azione toccò un massimo intraday di 3,20 euro, hanno spinto le quotazioni su valori che non venivano negoziati dal 18 e 19 aprile 2017. Soprattutto la planata in area 2,45 euro ha portato alla violazione di un importante supporto dinamico di lungo periodo.

Si tratta della trendline rialzista tracciata con i minimi crescenti delle prime due ottave di borsa di luglio 2016. Linea che aveva delineato la tendenza fino a metà maggio, ossia in occasione dello stacco del dividendo di Intesa Sanpaolo.

La strategicità della linea di tendenza stessa emerge dall’analisi delle numerose occasioni in cui aveva contribuito a sostenere le quotazioni della banca guidata da Carlo Messina. Era avvenuto in occasione dei minimi del febbraio 2017 e più recentemente nella serie di low registrati tra gennaio e marzo.

Il forte scollamento tra le potenzialità del titolo e la fiducia degli investitori internazionali verso l’intero sistema finanziario italiano lo si è evinto fin dalla scorsa ottava, con le quotazioni di Intesa Sanpaolo che avevano archiviato la settimana sotto gli importanti supporti statici posti nell’intervallo tra 2,72 e 2,85 euro. Una soglia ampia ma che era stata la base da cui era partito il movimento rialzista culminato con i massimi annuali del 9 febbraio scorso a 3,23 euro.

La chiusura odierna sotto la soglia psicologica dei 2,50 euro e l’avversione degli investitori internazionali sono due elementi che suggeriscono, analizzando il grafico settimanale di Intesa Sanpaolo, l’estrema prudenza sul titolo.

Analisi operativa di breve-medio periodo su Intesa Sanpaolo

Dopo una flessione di oltre il 23% nelle ultime settimane, dato influenzato dallo stacco del dividendo da 0,203 euro ad azione dello scorso 21 maggio, rimbalzi anche marcati potrebbero essere alle porte. Da un punto di vista tecnico le quotazioni per il momento non danno tuttavia segni di arresto nella loro discesa.

Partendo da questo assunto, ecco che chi volesse puntare a trarre beneficio dalla volatilità che in questi giorni si è ripresentata a Piazza Affari potrebbe valutare delle strategie rialziste di Intesa Sanpaolo in un’ottica puramente speculativa. Questo implica una corretta gestione sia del money management che dei capitali impiegati nell’operazione, tali da non causare stress al portafoglio principale.

Livelli operativi, stop e target

Un’area interessante in cui entrare in acquisto su Intesa Sanpaolo potrebbe così essere quella dei 2,25-2,27 euro per azione. Il livello di prezzo indicato trae spunto da due elementi tecnici. Da un lato l’analisi della serie storica segnala come sin dal gennaio 2015 l’intervallo di prezzo menzionato abbia sempre svolto un ruolo di supporto o resistenza a seconda del movimento antecedente.

Dall’altro non può essere trascurato il transito in area 2,27 euro della trendline discendente tracciata sul weekly chart con i minimi dell’agosto 2015 e con i massimi del marzo 2016. Violata al rialzo all’indomani dell’esito del primo turno delle elezioni francesi che permise a Macron di andare al ballottaggio con Marine Le Pen, per tutto il mese di giugno del 2017 contribuii a sostenere le quotazioni di Intesa Sanpaolo. E fu proprio da quei minimi che il titolo iniziò la salita culminata, per ora, sui massimi di febbraio a 3,23 euro.

Se una strategia rialzista, speculativa e di breve-medio periodo, può essere aperta a 2,27 euro, lo stop va individuato sotto i minimi del 24 febbraio, ossia alla rottura dei 2,06 euro. Per sfruttare la volatilità di questi giorni, un primo target che permetta di smezzare la posizione aperta può essere individuato a 2,58 euro. Il secondo target mira invece al Pull Back dei vecchi supporti statici di area 2,72 e 2,85 euro, con uscita preferibile a 2,78 euro.

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