Analisi Bitcoin: il prezzo può ancora salire dopo il record sopra i $107.000?

Redazione Crypto

17/12/2024

Bitcoin inizia la settimana con un sell-off di massa e prosegue con un forte recupero. Ma il raggiungimento dei $100K è un traguardo o un punto di partenza?

Analisi Bitcoin: il prezzo può ancora salire dopo il record sopra i $107.000?

Dicembre 2024 è stato un mese di record per la quotazione del Bitcoin: dopo la rottura dei $100.000, il prezzo di BTC ha registrato una paura e una serie da record di liquidazioni poco sotto il livello dei $100.000. Tuttavia, queste liquidazioni hanno aperto le porte a un nuovo record di prezzo, il livello dei $107.000.

Questi sviluppi sollevano domande importanti: per quanto ancora vedremo il prezzo di BTC/USD registrare questi record? Il bull-market è davvero appena iniziato?

Gli ultimi giorni hanno fornito spunti cruciali per comprendere lo stato attuale del mercato.

BTC/USD: un inizio settimana difficile

La scorsa settimana, il mercato ha registrato liquidazioni per oltre $1 miliardo, con la maggior parte di esse che ha interessato posizioni long. Questo dato evidenzia come molti trader fossero eccessivamente esposti al rialzo. La situazione ha innescato un sell-off rapido e violento, facendo scendere brevemente il prezzo del Bitcoin sotto i $95.000.

È evidente che il mercato stia attraversando una fase di eccessiva avidità ed euforia, un fenomeno confermato dalle posizioni nel mercato dei derivati. Quando un mercato si trova in uno stato di avidità, tende a operare con una leva finanziaria eccessiva, e i sell-off vengono amplificati dalle richieste di margine, aumentando ulteriormente la pressione di vendita. Questo è esattamente ciò che si è verificato all’inizio di questa settimana.

Questa enorme presa di liquidità ha però alimentato un nuovo boom della domanda, che ha portato il prezzo di BTC/USD oltre i record storici, raggiungendo i $107.000.

BTC/USD: un fine settimana di recupero

Durante il fine settimana, il Bitcoin ha recuperato gran parte delle perdite, superando nuovamente i $100000 dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti. Il dato sul CPI riporta il 2,7% a novembre, in linea con le previsioni degli analisti. Sebbene si tratti di un aumento (+0.3%), è opportuno evidenziare come il mercato si aspettasse una sorpresa positiva; per questo ha reagito positivamente.

Il secondo evento significativo da considerare questa settimana è stato il giorno di scadenza delle opzioni su Bitcoin ed Ethereum. Sebbene fosse plausibile aspettarsi un aumento della volatilità venerdì, questo non si è verificato. Tuttavia, oltre 10000 contratti di opzioni Bitcoin e altrettanti di opzioni Ethereum sono giunti a scadenza. Si tratta comunque di un evento rilevante, poiché potrebbe aprire nuove prospettive nel mercato dei derivati. La scadenza di questo grande quantitativo di opzioni ha comportato un forte apprezzamento di Bitcoin, libero da qualsiasi tipo di vincolo.

BTC/USD: analisi tecnica

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, la soglia dei $100.000 rappresentava un livello psicologico e tecnico cruciale. Per questo motivo, molte delle posizioni long a leva avevano la chiamata a margine poco al di sotto di questo livello. Il raggiungimento di questa soglia ha quindi innescato una lunga serie di chiusure forzate, che hanno alimentato la pressione sul lato delle vendite. Tuttavia, quando un titolo è molto acquistato, sono proprio in momenti come questo che le mani forti riescono a prendere posizione con il proprio quantitativo di ordini. Non a caso, la rottura definitiva dei $100.000 ha dato il via a una nuova impennata nel prezzo di Bitcoin, culminata nel raggiungimento del livello dei $107.000.

Diversi indicatori tecnici offrono ulteriori spunti per interpretare il recente andamento del mercato. La media mobile a 200 periodi si posiziona come un supporto fondamentale, mantenendo il Bitcoin in una traiettoria rialzista nel lungo termine.

I livelli di supporto e resistenza sono altrettanto significativi. Il Bitcoin sembra trovare un supporto solido nella fascia tra $90.000 e $94.900, testata durante il recente sell-off. Il valore dei $100.000 è ulteriormente avvalorato dalla presenza della media mobile a 200 periodi, che cade proprio in prossimità di quel livello tecnico.

L’indice di forza relativa, o RSI, offre un altro strumento di analisi. Attualmente, l’RSI si trova in una posizione neutrale su timeframe giornaliero, indicando (stranamente) che il mercato non è né ipercomprato né ipervenduto.

Sarà un bull-market o un bear-market?

La natura intrinsecamente volatile delle criptovalute rende complesso tracciare confini netti tra una correzione temporanea e un mercato ribassista, oltre a complicare l’elaborazione di ragionamenti di tipo causa-effetto. Le recenti oscillazioni potrebbero essere interpretate come fluttuazioni normali all’interno di un mercato ancora rialzista, come confermato dalla recente rottura a rialzo.

Tuttavia, l’elevata leva finanziaria e le dinamiche speculative continuano a rappresentare un rischio significativo per la stabilità dei prezzi.

La risposta potrebbe dipendere da molteplici fattori, incluso il contesto macroeconomico. Una politica monetaria più accomodante da parte della Federal Reserve potrebbe sostenere Bitcoin, mentre un irrigidimento delle condizioni economiche globali potrebbe frenare l’entusiasmo degli investitori. Va considerato, però, che la teoria non sempre si traduce nella pratica: ad esempio, il BTC potrebbe essere percepito come una risposta a un sistema economico in difficoltà e reagire in modo opposto rispetto alle aspettative.

Un elemento su cui poter fare maggiore affidamento è l’evoluzione dell’adozione istituzionale. Nonostante la volatilità, l’interesse da parte degli investitori istituzionali resta solido, offrendo una base potenzialmente stabile per BTC/USD. Tuttavia, questi attori tendono a reagire prontamente alle condizioni macroeconomiche, contribuendo a un’aumentata instabilità nel breve termine.

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