Il comparto dell’elettronica e dei chip makers ha certamente attraversato momenti di difficoltà nella fase di rialzo dei tassi di interesse quale quella attuale, ma c’è un player che a me piace molto e che potrebbe regalare grosse soddisfazioni ai suoi investitori nel corso del 2023. Si tratta di AMD.
Martedì 31 gennaio AMD ha comunicato i risultati del quarto trimestre, battendo le attese di Wall Street per quanto riguarda le vendite e gli utili, ma ha indicato agli analisti un calo del 10% delle vendite rispetto all’anno precedente nel trimestre in corso.
AMD, con 129 mld di dollari di capitalizzazione e solo 3 mld di dollari di debito totale al 31 dicimbre 2023, ha riportato dei profitti, mentre molti dei suoi produttori di chip rivali hanno perso terreno nelle ultime settimane, citando una minore domanda di prodotti elettronici da parte dei consumatori e una carenza di componenti necessari per la produzione di PC e server.
Se prendiamo Intel, il principale concorrente di AMD, vediamo che ha riportato a fine gennaio un 4° trimestre 2022 disastroso, con prospettive deboli per il 2023 e un calo delle vendite del 40% per il 1° trimestre 2023 rispetto all’anno precedente, cioè rispetto al trimestre di marzo 2022.
Ecco come si è comportata la società AMD rispetto alle stime di consenso di Refinitiv (ex Thomson Reuters Financial) per il 4° trimestre 2022 conclusosi a dicembre:
- EPS: 0,69 dollari, rettificato, contro gli 0,65 dollari per azione attesi;
- Ricavi: 5,6 miliardi di dollari, contro i 5,4 miliardi di dollari attesi.
Inoltre, AMD ha dichiarato di aspettarsi un fatturato di 5,3 miliardi di dollari nel trimestre in corso, leggermente inferiore alla stima di Refinitiv di 5,4 miliardi di dollari. La stima di AMD suggerisce un calo delle vendite del 10% nel trimestre in corso rispetto allo stesso trimestre del 2022. È un’azienda in grado di mantenere in maniera eccellente le proprie quote di mercato. Basti pensare che le vendite di AMD sono aumentate del +44% nel 2022 rispetto all’ esercizio 2021.
L’azienda ha inoltre dichiarato di aspettarsi un margine lordo rettificato di circa il 50%, un parametro fondamentale per i produttori di chip. È un numero indubbiamente alto, che lo pone ai vertici per redditività tra i produttori di chip mondiali.
Il chipmaker ha attribuito il risultato alla forte crescita delle attività dei data center, mentre ha dichiarato che il fatturato del 4° trimestre 2022 dei client, ovvero i chip per PC e laptop domestici, e il segmento dei giochi sono leggermente diminuiti rispetto al 4° trimestre 2021.
Se da un lato AMD ha dichiarato di aver registrato un rallentamento delle vendite dei suoi chip per PC e dei processori grafici, dall’altro ha affermato che il segmento dei data center è aumentato del 42% rispetto all’anno precedente, suggerendo di aver sottratto quote di mercato a Intel e raggiungendo 1,7 miliardi di dollari. Numeri impressionanti.
Tuttavia, la marginalità sarebbe stata ancora migliore se il settore delle vendite di processori per PC non fosse sceso del 51% rispetto all’anno precedente a causa del crollo del mercato dei PC, ha dichiarato AMD. La societò ha affermato infatti che i suoi clienti finali (aziende e clientela retail) hanno troppe scorte dei suoi chip, un tema che anche altre aziende di semiconduttori hanno menzionato nelle ultime settimane. Secondo le stime di Refinitiv, il mercato globale dei PC domestici e dei notebook è in fase di rallentamento prolungato.
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L’amministratore delegato di AMD, Lisa Su, ha dichiarato anch’essa agli analisti che l’azienda si aspetta un calo del 10% circa del mercato totale dei PC nel 2023 e che il segmento dei PC per la casa è un segmento «debole» per i prossimi mesi. «Sebbene il contesto della domanda di notebook e PC domestici sia contrastante, siamo fiduciosi nella nostra capacità di guadagnare ulteriori quote di mercato nel 2023 e di ottenere una crescita a lungo termine costante grazie al nostro portafoglio di prodotti differenziati», ha dichiarato Lisa Su in un comunicato. È proprio quello che vorrei sentire da ogni amministratore delegato in sede di presentazione di una trimestrale: crescita costante, mantenimento della leadership di mercato, innovazione continua.
Tuttavia, come detto prima, il settore gaming di AMD, che comprende schede grafiche e chip per console di gioco, è diminuito del 7% rispetto all’anno precedente. Il calo ha riguardato le schede grafiche ed è stato compensato dalle entrate «semi-custom», ovvero il modo in cui l’azienda riporta le vendite di chip per sistemi di gioco come la PlayStation 5. Non mi aspettavo numeri esaltanti in questo comparto, ma mi aspetto numeri in miglioramento per la seconda parte del 2023.
Impostazione grafica azioni AMD
Fonte: Bloomberg
Ai prezzi attuali (chiusura del 2 marzo: 80,44 dollari) il titolo ha già agganciato la MM di lungo periodo a 200gg (linea gialla nel grafico Bloomberg). Il settore può risentire negativamente di ulteriori rialzi dei tassi di mercato se la retorica della Fed nei prossimi giorni dovesse virare verso toni “hawkish” ancora più marcati nella lotta contro l’inflazione, ma anche un’eventuale discesa in area 75 dollari (MM di breve a 50gg linea viola) costituirebbe occasione di acquisto a mio modesto parere. Quindi se volete detenere un protagonista del mercato dei chip non potete non comprare AMD. Tuttavia, per il momento aspettiamo ad entrare nel titolo: fattori esogeni (politica monetaria e dati macro) suggeriscono prudenza nell’acquisto, oppure un acquisto moderato all’interno del proprio portafoglio azionario. È invece fortemente consigliato un aumento del peso in portafoglio in caso di discesa in area 75 dollari.
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