Amazon e i diritti sportivi, un interesse sempre più concreto

Francesco Nasato

04/05/2024

Da qualche anno i diritti sportivi non sono più interesse solo delle tv: nuove dinamiche che non sembrano rallentare con nomi come Amazon in prima linea.

Amazon e i diritti sportivi, un interesse sempre più concreto

Lo sport, i suoi diritti e la relativa possibilità di trasmettere grandi eventi in diretta da sempre rappresentano un investimento economico che richiede molte risorse, ma che allo stesso tempo è in grado di generare ritorni importanti. Se fino a non troppi anni fa però le aste per i diritti di trasmissione del grande sport live erano una questione tutta contesa tra le tv, gratis o a pagamento, il vento è cambiato e ha iniziato a soffiare con forza anche in altre direzioni. Sono arrivati infatti nuovi soggetti interessati e purtroppo per i tradizionali protagonisti delle aste dei diritti tv non solo hanno l’entusiasmo di chi intraprende un nuovo business, ma anche una forza economica e una capacità di investimento difficilmente pareggiabili.

I nomi sono noti per essere capofila o assoluti player nei rispettivi settori primari del loro sviluppo: Amazon, Disney, YouTube, Netflix, eccola una parte della carovana che in queste settimane su Money cercheremo di mettere in fila per quanto riguarda la questione diritti televisivi dello sport. Oggi iniziamo con Amazon, forse quella che in Italia conosciamo un po’ meglio, visto che negli ultimi anni e anche per i prossimi la miglior partita del mercoledì di Champions League si potrà vedere solo con abbonamento ad Amazon Prime.

Amazon e l’accordo decennale con l’NBA

Naturalmente Amazon significa soprattutto Stati Uniti e proprio da lì nei giorni scorsi è arrivata un’importante novità che riguarda l’azienda di Bezos e i diritti dello sport americano. Secondo The Athletic infatti l’NBA e Amazon avrebbero sostanzialmente raggiunto un accordo che durerà per un decennio a partire dalla stagione 2025-26 per la trasmissione delle gare in streaming. In particolare l’intesa dovrebbe riguardare una fetta “significativa” di partite tanto della stagione regolare quanto dei playoff. I concorrenti che sarebbero stati battuti in questa corsa sarebbero altri nomi di assoluto rilievo come Walt Disney e Warner Bros Discovery (WBD), NBC Universal (che gestisce la piattaforma di streaming Peacock), Apple e YouTube TV. Gli attuali contratti della NBA con ESPN e TNT Sports di Warner Bros Discovery (WBD) scadono alla fine della stagione 2024/25 e valgono complessivamente 24 miliardi di dollari. La lega punta a un notevole aumento delle entrate, con alcuni osservatori che ritengono che potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare le entrate annuali derivanti dai prossimi contratti dei diritti televisivi per la trasmissione delle gare.

L’NBA si prepara così a entrare in una nuova fase come quella dello streaming, già abbracciata dalle principali leghe concorrenti dello sport USA: la Major League Baseball ha un accordo a livello di lega con Apple TV, mentre la NFL ha firmato un accordo con Amazon diversi anni fa per trasmettere le partite del Thursday Night Football. Infine sempre Amazon ha firmato un accordo biennale di streaming esclusivo con la NHL e il suo partner per i diritti di trasmissione digitale Rogers Communications in Canada. L’accordo con la NBA amplierà il portafoglio di diritti sportivi premium di Prime Video, che comprende già la Premier League nel Regno Unito.

Amazon e i diritti tv dello sport in Italia

In Italia la situazione di Amazon relativa ai diritti tv dello sport è più snella, ma non per questo l’interesse nei confronti di questo tipo di contenuto è in calo. Anzi. Per cominciare, come accennato, è stata confermata la trasmissione della miglior partita del mercoledì di Champions League anche per il triennio 2024-2027 come sottolineato dall’azienda in una nota ufficiale: «Dal 2024 l’offerta includerà 18 partite a stagione in diretta ed esclusiva sempre con protagonista una squadra italiana, se qualificata, dalla fase a gironi alle semifinali. Prime Video ha trasmesso alcune delle più importanti partite europee del calcio italiano delle ultime due stagioni, tra cui Barcellona-Inter e Juventus-Chelsea».

«Siamo felici di riconfermarci la destinazione della UEFA Champions League per il mercoledì in Italia e di continuare a offrire agli appassionati di calcio le migliori partite del mercoledì in esclusiva fino al 2027», le parole di Alex Green, MD Prime Video Sport Europa. «Milioni di abbonati Prime in Italia hanno molto apprezzato la nostra copertura data alla principale partita del mercoledì. Questa è la competizione più prestigiosa del calcio europeo per club e continueremo a investire e innovare per offrire ai nostri spettatori un’esperienza della massima qualità possibile». Secondo indiscrezioni le cifre dell’investimento per il triennio si attesterebbero sugli 80-90 milioni di euro a stagione, per una media di 4-5 milioni a incontro.

Anche per l’ultimo bando dei diritti tv di Serie A il nome di Amazon è stato molto chiacchierato e in voga. Gli annunci ufficiali però non hanno compreso l’azienda di Seattle. Parlando con Calcio e Finanza Marco Foroni, Business Lead Sports di Amazon Prime Video in Italia, ha illustrato come Amazon è arrivata alla sua decisione: «Noi valutiamo tutto, quindi abbiamo valutato seriamente anche la Serie A. La Serie A è un prodotto bellissimo, ma ovviamente avrebbe comportato un investimento significativo che bisognava vedere se era un bene per l’azienda dal punto di vista del business. Noi siamo qui per restare, ma non vogliamo essere nella condizione in cui siamo obbligati a prendere dei diritti perché altrimenti rimarremmo senza. Non ci sono state per me le condizioni per farlo in questo momento. Però questo non è né un giudizio sul valore della Serie A, né vuol dire che non saremo mai interessati". Insomma potrebbe trattarsi soltanto di un arrivederci.

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