Amazon: bonus di 300 dollari ai dipendenti “in prima linea”

Marco Ciotola

27 Novembre 2020 - 22:55

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Il colosso e-commerce garantirà al personale impiegato nella distribuzione un bonus per le vacanze pari a 300 dollari: la misura

Amazon: bonus di 300 dollari ai dipendenti “in prima linea”

Amazon ha scelto di garantire ai lavoratori “in prima linea” un bonus una tantum, al fine di “condividere l’apprezzamento” del duro lavoro svolto in vista del “picco delle festività natalizie”.

La misura, annunciata dalla compagnia nelle ultime ore, è dedicata a magazzinieri, fattorini e a tutto il personale operativo a tempo pieno e impiegato dalla società dal primo al 31 dicembre, come precisato da Dave Clark, vicepresidente senior delle operazioni di vendita al dettaglio:

“Quella fascia di personale riceverà un bonus di 300 dollari, anche i lavoratori part-time impiegati per lo stesso periodo riceveranno un bonus di 150 dollari”,

ha spiegato.

Amazon: bonus di 300 dollari per i dipendenti “in prima linea”

L’incentivo mira a coprire il moltiplicarsi del lavoro di fronte al periodo natalizio, una circostanza usuale in tempi normali ma amplificata enormemente dalla pandemia di coronavirus, che sta costringendo praticamente tutto il mondo a ridurre al massimo le uscite e di conseguenza gli acquisti in presenza.

Lo stesso Dave Clark ha evidenziato l’unicità di una situazione simile, mai vissuta nella sua carriera lavorativa e di certo una sfida per ogni singolo lavoratore:

“Sono stato in Amazon per 22 festività natalizie e quello che sta succedendo ora è decisamente unico, per non dire altro. Sono grato a tutti i nostri team, che continuano a svolgere un ruolo cruciale al servizio delle loro comunità.”

La compagnia ha già comunicato che spenderà più di 500 milioni di dollari per i pagamenti una tantum delle ferie, mentre a giugno ha speso 500 milioni di dollari in bonus dedicati ai dipendenti che hanno continuato a lavorare durante la pandemia di coronavirus.

In più, l’azienda ha speso miliardi di dollari da marzo in investimenti resi necessari dal coronavirus, inclusi aumenti salariali, attrezzature di sicurezza e misure di pulizia. A ottobre Amazon ha rivelato che più di 19.000 dei suoi lavoratori statunitensi hanno contratto il coronavirus tra il primo marzo e il 19 settembre.

Al momento però molte polemiche ha destato la decisione di porre fine agli aumenti salariali e al raddoppio di retribuzione degli straordinari. La compagnia si è giustificata evidenziando come lo scopo di quegli aumenti fosse la soddisfazione di un primo enorme aumento della domanda, che da allora però si è stabilizzata.

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