Analisi azionaria: Amazon fallisce il test della resistenza a quota 3.250$.

Ufficio Studi Money.it

03/08/2020

Apertura in Gap Up del 6,1% per il titolo del Nasdaq che poi viene respinto dalla resistenza in area 3.250.

Valori
Ultimo prezzo 3.164,68$
Variazione +3.70%
Max (52 settimane) 3.200 $
Min (52 settimane) 1.676,61$
Indicatori
MM200 2.168,24$
RSI 14 62,51
MACD 94,530
Performance
1 settimana +3,58%
1 mese +9,93%
3 mesi +30,91%

La giornata di venerdì sul listino americano è stata contraddistinta dall’apertura positiva registrata dalle azioni Amazon di oltre 6 punti percentuali e in gap up rispetto alla seduta precedente.

L’apertura dell’azione è avvenuta a 3.244$, pochi punti sotto alla resistenza statica a 3.250$, ma il titolo non ha neanche provato un allungo per testare il livello. Il massimo della seduta è stato infatti registrato in area 3.246,82$ e in chiusura di contrattazioni il titolo si è fermato a 3.164,68$.

Il quadro tecnico di riferimento

Il titolo si trova in un trend positivo di lungo periodo dalla fine di gennaio 2015 (quando quotava 300$). L’andamento crescente partito in quel periodo è durato fino ad oggi facendo registrare una perfomance di circa il 1.035%. Una salita impressionante che ha visto Amazon dominare il mercato in soli pochi anni.

Prima dell’allungo avviato il 16 marzo 2020, il titolo si è assestato in una fase laterale di medio termine durata circa un anno. Il minimo della banda di oscillazione si trovava a quota 1.700$ mentre il massimo si attestava in area 2.040$. All’inizio del mese di febbraio 2020 l’azione ha violato con successo la parte alta della fase laterale.

Il trend sarebbe probabilmente proseguito, se non fosse scoppiata la pandemia di Covid19 che ha coinvolto prima la zona euro e poi gli Stati Uniti. Durante l’apice dell’emergenza sanitaria in Europa, tra il 20 febbraio 2020 e il 16 marzo 2020, il titolo è tornato sui suoi passi ed rientrato nella banda laterale. In quell’occasione l’azione ha ceduto sul mercato circa il 25% mostrando però grande resilienza alla pandemia. Il core business di riferimento ha permesso ad Amazon di attutire l’effetto dello shock sanitario che ha coinvolto il mercato.

Lo scenario operativo di breve periodo

Dal 16 marzo 2020 il titolo è ripartito in rally. Si può notare una prima fase di consolidamento del prezzo tra il 16 aprile e il 5 giugno, quando il valore ha oscillato in un range di circa l’8%.

Amazon ha poi allungato nuovamente con un’accelerazione che l’ha portato a toccare i nuovi massimi nella giornata del 13 luglio 2020 a quota 3.344,29$, ma il livello è stato subito riassorbito nel corso della seduta. L’azione ha poi provato a raggiungere nuovamente l’area in data 20 luglio, ma la giornata positiva non è stata seguita dall’allungo. Il titolo, ha invece ritracciato portandosi sul supporto in zona 2.935$.

La recente fase di consolidamento, che si è venuta a creare, oscilla tra un minimo di 2.935$ ed un massimo sotto il livello storico, in area 3.245$. Ad oggi il prezzo si trova ampiamente sopra la media mobile di breve periodo EMA(21) e sopra il l’indicatore Supertrend con un incremento importante di volatilità avviato da inizio mese e riportato dall’ATR(14). L’indicatore è partito da un valore di 70,64 all’inizio del mese di luglio fino a raggiungere i 110,99 nella giornata di venerdì.

Il titolo potrebbe avere ancora qualche seduta negativa che potrebbero portarlo al test del minimo della fase di consolidamento. Alla rottura del massimo della banda di oscillazione è probabile una ripartenza a rialzo del trend. Sotto il livello del minimo della fase laterale si potrebbe pensare ad un cambio di scenario e ad un ritracciamento più profondo.

Un ingresso Long sarebbe plausibile sopra la violazione della resistenza statica a quota 3.250$ con il mantenimento del livello che potrebbe essere testato nuovamente a ribasso sul pullback del massimo storico a 3.344$. Il primo target si troverebbe in una zona ancora inesplorata del prezzo a quota 3.424$, zona di R1 mensile. Il secondo target si potrebbe collocare a 3.684$, livello di R2 mensile. Uno Stop Loss stretto si potrebbe posizionare sotto il livello di Pivot mensile a 3.060$, mentre uno Stop più ampio, per dare maggiore flessibilità al prezzo e per una posizione di più lungo termine, si potrebbe inserire a 2.880$

Una posizione short avrebbe un significato solo sotto il livello minimo della banda di oscillazione in area 2.870$ che potrebbe indicare un’inversione del trend. Il primo target si potrebbe posizionare a 2.670$, mentre il secondo target si potrebbe sistemare a quota 2.460$. Uno Stop Loss sarebbe da inserire a 2.970$ poiché in quel caso il titolo rientrerebbe all’interno della fase laterale di breve periodo.

I fattori chiave della crescita

Amazon ha dimostrato una forte resilienza alla crisi da Covid19 grazie al suo core business improntato al commercio digitale. In momenti di chiusura delle attività fisiche, come il lockdown europeo, l’e-commerce è stato uno dei pochi settori a trarre dei benefici dall’emergenza e contenere l’effetto della pandemia sui conti aziendali.

La crescita nell’andamento del titolo e la solidità con la quale l’azienda ha affrontato la crisi si è potuta toccare con mano nei risultati del secondo trimestre 2020 riportati dalla società nella scorsa settimana.

Rispetto al pari periodo 2019 i ricavi sono cresciuti del 40%, abbattendo tutte le stime degli analisti che prevedevano un fatturato a 81,2 miliardi di dollari contro gli effettivi 88,9 miliardi registrati nei conti. La stima dei ricavi per il prossimo trimestre è inoltre nuovamente in crescita con un fatturato previsto tra gli 87 e i 93 miliardi e utili operativi fino a 5 miliardi di dollari.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dal Brian Olsavsky, cfo dell’azienda, dopo la comunicazione dei risultati, l’inizio della pandemia avrebbe spinto maggiormente gli acquisti di guanti protettivi, mascherine e generi alimentari per poi proseguire su beni non di prima necessità, come i prodotti elettronici.

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