Altro che BTP Valore. Ecco 3 bond con cedole fino al 6,375% e quotazioni anche quasi alla pari

Stefano Vozza

15 Febbraio 2026 - 17:24

Obbligazioni dalla media durata residua ma con un ricco rendimento effettivo a scadenza

Altro che BTP Valore. Ecco 3 bond con cedole fino al 6,375% e quotazioni anche quasi alla pari

Con un Comunicato ufficiale apparso sul sito istituzionale, giovedì 5 il Dipartimento del Tesoro ha ufficializzato l’arrivo del primo BTP Valore del 2026. In verità solo qualche giorno addietro, sulle pagine di Money.it avevamo paventato il “rischio” che una prima serie sarebbe potuta arrivare prima di Pasqua, e non ci siamo sbagliati. Ora resta da capire se tra ottobre e novembre ne arriverà una seconda, o in un altro periodo dell’anno o niente più per il 2026. Il collocamento della nuova serie avverrà dal 2 al 6 marzo, mentre i tassi minimi garantiti saranno comunicati venerdì 27 corrente mese.

Fino a quella data nessuno ne conoscerà l’entità. Tuttavia, possiamo spingerci a dire che al 99% non renderanno quanto questi 3 bond 2031 con ricche cedole dal 6,375% al 4,75% e quotazioni anche quasi alla pari.

L’obbligazione sovrana con cedola annua

La prima cosa da dire è che il neo Valore Mz32 ha una durata di 6 anni mentre qui stiamo considerando 3 bond in scadenza tra 5, nel 2031. Tuttavia, quest’ultimi ad oggi hanno dosi di rischio emittente decisamente maggiori del prodotto MEF, e ciò spiega il perché di yield così elevati. Un divario che quasi certamente si noterebbe ancor di più se anche il neo Valore fosse stato a 5 e non a 6 anni.

Dunque, l’alternativa al bond MEF per chi cerca maggiori yield passa per l’aumento del rischio come nel caso del Romania Fx 5.375% Mar31. Il titolo è un settennale con ISIN XS2770920937, emesso il 22/02/’24 e con data rimborso finale al 22/03/’31. In pratica sta completando il suo 2° anno di vita.

Il tasso cedola è del 5,375% pagato in unica soluzione una sola volta l’anno. Al netto della ritenuta fiscale del 12,50% vuol dire 47,03 € di cedola netta ogni 1.000 € di nominale (è il taglio minimo di ingresso sul bond). Venerdì 6 l’obbligazione ha chiuso a 105,74 per un effettivo a scadenza del 4,1%. Giusto per avere un confronto, oggi i bond MEF con simili rendimenti hanno una durata residua quasi ventennale. Due mesi il Romania Mar31 lo fa si acquistava a 103 e nove mesi fa addirittura a 95-96.

Un’obbligazione corporate con rendimento al 4,2%

Da un emittente sovrano a uno corporate, ecco il bond Newprinces Fx 4.75% Feb31 Call Eur quotato sull’EuroMOT e identificativo ISIN XS2958536976. Il bond è stato emesso un anno fa, il 12/02/’25 (data scadenza: 12/02/’31), è denominato in euro con taglio minimo di 1.000 €. Essendo un prodotto corporate la ritenuta sulle cedole è al 26% e non al 12,5%. A proposito di interessi, quelli nominali annui sono del 4.75% ma pagati su base semestrale, con l’emittente che riconosce il 2,375% lordo ogni 12/02 e 12/08.

Il prezzo di chiusura della scorsa ottava è stato a 102,65, per un rendimento del 4,2% a scadenza (dati: Borsa Italiana). Gli scambi sul secondario sono relativamente discreti, con i valori min-max dell’anno a 101,83 e 103 e, più generale, quasi una costanza di valori sopra la parità da emissione a oggi. Tuttavia, la natura call del titolo gli varrà da freno amano contro l’”eccessivo” rialzo delle quotazioni rispetto ai pari bond senza callability.

Laddove esercitata (a partire dal 2028), il capitale rimborsato sarebbe di 1.000 € a ogni titolo posseduto, anche se pagato 1.026,50 € come ai corsi attuali, per esempio.

Il maggior ritorno è legato al rischio di credito, visto l’aumento del debito aziendale dovuto all’acquisizione del gruppo britannico Princes Limited. Il bond, infine, non possiede un rating ufficiale ma a stare agli indicatori finanziari emittente è stimato al livello BB.

3 bond 2031 con ricche cedole dal 6,375% al 4,75% e quotazioni anche quasi alla pari

Come se due bond precedenti fossero privi di rischio, a seguire ecco l’Egypt Fx 6.375% denominato in euro. Ha identificativo ISIN XS1980255936 (sistema EuroTLX di Borsa Italiana) ed è stata emessa l’11/04/2019 dalla Repubblica d’Egitto. Anche qui la durata residua è di un lustro, per l’esattezza a 5 anni e 2 mesi dato che verrà rimborsata l’11/04/’31.

Ha una cedola del 6,375% pagata una volta l’anno, ad aprile, e yield al 6,14% dato che quota sui 100,9 centesimi. Strano ma vero, le quotazioni di mercato sono ai loro massimi di periodo dato che 3 mesi fa prezzava sui 99 e 1 e 2 anni fa rispettivamente poco sotto i 90 e poco sopra gli 80. Tuttavia, un primo limite del titolo è dato dal taglio minimo a 100mila € che non è proprio alla portata di chiunque. Un contro che si somma (almeno) al rischio di credito, a quello di mercato e alla scarsissima liquidità del titolo sul mercato secondario.

Per gli esperti si tratta di un bond giudicato “junk” dalle agenzie di rating, con giudizi che oscillano tra B (Fitch) e Caa1 (Moody’s). In pratica è molto speculativo, con un elevato rischio di credito di prodotto ed emittente, e questo malgrado gli outlook siano ad oggi positivi.

Più in generale, simili titoli possono rivelarsi utili per chi cerca diversificazione di portafoglio attraverso bond dai maggiori yield a scadenza. Tuttavia, questi potenziali maggiori guadagni presuppongono inevitabili incrementi dei rischi, a volte notevoli come nel caso dell’Egypt Fx 6.375%. Occorre adeguatamente saperlo prima per non doversi rammaricare poi.

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