In un contesto di mercato caratterizzato da ipertensione e possibili turbolenze, molti investitori cercano soluzioni diversificate che possano offrire rendimenti stabili. Oltre alle obbligazioni, una soluzione interessante per gli amanti del mercato azionario sono i titoli a dividendo positivo. Questi titoli offrono agli investitori una forma di rendimento «cedolare», cioè distribuzioni periodiche di utili sotto forma di dividendi, che possono contribuire a stabilizzare il portafoglio in tempi di incertezza.
Fra i vari strumenti d’investimento passivi, si distingue lo Schwab U.S. Dividend Equity ETF (SCHD), che attualmente presenta un Dividend Yield del 3.68%. Ma qual’è il modo migliore di approfittare di questi strumenti finanziari? Ha senso piuttosto provare a fare Stock Picking? Uno sguardo alla macro categoria dei titoli ad alto dividendo.
Titoli a dividendi positivi e titoli value: cosa li accomuna?
Prima di tutto, è opportuno ricordare che i titoli a dividendo positivo appartengono (spesso) anche alla categoria dei titoli value. Ma cosa sono esattamente i titoli value? I titoli value sono azioni di società tendono ad avere rapporti prezzo/utili (P/E) bassi, un elevato dividend yield e solidi bilanci finanziari.
Negli ultimi anni, la crescita del prezzo del mercato azionario si è concentrata principalmente sui titoli growth, ovvero aziende con elevati tassi di crescita degli utili e delle entrate. Tuttavia, in vista di un possibile ribilanciamento del mercato, inserire titoli value nel portafoglio può contribuire a dare stabilità e a ridurre la volatilità complessiva. I titoli value tendono ad essere meno volatili rispetto ai titoli growth e offrono rendimenti stabili attraverso i dividendi.
Come partecipare al mercato dei titoli a dividendo positivo?
Per selezionare aziende con alti dividendi, un buon punto di partenza è l’Schwab U.S. Dividend Equity ETF (SCHD), che segue l’andamento del Dow Jones US Dividend 100 Index (DJUSDIV). Questo ETF è progettato per offrire agli investitori un’esposizione a un portafoglio di aziende con solidi fondamentali e un track record di pagamenti di dividendi elevati.
Oltre all’SCHD, ci sono altre due opzioni ETF sui dividendi molto apprezzate dal mercato:
Il Dividend Appreciation ETF (VIG) di Vanguard, ad esempio, si concentra su aziende che hanno aumentato i loro dividendi per almeno dieci anni consecutivi. In alternativa c’è l’High Dividend Yield ETF (VYM) di Vanguard, che offre esposizione a un ampio range di aziende con alti rendimenti da dividendi.
Come fare Stock Picking su aziende ad alti dividendi?
Quando si valuta un’azione sulla base della sua capacità di staccare dividendi, è importante considerare diversi parametri. Secondo la maggior parte degli esperti, un’analisi attenta dovrebbe prendere in considerazione prima di tutto il margine di profitto e il tasso di crescita dei dividendi a 5 anni. Filtrando fra le aziende con una capitalizzazione di mercato di almeno $10 miliardi, una scelta intelligente potrebbe essere cercare quelle con un tasso di crescita positivo degli utili per azione a 5 anni e un tasso di crescita dei dividendi a 5 anni almeno superiore al 5%.
Guardando alle prime 10 partecipazioni per SCHD, che costituiscono il 40,84% del portafoglio, emergono alcune società value promettenti e molto ammirate dagli investitori. Tra queste la rinomato Johnson & Johnson (JNJ), Una delle aziende più grandi e diversificate nel settore sanitario, nota per la sua capacità di generare utili stabili e crescere i dividendi. Ha un margine di profitto del 18.0% e tasso di crescita dei dividendi a 5 anni pari al 6.0%, quindi ideologicamente risulterebbe essere una delle società dell’ETF che hanno superato lo screening. Un’altra potrebbe essere Procter & Gamble (PG), leader globale nei beni di consumo, con un forte track record di crescita dei dividendi e solidi fondamentali finanziari. Difatti, i bilanci dell’ultimo anno presentano un margine di profitto del 17.5% e un tasso di crescita dei dividendi a 5 anni positivo, pari al 5.0%. Fra queste, si aggiunge la ben nota, Coca-Cola (KO), società molto apprezzata dai value investor, molto elogiata dallo stesso Warren Buffet: il colosso delle bevande ha una solida storia di pagamenti di dividendi stabili e crescenti; per la precisione, ha registrato un margine di profitto del 22.5%, e un tasso di crescita dei dividendi positivo.
Quali sono i rischi e i vantaggi dello stock picking? Meglio seguire strategie d’investimento passive?
Seguendo l’ETF SCHD, attualmente si percepirebbe un Dividend Yield (TTM) del 3.68%. Tuttavia, facendo stock picking, cioè selezionando singole azioni con alti dividendi, si potrebbe provare a raggiungere un ritorno maggiore. Questo approccio, però, aumenta anche il rischio di registrare perdite in conto capitale perché diminuisce la diversificazione.
L’ETF offre il vantaggio della diversificazione automatica e della gestione passiva, riducendo il rischio associato alla selezione di singoli titoli. Non a caso, l’ETF SCHD detiene più di 100 titoli e ha ottenuto un rendimento cumulato negli ultimi 10 anni del 101%. Sebbene il rendimento risulti complessivamente inferiore rispetto al classico S&P 500, che nell’ultimo decennio è cresciuto del 180%, SCHD ha dimostrato una crescita lineare e un drawdown più contenuto rispetto al mercato azionario americano rappresentato dallo Standard & Poor’s.