Alta tensione tra India e Canada: le ragioni della crisi tra i due partner degli Usa

Federico Giuliani

24 Novembre 2023 - 06:40

Il Canada accusa l’India di aver orchestrato l’uccisione di un’attivista sikh in territorio canadese. Delhi nega e contrattacca. I rapporti tra i due partner Usa sono ai minimi termini.

Alta tensione tra India e Canada: le ragioni della crisi tra i due partner degli Usa

Justin Trudeau continua ad accusare l’India di aver orchestrato l’uccisione di un’attivista sikh in Canada. Hardeep Singh Nijjar, secondo quanto riferito a settembre dal primo ministro canadese in un discorso rivolto al parlamento di Ottawa, sarebbe stato assassinato nel Surrey, nei pressi di Vancouver, lo scorso 18 giugno da agenti di Nuova Delhi.

Trudeau ha annunciato lo svolgimento di un’indagine in merito all’esistenza di “accuse credibili” che legherebbero la longa manus del governo indiano all’omicidio di Nijjar, leader indipendentista sikh, dotato di cittadinanza canadese dal 2007 e facente parte di una minoranza religiosa che costituisce il 2% della popolazione indiana.

Le accuse di Trudeau

“Le agenzie di sicurezza canadesi hanno perseguito attivamente accuse credibili di un potenziale legame tra agenti del governo indiano e l’uccisione di un cittadino canadese, Hardeep Singh Nijjar”, ha dichiarato il leader canadese. L’India ha negato ogni coinvolgimento nell’episodio bollando tali ricostruzioni come “assurde” e “infondate”.

Nel frattempo, le relazioni tra i due Paesi si sono deteriorate. Sono passate settimane da quando la storia è venuta a galla ma ancora non è stata fatta chiarezza sull’episodio, né le tensioni tra le parti sono rientrate. Al contrario, l’India ha temporaneamente sospeso la concessione di nuovi visti ai cittadini canadesi mentre il Canada ha richiamato 41 dei suoi diplomatici dal Paese asiatico. Finora Ottawa non ha mostrato pubblicamente prove che possano collegare l’India all’omicidio di Nijjar.

India e Canada ancora ai ferri corti

Trudeu ha recentemente affermato che la “lotta” con l’India era qualcosa che il Canada non aveva intenzione di avere in questo momento, ma ha comunque ribadito le accuse e detto che Ottava intende “lavorare in modo costruttivo” con Nuova Delhi in merito alla questione considerata “molto seria”.

Al vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico, a San Francisco, il ministro del Commercio canadese, Mary Ng, ha sottolineato che i colloqui commerciali della nazione con l’India non riprenderanno fino a quando il governo di Narendra Modi non coopererà sulle indagini dell’omicidio. Direttamente dal Regno Unito, il ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar, ha fatto sapere che l’India non esclude un’indagine sui fatti, ma ha anche chiesto al Canada di fornire prove a sostegno delle accuse relative al coinvolgimento di agenti indiani nell’uccisione di Nijjar.

La situazione non è affatto rosea se analizzata dal punto di vista degli Stati Uniti, che considerano entrambi i Paesi come loro stretti alleati per tenere saldo il controllo dell’Indo-Pacifico.

Il giallo dell’omicidio di Nijjar

Ma cosa sappiamo dell’episodio che ha compromesso il rapporto diplomatico tra India e Canada? Nijjar era un’attivista che chiedeva la creazione di una patria sikh indipendente chiamata Khalistan nello stato del Punjab, nel nord dell’India. Viveva in Canada ed è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da aggressori non identificati fuori da un tempio.

Ricordiamo che nel 2020 Nuova Delhi aveva dichiarato l’uomo un “terrorista designato”. Non solo: Nijjar era stato accusato, tra le altre attività, di essere la mente dietro la Khalistan Tiger Force (KTF), un gruppo militante bandito nel Paese indiano.

In uno scenario del genere, il Canada vanta la più grande popolazione di sikh al di fuori dell’India. Sebbene non tutti i sikh vogliano una patria separata del Khalistan, alcuni sikh canadesi sono coinvolti nell’attivismo pro-Khalistan. Fumo negli occhi per l’India, che ha messo fuori legge ogni movimento favorevole alla causa.