Alle società europee conviene quotarsi? Uno studio rivela i vantaggi delle IPO

Giorgia Paccione

10/04/2026

Una ricerca internazionale ribalta un luogo comune della finanza: le aziende quotate investono di più e crescono meglio. E per l’Europa diventa centrale favorire nuove IPO.

Alle società europee conviene quotarsi? Uno studio rivela i vantaggi delle IPO

Negli ultimi anni si è consolidata l’idea che la quotazione in Borsa possa penalizzare le imprese, spingendole a privilegiare risultati immediati a discapito della crescita futura. Una nuova ricerca accademica, però, mette in discussione questo paradigma e offre una lettura completamente diversa: le aziende quotate non solo non sono più “miopi”, ma risultano mediamente più dinamiche negli investimenti e più reattive alle opportunità di mercato.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Business Finance & Accounting e firmato da Olga Bogachek e Massimiliano Bonacchi della Libera Università di Bolzano insieme a Paul Zarowin della NYU Stern School of Business, invita a riconsiderare il ruolo dei mercati finanziari nello sviluppo delle imprese europee.

Il falso mito della “miopia” delle imprese quotate

Per anni il dibattito economico è stato influenzato dalla teoria dello “short-termism”, secondo cui la pressione degli investitori e dei risultati trimestrali porterebbe le società quotate a ridurre gli investimenti strategici. Tuttavia, secondo i ricercatori, questo convincimento si basa su un problema metodologico più che su evidenze reali.

Il nodo centrale riguarda la qualità dei dati utilizzati negli studi precedenti, soprattutto negli Stati Uniti. In quel contesto, le informazioni sulle aziende non quotate non sono obbligatorie e derivano spesso da database volontari, che tendono a includere imprese già solide e performanti. Questo crea un confronto distorto: le aziende non quotate appaiono più virtuose semplicemente perché rappresentate da un campione selezionato.

In Europa, invece, la rendicontazione finanziaria è obbligatoria anche per molte imprese non quotate. Questo permette di analizzare un universo molto più completo e realistico. Non a caso, utilizzando questi dati, emerge un quadro opposto rispetto alla narrativa dominante: le società quotate aumentano gli investimenti in media tra 1,6 e 1,8 punti percentuali in più ogni anno rispetto alle concorrenti non quotate e mostrano una maggiore capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

A conferma di questa interpretazione, gli studiosi hanno replicato artificialmente il bias presente nei dati americani all’interno del campione europeo, escludendo le aziende meno performanti. Il risultato? Anche in Europa si ottenevano conclusioni simili a quelle statunitensi, dimostrando che il problema non è la Borsa, ma la distorsione statistica.

IPO e crescita: le implicazioni per l’Europa

Le conclusioni dello studio hanno ricadute rilevanti non solo sul piano teorico, ma anche su quello delle politiche economiche. Se l’accesso ai mercati dei capitali favorisce una maggiore capacità di investimento e una risposta più rapida alle opportunità, allora le IPO non rappresentano un rischio, bensì una leva di crescita.

Le imprese quotate beneficiano infatti di maggiore visibilità, accesso a risorse finanziarie più ampie e strumenti più efficaci per pianificare strategie di lungo periodo. In questo senso, la Borsa può diventare un acceleratore dello sviluppo, soprattutto in un contesto europeo che punta a rafforzare l’integrazione dei mercati dei capitali.

Gli stessi autori sottolineano l’importanza di interrogarsi sulla qualità dei confronti utilizzati nel dibattito economico: “Nel dibattito su mercati dei capitali e investimenti, i confronti tra imprese quotate e non quotate sono ovunque: nelle decisioni di board, nelle conversazioni con gli investitori, nella pianificazione strategica. Ma chi è davvero nel campione delle non quotate che si usa come riferimento? E chi manca? Prima di trarre conclusioni forti, vale la pena fare questa domanda”, hanno commentato.

Per i decisori pubblici, il messaggio è dunque chiaro: invece di limitare o scoraggiare le quotazioni per timore di effetti negativi sul lungo periodo, le riforme dovrebbero puntare a migliorare la qualità e l’accessibilità dei mercati finanziari. Favorire le IPO, potrebbe diventare nel prossimo futuro non solo una scelta tecnica, ma una strategia per sostenere la crescita economica e rendere più efficiente l’allocazione del capitale in Europa.

Fonte: Journal of Business Finance & Accounting, Volume 53, Issue 2, “Does Stock Market Listing Really Constrain Corporate Investment: Why US and EU Results Appear To Be Different?”

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